<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Julian&#039;s WebSite &#187; Computer</title>
	<atom:link href="http://julianajazi.com/blog/category/elettronica/computer/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://julianajazi.com</link>
	<description>Julian&#039;s amazing WebSite</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Jun 2010 21:48:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Google Chrome OS &#8211; presentazione ufficiale</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/google-chrome-os-presentazione-ufficiale</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/google-chrome-os-presentazione-ufficiale#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Operativo]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julianajazi.com/?p=1449</guid>
		<description><![CDATA[Tanti di voi avranno già sentito le voci di un sistema operativo made in Google basato sul loro browser Chrome. Oggi i ragazzi di Mountain View hanno presentato ufficialmente in un evento Google Chrome OS, un sistema operativo ai suoi primordi (molto lontano dall&#8217;essere anche solo in beta). Di seguito vi propongo un video che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti di voi avranno già sentito le voci di un<strong> sistema operativo made in Google</strong> basato sul loro browser Chrome. Oggi i ragazzi di Mountain View hanno presentato ufficialmente in un evento <strong>Google Chrome OS</strong>, un sistema operativo ai suoi primordi (molto lontano dall&#8217;essere anche solo in beta).</p>
<p><img class="size-full wp-image-1450 aligncenter" title="chrome-icon-742122" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/11/chrome-icon-742122.jpg" alt="chrome-icon-742122" width="600" height="300" /></p>
<p>Di seguito vi propongo un video che riassume in modo <strong>chiaro e conciso</strong> gli obbiettivi di questo sistema operativo.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=0QRO3gKj3qw</p>
<p>Il video seguente mostra invece un concept dell&#8217;interfaccia di questo<strong> rivoluzionario</strong> (per il modo di porsi e lavorare) sistema operativo.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=hJ57xzo287U</p>
<p>Se siete ancora curiosi nel link della fonte (Engadget) trovate screenshot di una primitiva interfaccia Chrome OS e foto dell&#8217;evento di presentazione.</p>
<p>da <a href="http://www.engadget.com/2009/11/19/googles-chrome-os-revealed/"><strong>Engadget.com</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/google-chrome-os-presentazione-ufficiale/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nokia Booklet 3G, stiloso e connettivo</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/nokia-booklet-3g-stiloso-e-connettivo</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/nokia-booklet-3g-stiloso-e-connettivo#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 11:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Netbook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julianajazi.com/?p=1264</guid>
		<description><![CDATA[Anche Nokia, dopo le indiscrezioni più o meno insistenti dei mesi scorsi, sembra avviata a salire sul redditizio treno dei netbook; l&#8217;Agenzia Reuters ha infatti rese note ieri alcune fotografie di quello che dovrebbe essere il nuovo nato in casa del colosso scandinavo. Booklet 3G, questo il suo nome, sarebbe per ora un prototipo realizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche Nokia, dopo le indiscrezioni più o meno insistenti dei mesi scorsi, sembra avviata a salire sul redditizio treno dei netbook;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="size-full wp-image-1268 aligncenter" title="nokia-booklet-3g-20090824-600" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/08/nokia-booklet-3g-20090824-600.jpg" alt="nokia-booklet-3g-20090824-600" width="600" height="407" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">l&#8217;Agenzia Reuters ha infatti rese note ieri alcune fotografie di quello che dovrebbe essere il nuovo nato in casa del colosso scandinavo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1269 aligncenter" title="nokia-booklet-itw-rm-eng" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/08/nokia-booklet-itw-rm-eng.jpg" alt="nokia-booklet-itw-rm-eng" width="450" height="315" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Booklet 3G, questo il suo nome, sarebbe per ora un prototipo realizzato in un unico esemplare ed al momento custodito nel quartier generale dell&#8217;azienda. Le immagini, che lo raffigurano a fianco di un cellulare E71, fanno presumere nella dimensione classica di 10,1 pollici la grandezza del display.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1271" title="21nokia-booklet-3g-group" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/08/21nokia-booklet-3g-group1.jpg" alt="21nokia-booklet-3g-group" width="600" height="390" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nessuna indiscrezione, ovviamente, circa l&#8217;hardware montato, anche se i soliti bene informati assicurano che il processore impiegato sarà Atom di Intel.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Data per probabile anche la presennza di un&#8217;uscita HDMI, in linea con i più recenti dettami in ambito notebook. Bocche cucite, in casa Nokia, anche su una possibile data di commercializzazione, così come su quali potrebbero essere i potenziali mercati sui quali far esordire il Booklet 3G.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1272 aligncenter" title="21nokia-booklet-3g-colours" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/08/21nokia-booklet-3g-colours.jpg" alt="21nokia-booklet-3g-colours" width="600" height="253" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dal video ufficiale disponibile di seguito e da indiscrezioni emergono le seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li><strong>case in alluminio</strong> grande 85 × 264 x 20 mm per un peso di 1,125 Kg</li>
<li>schermo da 10,1 pollici con risoluzione <strong>HD-Ready</strong></li>
<li>processore Intel Atom</li>
<li>sistema operativo Windows 7</li>
<li>connettività Wi-Fi 801.2b/g/n</li>
<li>bluetooth</li>
<li>connessione a rete 3G mediante il protocollo HSPA</li>
<li><strong>A-GPS</strong></li>
<li>lettore di schede SD, porte USB e porta HDMI</li>
<li>integrazione con i servizi Ovi, tipici dei cellulari Nokia di ultima generazione</li>
<li><strong>autonomia della batteria di 12 ore</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=fIHWM4liM2g&amp;feature=player_embedded</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">da <a href="http://hardwaregadget.blogosfere.it/2009/08/nokia-booklet-3g-il-netbook-che-viene-dal-freddo.html"><strong>Hardware&amp;Gadget</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/nokia-booklet-3g-stiloso-e-connettivo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CrunchPad: Touch Internet Device da TechCrunch</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/crunchpad-touch-internet-device</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/crunchpad-touch-internet-device#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 16:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julianajazi.com/?p=1124</guid>
		<description><![CDATA[CrunchPad è un progetto da TechCrunch di un tablet low cost ( si pensa ai 300$  )che faccia poche cose come navigare e chattare. Il resto secondo i suoi ideatori serve a poco o niente ( photoshop, office, &#8230; ) ad un normale utente e non sarà implementato anche perchè ci sono tante versioni internet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CrunchPad è un progetto da<a href="http://www.techcrunch.com"> <strong>TechCrunch</strong></a> di un <strong>tablet low cost</strong> ( si pensa ai 300$  )che faccia poche cose come <strong>navigare</strong> e <strong>chattare</strong>. Il resto secondo i suoi ideatori serve a poco o niente ( photoshop, office, &#8230; ) ad un normale utente e non sarà implementato anche perchè ci sono tante versioni internet based. Ci sarà installato <strong>Firefox</strong> ( che fungerà anche da sistema operativo ) e <strong>Skype</strong> più qualche estensione.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1125 aligncenter" title="cdba" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/06/cdba.jpg" alt="cdba" width="550" height="321" /></p>
<p>Questi sono alla grande le sue caratteristiche principali:</p>
<ul>
<li>Schermo touchscreen da 12 pollici.</li>
<li>Processore Intel Atom 1.6 Ghz</li>
<li>Hard-disk SSD da 4GB</li>
<li>Webcam</li>
<li>Connettività Wi-fi</li>
<li>Distribuzione Linux custom (soli 200MB di spazio occupato)</li>
</ul>
<p><strong>Michael Hurrington</strong> di TechCrunch ed i suoi collaboratori hanno lavorato duro dai primi <a href="http://www.techcrunch.com/2009/04/10/about-those-new-crunchpad-pictures/">aggiornamenti</a> sul loro device portatile di Aprile. Sono arrivati al design finale del dispositivo che verrà commercializzato. Altre poche settimane ed egli promette di avere a disposizione device funzionanti nel suo ufficio pronti per il test.</p>
<p>Il prototipo di lancio è un&#8217;altro significante <strong>passo avanti</strong> rispetto a quello precedente. Lo schermo adesso è allo stesso livello del case e lo spessore è stato ridotto ai significativi <strong>18 mm</strong>. Il case sarà di alluminio, che è più costoso della plastica ma più robusto e permette di ridurre di un bel pò lo spessore globale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1127 aligncenter" title="cbd1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/06/cbd1.jpg" alt="cbd1" width="550" height="261" /></p>
<p>Il <strong>design è decisamente migliore</strong> rispetto ai primi prototipi dell&#8217;estate scorsa. Basta confrontare queste immagini con quelle del <a href="http://www.techcrunch.com/2008/08/30/update-on-the-techcrunch-tablet-prototype-a/">primo prototipo</a> per capire gli svilluppi. Se siete interessati eccovi le foto del <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/19/techcrunch-tablet-update-prototype-b/">Prototipo B</a>. Immagini del Prototipo C, che è il dispositivo che è attualmente in fase di test le trovate <a href="http://www.crunchgear.com/2009/04/09/crunchtablet-hits-the-net-a-little-early/">quì</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1128 aligncenter" title="cbd3" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/06/cbd3.jpg" alt="cbd3" width="550" height="598" /></p>
<p>Sono anche successe un sacco di cose dietro le scene. Il loro partner <strong>Fusion Garage</strong> continua a mandare avanti il software, e sono in profonde discussioni con i partner chiave per mandare il dispositivo sul mercato. Se proprio volete vedere i primi prototipi in azione guardatevi questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jP-0Nce5oTQ&amp;eurl=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fmy_videos_edit&amp;feature=player_embedded">video su YouTube</a>. Il sistema operativo è basato su <strong>Linux</strong> ed il browser sul motore <strong>Webkit</strong> ( Firefox ). Il dispositivo si avvia direttamente nel browser.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1129 aligncenter" title="cbd2" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/06/cbd2.jpg" alt="cbd2" width="550" height="321" /></p>
<p>La prossima volta che si parlerà ufficialmente di CrunchPad lo si farà ad una speciale conferenza stampa aperta al pubblico a <strong>Luglio nella Silicon Valley</strong>. Se volete rimanere informati sulle nuove news scrivete a crunchpad@techcrunch.com.</p>
<p>da <a href="http://www.techcrunch.com/2009/06/03/crunchpad-the-launch-prototype/">TechCrunch</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/crunchpad-touch-internet-device/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Wedit, ambiente di sviluppo integrato per lcc-win32</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/wedit-ambiente-di-sviluppo-integrato-per-lcc-win32</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/wedit-ambiente-di-sviluppo-integrato-per-lcc-win32#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 18:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julianajazi.com/?p=998</guid>
		<description><![CDATA[Questo semestre universitario ho deciso di frequentare il corso di &#8220;Programmazione dei Sistemi Digitali&#8221; che in buona parte consiste nella programmazione in linguaggio C. Nelle aule universitarie abbiamo installato Fedora Core 10.0 Linux quindi questo linguaggio è supportato nativamente senza bisogno di ulteriori accorgimenti. Ho deciso allora di provare anche io sul mio portatile con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo semestre universitario ho deciso di frequentare il corso di &#8220;<strong>Programmazione dei Sistemi Digitali</strong>&#8221; che in buona parte consiste nella programmazione in <strong>linguaggio C</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-999 aligncenter" title="wedit" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/04/wedit.gif" alt="wedit" width="500" height="200" /></p>
<p>Nelle aule universitarie abbiamo installato <strong>Fedora Core 10.0</strong> Linux quindi questo linguaggio è supportato nativamente senza bisogno di ulteriori accorgimenti. Ho deciso allora di provare anche io sul mio portatile con <strong>Ubuntu Linux 8.10</strong> ma anche se tutto funziona perfettamente sono rimasto poco contento di dover usare text editor e console ( con le varie istruzioni cd ogni volta per trovare la cartella del codice ) per i miei programmi.</p>
<p>Il linguaggio C però non era la prima volta che lo vedevo. All&#8217;<strong>ITIS Rossi</strong> avevamo fatto le basi di questo codice e mi sono ricordato che allora nei laboratori con Windows 95 usavamo un programmino che faceva tutto in uno. Ho deciso così di risfogliare i vecchi appunti delle superiori per sapere il nome di questo programma e finalmente l&#8217;ho trovato: <strong>lccWin32</strong>.</p>
<p>Creare programmi in C usando <strong>Wedit</strong>, l&#8217;ambiente di sviluppo integrato( IDE -<strong>Integrated Development Environment</strong> ) per lccwin32 è relativamente molto più <strong>semplice</strong>. Di seguito vi illustro la procedura passo a passo.</p>
<ol>
<li>Per prima cosa <strong>scaricare</strong> lccWin32 da questo <strong><a href="http://julianajazi.com/download/lccwin32.exe">link di download</a></strong>.</li>
<li><strong>Installare</strong> il pacchetto sul vostro pc.</li>
<li>Dal menu start-tutti i programmi cliccare su lcc-win32 per <strong>avviare il programma</strong>.</li>
<li>Se avete fatto tutto correttamente si dovrebbe <strong>avviare Wedit</strong>.</li>
</ol>
<p>Per iniziare un <strong>nuovo progetto</strong> ( <strong>procedura da seguire ogni volta</strong> che si apre il software e si vuole realizzare un nuovo programma ):</p>
<ol>
<li>Dal <strong>menu project</strong> selezionare <strong>Create&#8230;</strong>.</li>
<li>Dare un <strong>nome</strong> al progetto e selezionare la <strong>directory di lavoro</strong> per i vostri programmi in C e andate avanti con OK.</li>
<li>Se vi chiede di usare la <strong>cartella lcc</strong> cliccare &#8220;Yes&#8221; mentre per il <strong>Wizard</strong> &#8220;No&#8221;.</li>
<li>Selezionare i vostri file sorgenti ( se non li avete ancora fatti cliccate annulla ). Consiglio di creare i sorgenti prima ( nomefile.c ).</li>
<li>Finestra Sources file for the project fare OK o se non avete aggiunto sorgenti fare cancel e dopo OK.</li>
<li>Per il resto basta scegliere Ansi-C Only e poi Avanti-Avanti-Fine.</li>
</ol>
<p>Adesso potete creare un nuovo file ( mi raccomando di salvarlo con <strong>estensione *.c </strong>) se non l&#8217;avete caricato prima o modificare quello che avete caricato.</p>
<p>Nel menu compiler troviamo tutte le opzioni di <strong>Compile</strong>, <strong>Execute</strong>, <strong>Debug</strong>.</p>
<p>Tra i lati positivi di questo <strong>IDE</strong> troviamo la sua <strong>semplicità</strong>, la sua <strong>leggerezza</strong> nell&#8217;eseguire e nello spazio occupato.</p>
<p>Unica pecca di cui non ho capito il motivo è che la cartella di lavoro deve trovarsi in un <strong>drive diverso</strong> da quello in cui è installato <strong>lccwin32</strong>. Nel mio caso questi è installato in C:\ e la cartella di lavoro si trova in un&#8217;altra partizione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/wedit-ambiente-di-sviluppo-integrato-per-lcc-win32/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google, AJAX e data center verdi</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/google-ajax-e-data-center-verdi</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/google-ajax-e-data-center-verdi#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 14:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julianajazi.com/?p=838</guid>
		<description><![CDATA[Da PuntoInformatico &#8211; La parola d&#8217;ordine dei servizi remoti è efficienza, sia che si parli dell&#8217;utente finale che dei consumi dell&#8217;hardware vero e proprio. E vista la centralità del ruolo giocato dal suo motore di ricerca nella moderna Internet web-dipendente, Google è in prima fila tra le società impegnate a spingere sempre più in avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://punto-informatico.it/2602692/PI/News/google-ajax-data-center-verdi.aspx"><strong>PuntoInformatico</strong></a> &#8211; La parola d&#8217;ordine dei servizi remoti è efficienza, sia che si parli dell&#8217;utente finale che dei consumi dell&#8217;hardware vero e proprio. E vista la centralità del ruolo giocato dal suo motore di ricerca nella moderna Internet web-dipendente, Google è in prima fila tra le società impegnate a spingere sempre più in avanti i parametri di efficienza sia lato-server che client.</p>
<p><img class="size-full wp-image-156 aligncenter" title="google_logo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/05/google_logo.jpg" alt="google_logo" width="240" height="100" />Sui client l&#8217;efficienza fa rima con <em>AJAX</em>, la tecnica di programmazione a base di JavaScript e XML considerata la base portante del cosiddetto Web 2.0. Già tempo fa Google aveva cominciato a sperimentare <strong>un engine in AJAX per la presentazione a video dei risultati nel suo motore di ricerca</strong>, e ora il portavoce Eitan Bencuya <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-10220532-93.html?part=rss&amp;subj=news&amp;tag=2547-1_3-0-20" target="_blank">conferma</a> l&#8217;intenzione dell&#8217;azienda di sostituire i risultati in puro codice HTML con pagine dinamiche in cui a essere caricate ogni volta sono solo le ricerche di cui sopra e non l&#8217;intero portale.</p>
<p>Il nuovo step evolutivo del <a href="http://punto-informatico.it/2585920/PI/News/google-remix-base-semantica.aspx" target="_blank">costantemente cangiante</a> search engine di Mountain View <a href="http://googlesystem.blogspot.com/2009/04/google-search-prepares-for-switching-to.html" target="_blank">era già emerso</a> grazie alla realizzazione di un <em>tweak</em> per aggiustare il modo in cui i <em>referral</em> processano le URL a cui gli utenti vengono spediti dopo aver cercato su Google. L&#8217;utilizzo di codice AJAX sulle ricerche di un numero limitato di utenti, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OZWnC1zH1uw&amp;feature=player_embedded" target="_blank">spiegava</a> questo marzo il Google software engineerer Matt Cutts, ha portato al mancato invio di referral da parte del browser e l&#8217;impossibilità per i tool analitici di valutare il punto di partenza del traffico verso un sito.<br />
Il problema è stato risolto con <a href="http://analytics.blogspot.com/2009/04/upcoming-change-to-googlecom-search.html" target="_blank">un nuovo formato per il referrer</a>, che permetterà di continuare a gestire correttamente i referral anche con l&#8217;interfaccia AJAX in via di sperimentazione. I referral sono uno strumento importante per chi gestisce un sito web e per chi si occupa di advertising, ragion per cui Google non ha intenzione di tarpare le ali a questa funzionalità mentre verifica <strong>quanti millisecondi faccia risparmiare una GUI interamente in JavaScript</strong> piuttosto che un form di ricerca in HTML.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;efficienza lato-server, poi, Mountain View ha già messo in mostra gli sforzi sin qui compiuti nella progettazione dei <a href="http://punto-informatico.it/2592489/PI/News/google-data-center-qui-nel-container.aspx" target="_blank">data center-container</a>, dotati di un design che massimizza l&#8217;efficienza energetica misurata in <a href="http://searchdatacenter.techtarget.com/sDefinition/0,,sid80_gci1307933,00.html" target="_blank">Power Usage Effectiveness</a>. Gli <a href="http://blogs.zdnet.com/green/?p=3946" target="_blank">ultimi dati</a> comunicati da Google e risalenti al 15 marzo parlano di un indice PUE medio di 1,15 su un quarto di anno, una media annuale di 1,19 e un PUE minimo di ogni impianto di 1,12.</p>
<p>Google si è in sostanza avvicinata <strong>alla quasi parità tra l&#8217;energia elettrica immessa nei sistemi e quella effettivamente consumata dai server</strong>, un risultato ottenuto grazie al design intelligente dei container che ospitano le macchine, l&#8217;acqua che ne raffredda &#8220;i bollori&#8221;, la batteria UPS presente all&#8217;interno di ogni singolo PC e le modalità di installazione dell&#8217;hardware.</p>
<p>Ma l&#8217;efficienza si misura anche nel modo in cui si riesce a sfruttare lo &#8220;scarto&#8221; di calore sviluppato da quel rumoroso groviglio di ferraglia pulsante che anima ogni CED moderno. <em>Telehouse West</em> lo sa bene, visto che è in procinto di realizzare <a href="http://www.datacenterknowledge.com/archives/2009/04/15/telehouse-to-heat-homes-at-docklands/" target="_blank">un nuovo data center</a> londinese <strong>capace di trasportare il suddetto scarto nelle strutture e gli edifici presenti nel circondario</strong>. Così facendo, l&#8217;impianto dal valore di 180 milioni di dollari potrà ridurre il suo &#8220;peso&#8221; in CO2 di 1.110 tonnellate, una quantità di energia equivalente a quella prodotta da &#8220;3.000 bollitori in funzionamento continuato&#8221;, sostiene Telehouse.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/google-ajax-e-data-center-verdi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il futuro quantistico della computazione</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/il-futuro-quantistico-della-computazione</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/il-futuro-quantistico-della-computazione#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 12:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=598</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Con il computing quantistico potremo risolvere alcuni problemi di calclolo e simulazione in tempi vicini ai secondi, problemi che richiederebbero tempi infiniti con i classici computer.&#8221; Professor David Awschalom dell&#8217;Università della California a Santa Barbara. I computer quantistici potranno simulare qualsiassi modello ed evoluzione fisica di ciascun fenomeno, anche l&#8217;interazione tra molteplici universi.  Potranno risolvere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Con il <strong>computing quantistico</strong> potremo risolvere alcuni problemi di calclolo e simulazione in tempi vicini ai secondi, problemi che richiederebbero tempi infiniti con i classici computer.&#8221; </em><br />
Professor <strong>David Awschalom</strong> dell&#8217;Università della California a Santa Barbara.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-599 aligncenter" title="abstract" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/02/abstract.jpg" alt="abstract" width="450" height="179" /></p>
<p>I computer quantistici potranno simulare qualsiassi modello ed <strong>evoluzione fisica</strong> di ciascun fenomeno, anche l&#8217;interazione tra molteplici universi.  Potranno risolvere anche molti problemi matematici notoriamente ostici, come la <strong>fattorizzazione</strong>, classicamente intrattabile, e potranno implementare algoritmi di crittografia praticamente inviolabili.</p>
<p><span id="more-598"></span>&#8220;La computazione quantistica,&#8221; riassume <strong>David Deutsch</strong> , fisico di Oxford, &#8221; è qualitativamente <strong>un nuovo modo di sfruttare la natura</strong>.&#8221;</p>
<p>Essa suona come fantascienza come lo erano i satelliti, le fasi lunari, e originariamente anche il microprocessore. Ma l&#8217;era della computazione non è nemmeno alla fine delle fasi iniziali.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-609 aligncenter" title="quantum_computing62180224_std" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/02/quantum_computing62180224_std.jpg" alt="quantum_computing62180224_std" width="450" height="339" /></p>
<p>La computazione tradizionale, con la sua sempre più grande miniaturizzazione raggiungerà alla fine un limite: la <strong>legge di Moore</strong>, che dice che il numero di chip integrati nella stessa area di un circuito integrato raddoppia ogni 18 mesi, è sulla via di trovare un <strong>muro invalicabile verso il 2015</strong>, a causa dell&#8217;eccessivo riscaldamento e anche al fatto che oltre a certi gradi di miniaturizzazione non si può andare ( oggi siamo al nodo tecnologico dei 32nm e dobbiamo considerare che in 1nm ci sono solo 3 atomi di silicio in legame covalente ). Al massimo si è arrivati a dimostrare la fattibilità di un invertirore <strong>CMOS statico a 3nm</strong>.</p>
<p>Per scavalcare questo muro dovremmo capire bene come funzionano  le leggi del regno della quantistica, un sorta di <strong>pasese delle meraviglie</strong> di Alice dove ci sono particelle che possono essere in due posti contemporaneamente.</p>
<p>Dove i classici <strong>circuiti integrati</strong> al silicio lavorano con le leggi della fisica classica( sembra una semplificazione questa frase ma vi assicuro che studiandoli ho scoperto un mondo pieno di soluzioni assolutamente geniali e non certo intuitive ), un computer quantistico è capace di utilizzare le leggi della meccanica quantistica (specialmente l&#8217;<strong>interferenza quantistica</strong>) per realizzare un modo per l&#8217;elaborazione delle informazioni.</p>
<p>L&#8217;<strong>unità fondamentale</strong> dell&#8217;informazione nella computazione quantistica ( detto bit quantistico o <strong>qubit</strong> ), non è binario ma quaternario, fatto che differisce molto dalle classiche leggi della fisica.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-610 aligncenter" title="quantum-computer-photo-gallery" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/02/quantum-computer-photo-gallery.jpg" alt="quantum-computer-photo-gallery" width="450" height="313" /></p>
<p>Un qubit non esiste solo nei due stati logici 0 e 1 di un normale bit di informazione, ma anche in ulteriori stati che corrispondono ad una sorta di miscela o sovvrapposizione degli stati classici. In altre parole, un qubit può esistere come uno 0, un 1 o simultaneamente con uno 0 ed un 1, con un <strong>coefficiente numerico</strong> che rappresenta la probabilità di essere in ciascun stato, probabilità che è il fenomeno chiave di tutta la <strong>meccanica quantistica</strong>.  Questo può sembrare poco intuitivo visto che il mondo davanti ai nostri occhi e alle nostre scale di grandezza è governato dalle <strong>classiche ferree leggi di Newton</strong>, ma la meccanica quantistica interviene al livello atomico dove tutte le leggi classiche ( compresa la<strong> relatività di Einstein</strong> ) non hanno nessuna valenza .</p>
<p>Il motivo per cui questo è eccitante è che la computazione può essere fatta con un massiccio <strong>parallelismo</strong> grazie al fenomeno della sovvraposizione, il che equivale all&#8217;eseguire la stessa operazione su un computer classico dotato però di circa <strong>10150  processori separati</strong>, cosa per adesso abbastanza difficile ( non dico impossibile visto che INTEL sta già sperimentando nei suoi laboratori sistemi a 512 o 1024 core ).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-611 aligncenter" title="elec_quantum_computing_laser_test_ornl_usa_lg" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/02/elec_quantum_computing_laser_test_ornl_usa_lg.jpg" alt="elec_quantum_computing_laser_test_ornl_usa_lg" width="450" height="329" /></p>
<p>L&#8217;idea di un dispostivo computazionale basato sulla meccanica quantistica venne inizialmente esplorata negli anni &#8217;70 e nei primi anni &#8217;80 da fisici e scienziati come <strong>Charles H. Bennett</strong> del centro di ricerca  Thomas J. Watson Research Center dell&#8217;IBM, <strong> Paul A. Benioff</strong> dell&#8217; Argonne National Laboratory in Illinois, <strong>David Deutsch</strong> di Oxford, e più tardi da <strong>Richard P. Feynman</strong>, Nobel laureto alla California Institute of Technology dove stavano ponderando i limiti fondamentali della computazione classica.</p>
<p>Come già detto, continuando a rimpicciolire ed integrare sempre di più si arriverà alla grandezza di un singolo <strong>transistor MOS fatto di pochi atomi</strong>.  Quì sorgono i primi problemi perchè le leggi che governano il livello atomico non sono quelle classiche ma la meccanica quantistica prende il sopravvento.</p>
<p>Questo ha poi sollevato la questione su come un nuovo computer potrà essere costruito e funzionare sulle basi della meccanica quantistica.</p>
<p><strong>Feynman</strong> è stato praticamente il primo a porsi questo problema e a produrre nel 1982 un modello astratto di una macchina quantistica  che mostrò come un sistema quantistico possa essere usato per eseguire delle computazioni. Egli spiegò anche come una macchina del genere possa agire da <strong>simulatore per la fisica quantistica</strong>. In altre parole un fisico potrà fare esperimenti sulla fisica quantistica su una macchina costruita e funzionamente sulla meccanica quantistica.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-614 aligncenter" title="quantum_computers" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/02/quantum_computers.jpg" alt="quantum_computers" width="450" height="338" /></p>
<p>Nel 1985, <strong>Deutsch</strong> realizzò che l&#8217;idea di Feynman poteva portare ad un computer quantistico general purpose utilizzabile per qualsiassi programma e ha pubblicato un documento di fondamentale importanza teorica mostrando che ogni processo fisico, in linea di principio, potrebbe essere perfettamente modellato da un computer quantistico.    Dopo la pubblicazione del documento di Deutsch la ricerca ha cominciato a trovare molteplici applicazioni realizzabili con una macchina del genere.</p>
<p>La <strong>svolta avenne nel 1994</strong> quando <strong>Shor</strong> fece circolare una prestampa di un articolo dove egli spiegava come usare la computazione quantistica per risolvere uno dei problemi più importanti nella teoria dei numeri, la <strong>fattorizzazione</strong>. Ha mostrato come un insieme di operazioni matematiche, progettate specificamente per un computer quantistico, possano essere organizzate per abilitare una tale macchina a fattorizzare numeri estremamente grandi in tempi molto ridotti, molto più velocemente  dei computer convenzionali.</p>
<p>Con la svolta di Shor, la computazione quantistica si trasformò da una mera curiosità accademica ad un interesse mondiale.</p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">L&#8217;<strong>hardware quantistico</strong>, d&#8217;altro canto, rimane un settore emergente, ma il lavoro svolto finora suggerisce che sarà solo una questione di tempo prima di avere dispositivi di dimensioni sufficienti a testare gli algoritmi di Shor e di molti altri. </span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Al di là della effettiva creazione di un computer quantistico, il nostro maggiore limite è l&#8217;<strong>immaginazione dei programmatori</strong>.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Questa sarà la grande sfida dei programmatori di Google e simili per il domani: prendere l&#8217;infinito potere di computazione e networking e creare<strong> interfacce</strong> che siano abbastanza facili da capire per un semplice utente.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-612 aligncenter" title="quantumcomputing" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/02/quantumcomputing.jpg" alt="quantumcomputing" width="450" height="286" /></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Le <strong>recenti scoperte</strong> capitanate da <strong>Stuart Wolff </strong>dell &#8216;Università di Virginia ci permettono portare l&#8217;elettricità fuori dalle solite equazioni, e di sbarazzarsi del problema di surriscaldamento che sta rallentando gli IC ( Integrated Circuits ) rispetto all&#8217;andamento della legge di Moore.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span class="google-src-text" style="direction: ltr; text-align: left;">Sono stati realizzati singoli elettroni che<strong> aggiustano il loro spin</strong>.</span> I circuiti sub-atomici sono alla nostra portata.</span></p>
<p>da <strong><a href="http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2009/02/the-quantum-fut.html">DailyGalaxy.com</a> e</strong><strong> </strong><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7085019.stm"><strong>news.bbc.co.uk</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/il-futuro-quantistico-della-computazione/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nvidia svela una piattaforma per i netbook</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/nvidia-svela-una-piattaforma-per-i-netbook</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/nvidia-svela-una-piattaforma-per-i-netbook#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 12:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=524</guid>
		<description><![CDATA[Da DinoXPc.com &#8211; Nella giornata ieri avevamo sentito alcune informazioni, che ci hanno fatto venire un pò di perplessità, circa una nuova piattaforma NVIDIA destinata al segmento dei netbook. Non che questa non potesse essere una buona occasione tanto per il produttore del camaleonte quanto per gli utenti di questi sistemi, ma sicuramente non avevamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=15914&amp;What=news&amp;tt=Piattaforma+NVIDIA+ION+per+Atom%3A+le+dimensioni+contano!"><strong>DinoXPc.com</strong></a> &#8211; Nella giornata ieri avevamo sentito alcune informazioni, che ci hanno fatto venire un pò di perplessità, circa una nuova piattaforma <strong>NVIDIA</strong> destinata al segmento dei <strong>netbook</strong>. Non che questa non potesse essere una buona</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-529 aligncenter" title="header_gef_atom" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/header_gef_atom.jpg" alt="header_gef_atom" width="450" height="177" /></p>
<p>occasione tanto per il <strong>produttore del camaleonte</strong> quanto per gli utenti di questi sistemi, ma sicuramente non avevamo compreso la necessità del supporto SLI all´interno di sistemi destinati ad utilizzi prettamente 2D (<a href="http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=15900&amp;What=News&amp;tt=SLI+anche+per+piattaforme+Intel+Atom+grazie+a+NVIDIA">i dettagli in questa notizia</a>).</p>
<p><span id="more-524"></span></p>
<p>Oggi la piattaforma è stata ufficialmente presentata e prende il nome di <strong>NVIDIA ION</strong>. Come detto essa è destinata ai <strong>sistemi netbook e nettop ed è compatibile con le CPU Intel Atom</strong>. Grazie alla presenza di un chipset GeForce 9400M G, la scheda sarà in grado di offrire prestazioni 3D accettabili per far girare le interfacce 3D dei sistemi operativi come Aero di Windows Vista.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-530 aligncenter" title="ion_1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/ion_1.jpg" alt="ion_1" width="258" height="165" /></p>
<p align="center">
<p>Il core grafico integrato nel chipset <strong>GeForce 9400M</strong> G dispone di 16 shader processor ed è in grado di decodificare via hardware i flussi video HD mediante la piattaforma PureVideo.</p>
<p>Fra i punti di forza, citati direttamente da NVIDIA, leggiamo che una piattaforma di questo genere può offrire all´utente un´adeguata esperienza con <strong>Windows Vista Home Premium</strong>, supporto per grafica DirectX 10 con connettività avanzata per i display digitali e HDMI) con risoluzione  fino a 2560&#215;1600 pixel, supporto per la tecnologia CUDA e per i flussi video HD a 1080p oltre che <strong>audio 7.1</strong> channel.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-532 aligncenter" title="ion_4" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/ion_4.jpg" alt="ion_4" width="450" height="265" /></p>
<p>L´elenco delle caratteristiche tecniche non si esaurisce qui. La scheda di ridottissime dimensioni permette di utilizzare memorie di tipo <strong>DDR3-1333</strong>, una eventuale scheda grafica esterna di tipo PCI Express x16 e 4 ulteriori periferiche di tipo <strong>PCI Express x1</strong>. La connettività è garantita invece dal supporto di 12 porte USB. E SLI che fine ha fatto? Ebbene il concetto potrebbe restare solo nel fatto di poter utilizzare contemporaneamente GPU esterna e chipset integrato, il che avrebbe un suo senso.</p>
<p>Il produttore ha anche realizzato un <strong><em>concept system</em></strong> basato su ION:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-533 aligncenter" title="ion_2" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/ion_2.jpg" alt="ion_2" width="452" height="251" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-534" title="ion_3" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/ion_3.jpg" alt="ion_3" width="452" height="251" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-535" title="ion_5" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/ion_5.jpg" alt="ion_5" width="452" height="251" /></p>
<p align="center"><a title="Apri glossario" href="javascript:openPopupGlossario(33)"><br />
</a></p>
<p>Insomma NVIDIA sembra essere in grado di offrire una valida alternativa alla piattaforma Intel 945GSE utilizzata sinora per realizzare sistemi ultraportatili. Questa, però, lo è solo dal punto di vista delle prestazioni in quanto i consumi pari a ben <strong>18W</strong> troppo elevati rispetto ai 7,5W circa della soluzione Intel.</p>
<p>Maggiori informazioni sono disponibili a <a href="http://www.nvidia.com/object/sff_ion.html">questo indirizzo</a>.</p>
<p><a href="http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=15914&amp;What=news&amp;tt=Piattaforma+NVIDIA+ION+per+Atom%3A+le+dimensioni+contano!"><strong>articolo interamente tratto da DinoXPc.com</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/nvidia-svela-una-piattaforma-per-i-netbook/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La grafica dei Siti Web più famosi, 10 anni fa!!</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/la-grafica-dei-siti-web-piu-famosi-10-anni-fa</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/la-grafica-dei-siti-web-piu-famosi-10-anni-fa#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 18:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=404</guid>
		<description><![CDATA[Molti di voi hanno probabilmente avuto la loro prima connessione ad internet più o meno 10 anni fa. Circa in quel periodo ci fu un vero e proprio boom nell&#8217;utilizzo di Internet, grazie a Marc Andreessen e a Netscape Communicator. Adesso che siamo ormai verso la fine del 2008 ho pensato che fosse interessante vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Molti di voi hanno probabilmente avuto la loro prima connessione ad internet più o meno 10 anni fa<span>. Circa in quel periodo ci fu un vero e proprio boom nell&#8217;utilizzo di Internet, grazie a </span></span><strong>Marc Andreessen</strong> e a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Netscape_Communicator">Netscape Communicator</a><span>. </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-429 aligncenter" title="ten_years_ago" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/ten_years_ago.jpg" alt="" width="450" height="250" /></p>
<p><span>Adesso che siamo ormai verso la fine del 2008 ho pensato che fosse interessante vedere come apparivano i siti più famosi 10 anni fa.</span></p>
<p><span id="more-404"></span> <strong></strong></p>
<p><strong>AMAZON</strong><br />
<span><span>Non è cambiato molto negli ultimi 10 anni. I più grossi cambiamenti sono lo spostamento della barra del menu da sopra a lato a destra e della barra di ricerca in mezzo.</span></span></p>
<p><strong>Amazon 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-406 aligncenter" title="amazon_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/amazon_10ya.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>Amazon 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-407 aligncenter" title="amazon_new" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/amazon_new.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>APPLE</strong><br />
<span><span>A molti piace il design del sito di Apple che crea tendenza ma l&#8217;avete mai visto 10 anni fa?<br />
</span></span></p>
<p><strong>Apple 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-408" title="apple_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/apple_10ya.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>Apple 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-409" title="apple_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/apple_now.jpg" alt="" width="450" height="521" /></p>
<p><strong>GOOGLE</strong><br />
Google era ancora in beta 10 anni fa ma ciò che lo contradistingue, la semplicità, non è cambiato.</p>
<p><strong>Google 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-410" title="google_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/google_10ya.jpg" alt="" width="450" height="282" /></p>
<p><strong>Google 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-411" title="google_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/google_now.jpg" alt="" width="450" height="282" /></p>
<p><strong>HOTMAIL</strong><br />
Da 10 anni fa Hotmail ha cambiato nome in Windows Live Hotmail e la decisamente anche la grafica, in meglio.</p>
<p><strong>Hotmail 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-412" title="hotmail_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/hotmail_10ya.jpg" alt="" width="450" height="282" /></p>
<p><strong>Hotmail 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-413" title="hotmail_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/hotmail_now.jpg" alt="" width="450" height="282" /></p>
<p><strong>MICROSOFT</strong><br />
<span>Anche il sito di Microsoft ha seguito la linea di drastici cambiamenti nel design, ordinato come sempre dall&#8217;azienda di Redmond.</span></p>
<p><strong>Microsoft 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-414" title="microsoft_old" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/microsoft_old.jpg" alt="" width="450" height="579" /></p>
<p><strong>Microsoft 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-415" title="microsoft_new" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/microsoft_new.jpg" alt="" width="450" height="566" /></p>
<p><strong>PCWORLD</strong><br />
<span>Il sito che 10 anni doveva adattarsi ad una risoluzione di 800&#215;600 è cambiato molto in ordine, design chiaro e piacevole agli occhi.</span></p>
<p><strong>PCWorld 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-416" title="pcworld_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/pcworld_10ya.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>PCWorld 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-417" title="pcworld_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/pcworld_now.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>SUN MICROSYSTEMS</strong><br />
Anche  Sun ha fatto grossi cambiamenti nel design ma devo dire che a quei tempi erano già messi bene sotto questo punto di vista.</p>
<p><strong>Sun Microsystems 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-418" title="sun_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/sun_10ya.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>Sun Microsystems 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-419" title="sun_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/sun_now.jpg" alt="" width="450" height="411" /></p>
<p><strong>TIME</strong><br />
<span>Il sito non è cambiato molto ma è diventato più chiaro e pulito nel corso degli anni.</span></p>
<p><strong>Time 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-420" title="time_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/time_10ya.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>Time 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-421" title="time_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/time_now.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>WIRED MAGAZINE</strong><br />
<span>Wired 10 anni aveva davvero un bruttissimo sito con poche immagini e con accostamenti di colori orrendi. Fortuna che hanno cambiato.</span></p>
<p><strong>Wired 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-422" title="wired_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/wired_10ya.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>Wired 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-423" title="wired_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/wired_now.jpg" alt="" width="450" height="540" /></p>
<p><strong>YAHOO!</strong><br />
Anche Yahoo è cambiato decisamente in meglio diventando ultimamente, oltre che un motore di ricerca, un portale di news.</p>
<p><strong>Yahoo 1998</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-424" title="yahoo_10ya" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/yahoo_10ya.jpg" alt="" width="450" height="551" /></p>
<p><strong>Yahoo 2008</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-425" title="yahoo_now" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/yahoo_now.jpg" alt="" width="450" height="513" /></p>
<p><strong>da <a href="http://www.hongkiat.com/blog/websites-we-visit-how-they-look-like-10-years-ago/">Hongkiat.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/la-grafica-dei-siti-web-piu-famosi-10-anni-fa/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il futuro di Intel, tra microbot ed energia senza fili</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/il-futuro-di-intel-tra-microbot-ed-energia-senza-fili</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/il-futuro-di-intel-tra-microbot-ed-energia-senza-fili#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 13:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Robot]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=322</guid>
		<description><![CDATA[Da Punto Informatico: Dall&#8217;alto della sua posizione privilegiata, il chipmaker di Santa Clara si può permettere di dettare l&#8217;agenda delle tecnologie informatiche per i prossimi anni ma anche di guardare un po&#8217; più in là, immaginando i possibili scenari delle macchine intelligenti di qui a cinque decadi. Nel 2050, ha sostenuto il CTO di Intel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://punto-informatico.it/2385341/PI/News/futuro-intel-microbot-ed-energia-senza-fili.aspx"><strong>Punto Informatico</strong></a>: Dall&#8217;alto della sua posizione privilegiata, il <em>chipmaker</em> di Santa Clara si può permettere di dettare l&#8217;agenda delle tecnologie informatiche <a href="http://punto-informatico.it/2383762/PI/News/intel-svela-nuove-chicche-nehalem-larrabee.aspx" target="_blank">per i prossimi anni</a> ma anche di guardare un po&#8217; più in là, immaginando <strong>i possibili scenari delle macchine intelligenti di qui a cinque decadi</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img title="intel-core" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/08/intel-core.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>Nel <strong>2050</strong>, ha sostenuto il CTO di Intel Justin Rattner all&#8217;<em><strong>Intel Developer Forum</strong></em> di San Francisco, il <strong>divario</strong> tra le capacità senzienti degli umani e degli automi sarà assai sfumata.</p>
<p><span id="more-322"></span>Tra l&#8217;apocalittico e il positivista, Rattner <a href="http://www.physorg.com/news138895755.html" target="_blank">avvisa</a> che, con <strong>i ritmi esponenziali di accelerazione dell&#8217;avanzamento tecnologico</strong> che caratterizzano il mondo moderno (e ovviamente aziende particolarmente all&#8217;avanguardia come Intel), &#8220;le macchine potrebbero persino superare gli umani nella loro abilità di ragionare, in un futuro non troppo distante&#8221;.</p>
<p>Macchine che, idealmente, rappresentano <strong>il punto di arrivo delle attuali tecnologie senzienti</strong>, sparse in un coacervo ancora indistinguibile e granulare fatto di microprocessori <em>Core</em>, cervelli di console per l&#8217;intrattenimento e <em>handheld</em> a cui affidare la propria vita, dalla lista degli impegni agli archivi delle comunicazioni con parenti e colleghi.</p>
<p>In prospettiva di questa evoluzione, Intel sta sperimentando su una unità di <em>computing</em> fondamentale chiamata &#8220;catom&#8221;: <strong>un robot dalle dimensioni microscopiche</strong> dotato di microprocessore e memoria, ma soprattutto della capacità di adattarsi ai &#8220;comandi&#8221; esterni, dettati attraverso un campo elettromagnetico, per fondersi con milioni di propri simili creando varie forme tridimensionali.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-324 aligncenter" title="intel" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/08/intel.jpg" alt="" width="446" height="295" /></p>
<p>Uno sciame di &#8220;catomi&#8221;, preconizza Rattner, sarà in grado di generare dal nulla un automa, un computer, un dispositivo portatile o perché no, persino la replica di essere umano. Qualcosa insomma di molto simile a quanto <a href="http://punto-informatico.it/1947229/PI/News/alba-dei-robot-liquidi.aspx" target="_blank">richiesto dal DARPA</a>, ed evocato dalla fantascienza cinematografica già due decenni or sono con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hHV6OzHjWV8" target="_blank">Terminator II: il giorno del giudizio</a>.</p>
<p>&#8220;Che cosa si potrebbe fare se queste macchine avessero una piccola quantità di intelligenza &#8211; <a href="http://www.pcworld.com/article/150209/intels_future_real_transformers_and_power_by_wifi.html" target="_blank">ha chiesto</a> Rattner al pubblico dell&#8217;IDF &#8211; e potessero assemblarsi in varie forme e fossero capaci di movimento e locomozione?&#8221;. Intel ha cominciato a sperimentare con catomi delle dimensioni di qualche pollice, ma sfruttando la stessa tecnica litografica per la produzione delle CPU la società spera di raggiungere col tempo <strong>dimensioni millimetriche e una scala di produzione industriale</strong>.</p>
<p>CPU avanzate, transistor 3D, catomi, Intel non si risparmia nulla nella corsa al progresso senza freni e al mantenimento della leadership tecnologica della civiltà delle macchine intelligenti. Un altro importante tassello della rivoluzione prossima ventura risiede, secondo il chipmaker, nella piena indipendenza dei dispositivi hi-tech dalla necessità di ricaricarsi di energia <strong>attraverso un collegamento fisico</strong> alle fonti di approvvigionamento elettrico.</p>
<p>Sfruttando <a href="http://punto-informatico.it/1764604/PI/News/alimentazione-wireless-gadget-cellulari.aspx" target="_blank">i principi già enunciati</a> dagli scienziati del MIT, i ricercatori Intel stanno alacremente lavorando su un <em>Wireless Resonant Energy Link</em> (WREL), in grado di ricaricare aggeggi elettrici ed elettronici a distanza. Il sistema sfrutta la risonanza che viene a formarsi tra una coppia di componenti wireless che <strong>trasmettono sulla stressa frequenza dello spettro elettromagnetico</strong>. Nella stessa misura in cui un soprano è in grado di infrangere il cristallo di un bicchiere con un acuto, così un link WREL potrebbe ricaricare batterie di laptop, cellulari e quant&#8217;altro abbisogni di energia elettrica per mantenere la propria funzionalità <em>on the road</em>.</p>
<p>Catomi a parte, il WREL è probabilmente la frontiera tecnologica prevista da Intel <strong>con maggiori possibilità di concretizzarsi</strong> da qui a pochi anni: all&#8217;IDF Rattner ha dato dimostrazione del fatto che è già possibile alimentare una lampadina da 60 watt senza alcun collegamento fisico alla rete elettrica, una quantità di energia più che sufficiente a ricaricare &#8211; in una ipotetica rete di hot-spot energetici sparsi nei negozi, a lavoro, in casa alla maniera degli attuali hot spot WiFi &#8211; un laptop medio.</p>
<p style="text-align: center;"><julians>dm6u6J38njY</julians></p>
<p><strong><em>Alfonso Maruccia </em></strong>da <a href="http://punto-informatico.it/2385341/PI/News/futuro-intel-microbot-ed-energia-senza-fili.aspx"><strong>Punto Informatico</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/il-futuro-di-intel-tra-microbot-ed-energia-senza-fili/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nvidia Tegra sfida Intel Atom</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/nvidia-tegra-sfida-intel-atom</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/nvidia-tegra-sfida-intel-atom#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 17:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=183</guid>
		<description><![CDATA[Con il lancio di Nvidia del suo processore Tegra si apre ufficialmente la guerra fra i nuovi chip per dispositivi mobili. Nvidia definisce Tegra “il primo computer su chip“, poiché comprende una CPU, una GPU, un sistema di memoria e molto altro, nello spazio di una monetina. Dieci volte più efficiente dei suoi concorrenti, sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il lancio di <strong>Nvidia </strong>del suo processore <strong>Tegra </strong>si apre ufficialmente la guerra fra i nuovi chip per dispositivi mobili. Nvidia definisce Tegra “<strong>il primo computer su chip</strong>“, poiché comprende una <strong>CPU</strong>, una <strong>GPU</strong>, un sistema di <strong>memoria </strong>e molto altro, nello spazio di una monetina.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-185" title="tegradime1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/06/tegradime1.jpg" alt="" width="450" height="381" /></p>
<p><strong> Dieci volte</strong> più efficiente dei suoi concorrenti, sarebbe capace di <strong>30 ore di playback</strong> da Hard Disk con una singola carica. Pensato per i cosiddetti <strong>terminali mobili</strong> per Internet, un po’ fra gli smartphones e i subnotebook, si propone come immediato concorrente dei chip <strong>Atom </strong>di <strong>Intel.</strong></p>
<p><span id="more-183"></span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="http://www.gizmodo.it/photogallery/tegra/1001742960"><img title="nvidia tegra" longdesc="nvidia tegra" src="http://gizmodo.com/assets/images/gallery/4/2008/06/smallish_2543125441_6d7065cfdc_o.jpg" alt="nvidia tegra" /></a><a href="http://www.gizmodo.it/photogallery/tegra/1001742973"><img title="nvidia tegra" longdesc="nvidia tegra" src="http://gizmodo.com/assets/images/gallery/4/2008/06/smallish_2543125221_b4ecd30c38_o.jpg" alt="nvidia tegra" /></a><a href="http://www.gizmodo.it/photogallery/tegra/1001743025"><img title="nvidia tegra" longdesc="nvidia tegra" src="http://gizmodo.com/assets/images/gallery/4/2008/06/smallish_2543124799_1d5ab7c48f_o.jpg" alt="nvidia tegra" /></a><a href="http://www.gizmodo.it/photogallery/tegra/1001742999"><img title="nvidia tegra" longdesc="nvidia tegra" src="http://gizmodo.com/assets/images/gallery/4/2008/06/smallish_2543124931_4f8fa63587_o.jpg" alt="nvidia tegra" /></a><a href="http://www.gizmodo.it/photogallery/tegra/1001742986"><img title="nvidia tegra" longdesc="nvidia tegra" src="http://gizmodo.com/assets/images/gallery/4/2008/06/smallish_2543951656_7952d61467_o.jpg" alt="nvidia tegra" /></a><a href="http://www.gizmodo.it/photogallery/tegra/1001743012"><img title="nvidia tegra" longdesc="nvidia tegra" src="http://gizmodo.com/assets/images/gallery/4/2008/06/smallish_2543951456_1cb0139ca1_o.jpg" alt="nvidia tegra" /></a></p>
<p><a href="http://www.gizmodo.it/2008/06/03/nvidia_tegra_sfida_intel_atom.html"><strong>da Gizomdo.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/nvidia-tegra-sfida-intel-atom/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
<!-- WP Super Cache is installed but broken. The path to wp-cache-phase1.php in wp-content/advanced-cache.php must be fixed! -->