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	<title>JulianAjazi.com &#187; Elettronica</title>
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		<title>Confronto dimensioni SII, SII HD e probabile Nexus Prime</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;imminente arrivo di Android Ice Cream Sandwich, i rumor e le conferme sul prossimo Nexus (aka Nexus Prime o Galaxy Nexus) si sono fatti sempre più insistenti. L&#8217;ultimo in ordine cronologico è quello relativo alla presentazione ufficiale in Corea del Sud del nuovo Samsung Galaxy SII con schermo HD (1280&#215;720) da 4,65 pollici. Visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;imminente arrivo di Android Ice Cream Sandwich, i rumor e le conferme sul prossimo Nexus (aka Nexus Prime o Galaxy Nexus) si sono fatti sempre più insistenti. <span id="more-2225"></span>L&#8217;ultimo in ordine cronologico è quello relativo alla presentazione ufficiale in Corea del Sud del nuovo Samsung Galaxy SII con schermo HD (1280&#215;720) da 4,65 pollici. Visto che le voci di corridoio sul prossimo smartphone pure google sono molto vicini in termini di caratteristiche tecniche all&#8217;ultimo arrivato in casa Samsung, ho deciso di fare questa semplice elaborazione grafica che mostra SII HD confrontato con il probabile Nexus Prime ed il &#8220;vecchio&#8221; <img src='http://julianajazi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  SII.</p>
<p><em>clicca sull&#8217;immagine per una risoluzione più alta</em></p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/09/sgs2-hd-lte.jpg"><img class="size-large wp-image-2227 aligncenter" title="sgs2-hd-lte" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/09/sgs2-hd-lte-600x401.jpg" alt="" width="584" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le dimensioni di SII HD sono proporzionate con la grandezza del display e quindi sono le stesse di un confronto reale. Per il Nexus Prime ho preso l&#8217; SII HD, ho tolto il logo samsung e ridotto al massimo le cornici per mantenere comunque una diagonale di 4,65 pollici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è, come potete vedere, sorprendente. Il Galaxy SII è impercettibilmente più piccolo della versione HD e, se i rumor sulla cornice del Prime fossero confermati, è molto più grande del Nexus, seppure quest&#8217;ultimo abbia una diagonale più grande. Che ne dite? Adesso, come me, avete cambiato idea sul Nexus troppo grande? <img src='http://julianajazi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>da <a href="http://samsung.hdblog.it/2011/09/26/samsung-lancia-galaxy-s2-hd-e-galaxy-s2-lte-in-corea-del-sud/">HDBLOG</a></strong></p>
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		<title>VELVE color-tunable OLED lighting da Verbatim</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/velve-color-tunable-oled-lighting-da-verbatim</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 13:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Illuminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Verbatim, nota per i suoi prodotti di qualità nello storage elettronico, ha deciso di buttarsi anche nel settore dell&#8217;illuminazione. Grazie infatti ad una collaborazione con Mitsubishi Chemical e Pioneer, ha realizzato dei nuovissimi impianti di illuminazione con colore intercambiabile e con gli OLED, la tecnologia del momento. Di seguito possiamo vedere un bellissimo video dimostrativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verbatim, nota per i suoi prodotti di qualità nello storage elettronico, ha deciso di buttarsi anche nel settore dell&#8217;illuminazione. Grazie infatti ad una collaborazione con Mitsubishi Chemical e Pioneer, ha realizzato dei nuovissimi impianti di illuminazione con colore intercambiabile e con gli OLED, la tecnologia del momento.<span id="more-2064"></span></p>
<p>Di seguito possiamo vedere un bellissimo video dimostrativo della tecnologia installata al Fuori Salone Show a Milano.</p>
<p align="center"><object width="560" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4SXduK12cuE?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/4SXduK12cuE?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I pannelli sono grandi 14x14cm ed offrono un&#8217;efficienza di 28lm/W e 8000 ore di tempo di vita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Silicene: valida alternativa al grafene?</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/silicene-valida-alternativa-al-grafene</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 16:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Nanoelettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare del grafene, un foglio bidimensionale composto da un unico strato di atomi di carbonio disposti nella caratteristica struttura a nido d&#8217;ape. Questo materiale è diventato famoso (anche per i non addetti ai lavori) grazie alle sue straordinarie proprietà fisico-elettroniche che lo pongono in prima fila come candidato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare del grafene, un foglio bidimensionale composto da un unico strato di atomi di carbonio disposti nella caratteristica struttura a nido d&#8217;ape. <span id="more-2039"></span>Questo materiale è diventato famoso (anche per i non addetti ai lavori) grazie alle sue straordinarie proprietà fisico-elettroniche che lo pongono in prima fila come candidato per applicazioni elettroniche molto spinte in termini di prestazioni. Per questo, ogni corso universitario in ingegneria, fisica o chimica non può che almeno studiare le basi di questo probabile futuro dominatore del mercato dell&#8217;elettronica.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Graphen.jpg"><img class="size-large wp-image-2040 aligncenter" title="Graphen" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Graphen-600x480.jpg" alt="" width="600" height="480" /></a></p>
<p>Tuttavia nel 2007,  i fisici Lok Yan Voon e Gian Guzmán-Verr, ricercatori della Wright State University di Dayton, Ohio, hanno dimostrato che un&#8217;alternativa di silicio al grafene è in via teorica realizzabile. Essi hanno indicato la possibilità di ridurre il silicio in fogli simili al  grafene, in una struttura che prenderebbe così il nome di <strong>silicene.</strong></p>
<p><strong><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/silicene_2.jpg"><img class="size-full wp-image-2041 aligncenter" title="silicene_2" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/silicene_2.jpg" alt="" width="445" height="336" /></a><br />
</strong></p>
<p>Il passaggio dalla teoria alla pratica non è stato facile. Lo scorso anno Guy Le Lay, fisico dell&#8217;Università di Provenza, era stato in grado di realizzare, impiegando  un substrato di argento, una striscia di silicene della  larghezza di 1,6 nanometri. Poco tempo fa, in occasione di un convegno della American Physical Society presso Dallas, Antoine Fleurence, fisico del Japan Advancd Institute of Science and Technology di Ishikawa ha fatto crescere un sottile strato di silicio utilizzando come substrato il diboruro di zirconio, un materiale ceramico. Grazie alla microscopia a raggi-X, lo strato di silicio dei due esperimenti ha dimostrato l&#8217;esistenza  di una struttura esagonale a nido d&#8217;ape, confrontabile al reticolo  caratteristico del grafene.</p>
<p>Allo stesso convegno di quest&#8217;anno, Guy le Lay ha mostrato dei dati di aggiornati sul nuovo materiale. L&#8217;analisi spettroscopica ha mostrato i cosiddetti &#8220;coni di Dirac&#8221; nelle bande elettroniche nel reticolo  esagonale, caratteristica che sta alla  base dell&#8217;<strong>elevata mobilità elettronica</strong> riscontrata nel grafene.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Silicene-photo.jpg"><img class="size-full wp-image-2042 aligncenter" title="Silicene-photo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Silicene-photo.jpg" alt="" width="445" height="446" /></a></p>
<p>Il grande interesse per il silicene sembra ovvio. Quasi la totalità dell&#8217;elettronica moderna usa il silicio come materiale base per i circuiti integrati. Per dispositivi ad alta frequenza e potenza (per cui è necessaria una elevata mobilità dei portatori) si è spesso dovuto ricorrere a materiali misti ed eterostrutture complesse e costose. Un struttura ad alta mobilità elettronica e dello stesso materiale di tutti i circuiti integrati potrebbe semplificare moltissimo la costruzione di dispositivi ad alte prestazioni, abbattendone di conseguenza i costi.</p>
<p><strong>da <a href="http://www.businessmagazine.it/news/silicene-dal-silicio-un-alternativa-al-grafene_36092.html">businessmagazine.it</a></strong></p>
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		<title>Inchiostro a nanoparticelle per antenne 3D</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/inchiostro-a-nanoparticelle-per-antenne-3d</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 17:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nanoelettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se volete una migliore ricezione per il vostro cellulare è tempo di andare a casa con i ricercatori dell&#8217;Università di Illinois. Questi infatti hanno sviluppato una nuova tecnologia che fa uso di inchiostro a nanoparticelle per creare delle antenne in tre dimensioni molto migliori delle esistenti. Daccordo, tutte le antenne sono tri-dimensionali per qualche grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete una migliore ricezione per il vostro cellulare è tempo di andare a casa con i ricercatori dell&#8217;Università di Illinois. Questi infatti hanno sviluppato una nuova tecnologia che fa uso di inchiostro a nanoparticelle per creare delle antenne in tre dimensioni molto migliori delle esistenti. <span id="more-1991"></span>Daccordo, tutte le antenne sono tri-dimensionali per qualche grado ma queste sono stampate usando nanoparticelle di argento su un supporto curvo come quello di figura.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/3d-antenna-2011-03-18-450.jpg"><img class="size-full wp-image-1992 aligncenter" title="3d-antenna-2011-03-18-450" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/3d-antenna-2011-03-18-450.jpg" alt="" width="572" height="450" /></a></p>
<p>I componenti risultanti da questo processo hanno esibito performance di ordini di grandezza migliori delle antenne monopolari. I ricercatori affermano che questi dispositivi si avvicinano moltissimo al limite di prestazioni teoriche per un&#8217;antenna definito dal limite di Chu-Harrington.</p>
<p><strong>da <a href="http://www.engadget.com/2011/03/20/nanoparticle-inks-print-3d-antennas-orders-of-magnitude-better/">Engadget</a></strong></p>
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		<title>Come funziona un display LCD?</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/come-funziona-un-display-lcd</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Display]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[I display LCD (Liquid Crystal Display) hanno soppiantato la tecnologia a tubo catodico da ormai molti anni ed ora sono destinati ad essere sostituiti da display a led organici (OLED). Non tutti sanno che i cristalli liquidi componenti la parte &#8220;attiva&#8221; di questi display sono anche essi organici. Grazie alle loro proprietà anisotrope e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I display LCD (Liquid Crystal Display) hanno soppiantato la tecnologia a tubo catodico da ormai molti anni ed ora sono destinati ad essere sostituiti da display a led organici (OLED). <span id="more-1987"></span>Non tutti sanno che i cristalli liquidi componenti la parte &#8220;attiva&#8221; di questi display sono anche essi organici. Grazie alle loro proprietà anisotrope e di orientamento da campo elettrico riescono a darci i fenomeni necessari per questo tipo di display. Il video a seguire ne spiega in parole più semplici le proprietà:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.oled-info.com/how-does-lcd-display-work">da oled-info.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La rivoluzione targata NVIDIA</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/la-rivoluzione-targata-nvidia</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 22:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quello che abbiamo potuto vedere alla conferenza stampa al CES 2011 a Las Vegas, quelli di NVIDIA si sentono di potere fare la più grande rivoluzione nel mondo del computing  dall&#8217;introduzione di Windows 95. Queste parole del CEO Jen-Hsun Huang innalzano alle stelle l&#8217;emozione per la tanto attesa piattaforma Tegra 2 dedicata al computing [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da quello che abbiamo potuto vedere alla conferenza stampa al CES 2011 a Las Vegas, quelli di NVIDIA si sentono di potere fare<strong> la più grande rivoluzione nel mondo</strong> del computing  dall&#8217;introduzione di Windows 95. Queste parole del CEO Jen-Hsun Huang innalzano alle stelle l&#8217;emozione per la tanto attesa piattaforma Tegra 2 dedicata al computing mobile.<span id="more-1929"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105765nv1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1932 aligncenter" title="110105765nv1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105765nv1-600x398.jpg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Guardando le immagini dello show e le diverse demo della potenzialità della piattaforma c&#8217;è davvero da crederci. Guardate voi stessi la potenza del neonato LG Optimus 2X con piattaforma Tegra 2 nel seguente video:</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BbPWl8jm0aY&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="390" src="http://www.youtube.com/v/BbPWl8jm0aY&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Davvero incredibile vero? E Pensare che questo è solo il primo smartphone, con gli inconvenienti temporali dello scarso sviluppo dedicato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105794nv1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1930 aligncenter" title="110105794nv1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105794nv1-600x398.jpg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Allo show non poteva mancare Adobe con il suo Flash 10.1. Dopo qualche statistica sull&#8217;incredibile velocità di adozione del plugin-in nelle piattaforme mobili (qualcuno ha parlato di inutilità di Flash?), Shantanu Narayen di Adobe ci mostra come Tegra 2 migliori di ben 5 volte la velocità di esecuzione (rispetto al migliore precedente) di Flash nei mobile device. Tutto questo mantenendo comunque basso il consumo di potenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105809nv1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1935 aligncenter" title="110105809nv1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105809nv1-600x398.jpg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Parlando di NVIDIA  non si poteva non parlare anche di giochi. Una demo di Dungeon Defenders, gioco basato su Unreal Engine 3, provata su PC con scheda grafica GeForce, PS3 e Optimus 2X mostra come il &#8220;telefono&#8221; regge gli altri device con dei framerate incredibilmente alti e assolutamente paragonabili. Il tutto senza operare nessuna modifica alla qualità o alla risoluzione del gioco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105825nv1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1936 aligncenter" title="110105825nv1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105825nv1-600x398.jpg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dire che gli smartphone finalmente si meriteranno l&#8217;appellativo di superphone. E come se non bastasse l&#8217;ondata di novità, NVIDIA ha concluso l&#8217;evento parlando del progetto Denver, una CPU ad alte prestazioni basata su archittettura ARM e realizzata per competere direttamente con INTEL ed AMD.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105769nv1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1933 aligncenter" title="110105769nv1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105769nv1-600x398.jpg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105835nv1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1934 aligncenter" title="110105835nv1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/01/110105835nv1-600x398.jpg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da <a href="http://www.engadget.com/2011/01/05/nvidia-talks-up-the-beginning-of-a-new-era-tegra-2-super-phone/">Engadget</a>, <a href="http://www.intomobile.com/2011/01/05/lg-optimus-2x-star-hands-on-the-first-android-smartphone-with-tegra-2-dual-core-processor/">IntoMobile</a></strong></p>
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		<title>Il primo transistor</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 12:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[63 anni fa tre ricercatori fecero funzionare un piccolo cilindro rivestito da uno strato di germanio montato su una piattaforma di metallo. L&#8217;intento era quello di creare un amplificatore dal maggiore guadagno e dalla minore dissipazione di potenza. Walter H. Brattain, John Bardeen e William Shockley avevano creato il primo dispositivo a guadagno di tranconduttanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>63 anni fa tre ricercatori fecero funzionare un piccolo  cilindro rivestito da uno strato di germanio montato su una piattaforma  di metallo. L&#8217;intento era quello di creare un amplificatore dal maggiore guadagno e dalla minore dissipazione di potenza. <strong>Walter H. Brattain</strong>, <strong>John Bardeen</strong> e <strong>William Shockley</strong> avevano creato il primo dispositivo a guadagno di tranconduttanza successivamente chiamato transistor ( TRANSconductance varISTOR).<span id="more-1913"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1914 aligncenter" title="Transistor next to a vacuum tube" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/12/transistor_2123.jpg" alt="" width="599" height="337" /></p>
<p><em>Per le loro ricerche sui semiconduttori e la scoperta dell&#8217;effetto transistor</em>.  Questa è la motivazione per cui i tre ricercatori vennero insigniti del premio nobel nel 1956. Può sembrare una cosa banalissima ma con i loro studi hanno cambiato il mondo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1917 aligncenter" title="Replica-of-first-transistor" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/12/Replica-of-first-transistor.jpg" alt="" width="500" height="448" /></p>
<p>In particolare ad uno di questi (William Schockley, nome ultra-noto ad un ing. elettronico) dobbiamo tutta la teoria elettrica dei dispositivi ad omogiunzione dai semplici diodi pn, ai transistor, ai led e addirittura alle celle solari.</p>
<p><strong>da <a href="http://daily.wired.it/news/tech/primo-transistor.html">Wired</a></strong></p>
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		<title>Violino a MEMS dall&#039;Università di Twente</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/violino-a-mems-dalluniversita-di-twente</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 18:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[MEMS]]></category>
		<category><![CDATA[Nanoelettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nati come una fantasia (speranza) di ingegnosi scienziati, sono passati dal mondo abbastanza esotico dei laboratori di ricerca alla realtà di tutti i giorni. Sto parlando dei MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems), dispositivi elettro-meccanici operanti come veri trasduttori in circuiti integrati. Forse non tutti lo sanno ma dietro alla rotazione automatica dello schermo degli smartphone, dietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nati come una fantasia (speranza) di ingegnosi scienziati, sono passati dal mondo abbastanza esotico dei laboratori di ricerca alla realtà di tutti i giorni. Sto parlando dei MEMS (<em>Micro Electro-Mechanical Systems<em>),</em></em> dispositivi elettro-meccanici operanti come veri trasduttori in circuiti integrati. Forse non tutti lo sanno ma dietro alla rotazione automatica dello schermo degli smartphone, dietro alle applicazioni di livella e molte altre si nasconde proprio un MEMS. Infatti il cosiddetto accelerometro non è altro che un dispositivo realizzato con circa la stessa tecnologia dei circuiti integrati. Esso però, al contrario degli ordinari circuiti integrati, prevede che alcune sue parti si possano muovere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/10/fig1.jpg"><img class="size-full wp-image-1807 aligncenter" title="fig1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/10/fig1.jpg" alt="" width="440" height="299" /></a></p>
<p>Oltre alle applicazioni per smartphone come sensori di gravità e magnetismo i MEMS vengono utilizzati come veri e propri interruttori meccanici integrati capaci di frequenze di commuttazione molto più elevate di un tradizionale transistor MOS al silicio.</p>
<p>Quello che voglio presentarvi è una tra le tantissime, curiose applicazioni di questa tecnologia.  Alcuni studenti dell&#8217;Università di Twente hanno realizzato un minuscolo sistema che pizzica delle corde grandi 1/10 di un capello umano (folded textures nell&#8217;immagine sotto) per realizzare degli suoni che corrispondono alle note musicali.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/10/10-3-10-micronium600.jpg"><img class="size-full wp-image-1808 aligncenter" title="10-3-10-micronium600" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/10/10-3-10-micronium600.jpg" alt="" width="600" height="339" /></a></p>
<p>Sei risonatori (corrispondenti ad altrettante note musicali) sono integrati in ogni microchip che a sua volta può che essere combinato con altri integrati attraverso un&#8217;interfaccia MIDI per riprodurre interi brani. Per essere udibile all&#8217;orecchio umano il suono dello &#8220;strumento&#8221; deve prima essere amplificato di ben 10.000 volte. Di seguito possiamo trovare un video con relativa dimostrazione del funzionamento. Vi consiglio di dare almeno un&#8217;occhiata visto che non è cosa consueta vedere qualcosa  che si muove in un circuito integrato ed a scale così piccole.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/15359134" width="600" height="400" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/15359134">Making music on a microscopic scale</a> from <a href="http://vimeo.com/user2841575">University of Twente</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><a href="http://www.engadget.com/2010/10/04/worlds-smallest-violin-uses-mems-plays-only-for-you-video/"><br />
<strong>da Engadget</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forzare tutte le App sulla MicroSD in Android Froyo</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/forzare-tutte-le-app-sulla-microsd-in-android-froyo</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 12:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti di voi erano entusiasti del fatto che finalmente con la versione Froyo di Android si possono finalmente spostare le app sulla memoria esterna MicroSD? L&#8217;entusiasmo iniziale si è però in parte affievolito alla notizia del fatto che questa funzione si può usare solo se l&#8217;applicazione la implementa. Oggi ho deciso di pubblicare una guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti di voi erano entusiasti del fatto che finalmente con la versione Froyo di Android si possono finalmente spostare le app sulla memoria esterna MicroSD? L&#8217;entusiasmo iniziale si è però in parte affievolito alla notizia del fatto che questa funzione si può usare solo se l&#8217;applicazione la implementa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1793 aligncenter" title="android-logo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/09/android-logo.jpg" alt="" width="250" height="250" /></p>
<p>Oggi ho deciso di pubblicare una guida che risolve anche questo piccolo problema. Infatti in questo modo si potranno spostare tutte le applicazioni sulla SD, senza distinzione di funzione implementata o meno. La soluzione è stata presentata un po&#8217; di tempo fa su XDA developers e se ne trova traccia per qualche altro forum. Funziona sicuramente sul Nexus One (testato personalmente) ma non è garantita per gli altri device 2.2. I punti salienti sono i seguenti:</p>
<ol>
<li>Scaricare ed installare <a href="http://developer.android.com/sdk/android-2.2.html">Android SDK</a> (scompattare la cartella sul desktop per praticità).</li>
<li>Collegare il telefono con il cavo USB in modalità Debug USB (Impostazioni-Applicazioni-Sviluppo-Debug USB).</li>
<li>Dopo avere collegato il telefono, windows cercherà di installare dei driver automaticamente ma molto probabilmente dovrebbe fallire. Il problema si risolve installando i driver manualmente. Infatti basta andare su Gestione Dispositivi del vostro Windows, individuare un device con scritto Android Composite ADB Interface con un punto esclamativo, click con il tasto destro-aggiorna driver-percorso manuale ed indirizzare alla cartella usb drivers nella cartella dell&#8217;Android SDK che abbiamo scompattato prima.<img class="alignnone size-medium wp-image-1794" title="adb interface driver" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/09/adb-interface-driver-600x436.png" alt="" width="500" height="350" /></li>
<li>Aprire il prompt dei comandi e andare alla cartella tools della SDK mediante il comando <em>cd C:\***\android-sdk_r04-windows\android-sdk-windows\tools.</em> Al posto degli asterischi dovrete ovviamente sostituire il percorso dove avete salvato la vostra SDK.</li>
<li>Dare il comando <em>adb shell</em> e dovrebbe comparirvi il simbolo $.</li>
<li>Dare il comando <em>pm setInstallLocation 2</em> per assegnare l&#8217;installazione delle applicazioni nella SD.</li>
<li>Scollegare il telefono e riavviarlo.</li>
<li><strong>La funzione è stata ora abilitata per tutte le applicazioni</strong>. Le installazioni future andranno di default in SD mentre le app già installate dovremmo spostarle manualmente mediante il menù Impostazioni-Applicazioni-Gestione Applicazioni ed il tasto move to SD presente ed attivo per ogni applicazione.</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1795 aligncenter" title="move adobe reader to sd card" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/09/move-adobe-reader-to-sd-card.png" alt="" width="360" height="600" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>da <a href="http://www.lorinbute.com/posts/how-to-force-apps-to-move-to-the-sd-card-on-froyo.html">lorinbute.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>GPU Nvidia fino a 14,9 volte più veloci di CPU Intel</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/gpu-nvidia-fino-a-149-volte-piu-veloci-di-cpu-intel</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/gpu-nvidia-fino-a-149-volte-piu-veloci-di-cpu-intel#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 18:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Processori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai da qualche anno tra i due colossi dei processori Nvidia ed Intel le fiamme non fanno che essere alimentate a suon di benchmark e dichiarazioni. Questa volta è stata Intel ad aggiungere (innavvertitamente) benzina sul fuoco in un articolo per l&#8217; &#8220;International Symposium on Computer Architecture&#8221;. L&#8217;intento di questo articolo è quello di buttare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai da qualche anno tra i due colossi dei processori Nvidia ed Intel le fiamme non fanno che essere alimentate a suon di benchmark e dichiarazioni. Questa volta è stata Intel ad aggiungere (innavvertitamente) benzina sul fuoco in <a href="http://portal.acm.org/citation.cfm?id=1816021&amp;coll=GUIDE&amp;dl=GUIDE&amp;CFID=94608761&amp;CFTOKEN=50783980&amp;ret=1#Fulltext"><strong>un articolo</strong></a> per l&#8217; &#8220;International Symposium on Computer Architecture&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1737 aligncenter" title="intel-nvidia-06-24-2010" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/intel-nvidia-06-24-2010.jpg" alt="" width="463" height="349" /><br />
L&#8217;intento di questo articolo è quello di buttare giù il mito della GPU 100 volte più performante rispetto ad una CPU affermando che quest&#8217;ultima è solo 14 volte più lenta nell&#8217;eseguire certi codici. In un <a href="http://blogs.nvidia.com/ntersect/2010/06/gpus-are-only-up-to-14-times-faster-than-cpus-says-intel.html"><strong>post sul blog Nvidia</strong></a>, Andy Keane commenta la situazione scrivendo che è raro al giorno d&#8217;oggi che un concorrente, benchmark in mano, affermi che la loro tecnologia è solo 14 volte più lenta rispetto ai loro avversari. In difesa di Intel possiamo dire che, leggendo superficialmente la pubblicazione le GPU sono &#8220;solo&#8221; 2,5 volte più veloci in media.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1738 aligncenter" title="grafico" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/grafico.gif" alt="" width="470" height="222" /></p>
<p style="text-align: justify;">Che dire, questa cosa stupisce molto anche me. Penso che comunque le GPU diano risultati così superiori su particolari applicazioni che sfruttano il parallelismo e non possano sopravanzare in tutto e per tutto le CPU. Non è certo una novità comunque che negli ultimi anni Nvidia stia applicando le sue avanzate conoscenze nel processing grafico in processori general purpose con dei buonissimi risultati. Stando alle indiscrezioni, il settore dove potrebbe dare molto filo da torcere nei prossimi anni ad Intel ed agli altri produttori di CPU è costituito dal settore mobile di Notebook, Tablet e Smartphone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da <a href="http://www.engadget.com/2010/06/24/nvidia-thanks-intel-for-saying-gpus-are-only-14-times-faster-t/">Engadget</a></strong></p>
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