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	<title>Julian&#039;s WebSite &#187; Internet</title>
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	<description>Julian&#039;s amazing WebSite</description>
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		<title>Facebook.com &#8211; Connessione non sicura?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 19:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera per puro caso sono andato su facebook per un mio amico e con grande stupore firefox mi restituisce la seguente pagina: Devo dire che in un certo senso mi ha fatto piacere ma il motivo mi resta ancora misterioso. Posso solo buttare giù l&#8217;ipotesi di qualche applicazione o altre porcherie di cui facebook è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera per puro caso sono andato su facebook per un mio amico e con grande stupore firefox mi restituisce la seguente pagina:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/04/Facebook_non_sicuro.jpg"><img class="size-medium wp-image-1659 aligncenter" title="Facebook_non_sicuro" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/04/Facebook_non_sicuro-600x375.jpg" alt="" width="600" height="375" /></a></p>
<p>Devo dire che in un certo senso mi ha fatto piacere ma il motivo mi resta ancora misterioso. Posso solo buttare giù l&#8217;ipotesi di qualche applicazione o altre porcherie di cui facebook è pieno. Comunque per l&#8217;onore di cronaca il mio Firefox è aggiornato all&#8217;ultima versione 3.6.3 ed è in inglese. Sarei proprio curioso di sapere se questa cosa è capitata anche a qualcun&#8217;altro. <img src='http://julianajazi.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Come effettuare il backup di Firefox e Thunderbird</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/come-effettuare-il-backup-di-firefox-e-thunderbird</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 19:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi passando per il mio feed reader ho notato che c&#8217;erano dei blog che proponevano un programma capace di effettuare il backup di firefox. Mi è sorta subito in mente una domanda: siamo sicuri che ci si debba per forza affidare ad un software esterno per poter effettuare il backup del nostro amato browser? La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi passando per il mio feed reader ho notato che c&#8217;erano dei blog che proponevano un programma capace di effettuare il <strong>backup di firefox</strong>. Mi è sorta subito in mente una domanda: siamo sicuri che ci si debba per forza affidare ad un software esterno per poter effettuare il backup del nostro amato browser?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/12/firefox_3_51.jpg"><img class="size-full wp-image-1473 aligncenter" title="firefox_3_5" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/12/firefox_3_51.jpg" alt="firefox_3_5" width="300" height="306" /></a></p>
<p>La risposta è NO e la soluzione fai da te è così semplice che tutti possono metterla in atto. Di seguito vi propongo i punti principali da seguire, validi per sistemi operativi come Windows 7 e Vista ma funzionante (con semplici cambiamenti) anche in XP:</p>
<ol>
<li>Su una qualsiasi finestra di expoler (il gestore dei file del nostro sistema operativo) cliccare sul menù a tendina in alto la voce <strong>Organizza-Opzioni cartella e ricerca-Vizualizzazione-Visualizza cartelle, file e unità nascosti</strong>. Questa operazione serve a rendere visibili le cartelle ed i file dei profili del browser.</li>
<li>La cartella (ora raggiungibile normalmente)<strong> C:\Users\&#8221;Tuo Utente&#8221;\AppData\Roaming\Mozilla</strong> contiene tutti le estensioni, i segnalibri, le password e quant&#8217;altro abbiate fatto per personalizzare il vostro firefox.  Basta copiarla da qualche parte e conservarla. Per ripristinare questa copia incollarla nella stessa cartella di sopra e quindi sovrascrivere i vecchi file.</li>
</ol>
<p>Questo metodo lo uso da quando uso firefox (dalla versione 1.5 se non ricordo bene) e ha sempre funzionato in modo egregio. E&#8217; curioso come questo metodo possa funzionare per fare il <strong>backup di Mozilla Thunderbird</strong> (email, estensioni e password, ecc ). Basta infatti fare una copia della cartella Thunderbird e successivamente incollare e sovrascrivere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/12/Thunderbird_grid_090821.jpg"><img class="size-full wp-image-1475 aligncenter" title="Thunderbird_logo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/12/Thunderbird_grid_090821.jpg" alt="Thunderbird_logo" width="300" height="307" /></a></p>
<p>Beh che dire, metodo semplice e veloce che ci permette di conservare i nostri profili personali. Se avete dubbi e/o non riuscite a completare la procedura sono a vostra disposizione nei commenti.</p>
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		<title>Google Chrome OS &#8211; presentazione ufficiale</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/google-chrome-os-presentazione-ufficiale</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/google-chrome-os-presentazione-ufficiale#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Operativo]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanti di voi avranno già sentito le voci di un sistema operativo made in Google basato sul loro browser Chrome. Oggi i ragazzi di Mountain View hanno presentato ufficialmente in un evento Google Chrome OS, un sistema operativo ai suoi primordi (molto lontano dall&#8217;essere anche solo in beta). Di seguito vi propongo un video che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti di voi avranno già sentito le voci di un<strong> sistema operativo made in Google</strong> basato sul loro browser Chrome. Oggi i ragazzi di Mountain View hanno presentato ufficialmente in un evento <strong>Google Chrome OS</strong>, un sistema operativo ai suoi primordi (molto lontano dall&#8217;essere anche solo in beta).</p>
<p><img class="size-full wp-image-1450 aligncenter" title="chrome-icon-742122" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/11/chrome-icon-742122.jpg" alt="chrome-icon-742122" width="600" height="300" /></p>
<p>Di seguito vi propongo un video che riassume in modo <strong>chiaro e conciso</strong> gli obbiettivi di questo sistema operativo.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=0QRO3gKj3qw</p>
<p>Il video seguente mostra invece un concept dell&#8217;interfaccia di questo<strong> rivoluzionario</strong> (per il modo di porsi e lavorare) sistema operativo.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=hJ57xzo287U</p>
<p>Se siete ancora curiosi nel link della fonte (Engadget) trovate screenshot di una primitiva interfaccia Chrome OS e foto dell&#8217;evento di presentazione.</p>
<p>da <a href="http://www.engadget.com/2009/11/19/googles-chrome-os-revealed/"><strong>Engadget.com</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Voyager, ai confini delle c&#8230;</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/voyager-ai-confini-delle-c</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 00:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Avendo qualche volta seguito le stupidaggini di voyager, il guardare questo video mi ha fatto scoppiare dal ridere. Ve lo consiglio perchè ripercorre tutti gli argomenti ricorrenti di quello stupido programma. httpv://www.youtube.com/watch?v=duSwivV0yGE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo qualche volta seguito le stupidaggini di voyager, il guardare questo video mi ha fatto scoppiare dal ridere. Ve lo consiglio perchè ripercorre tutti gli argomenti ricorrenti di quello stupido programma.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=duSwivV0yGE</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google.it cambia la grandezza dei font</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/google-it-cambia-la-grandezza-dei-font</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 10:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa volta scrivo un articolo abbastanza scarno. Lo faccio perchè, a quanto pare, anche quelli di google italia sono indecisi sulla grandezza dei font da utilizzare come il sottoscritto. La grandezza sembra essere stata cambiata solo nella barra di ricerca mentre nei risultati è sempre la stessa. Personalmente condivido questa scelta. Di seguito vi mostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta scrivo un articolo abbastanza scarno. Lo faccio perchè, a quanto pare, anche quelli di google italia sono <strong>indecisi sulla grandezza dei font</strong> da utilizzare come il sottoscritto. La grandezza sembra essere stata cambiata solo nella barra di ricerca mentre nei risultati è sempre la stessa. Personalmente condivido questa scelta. Di seguito vi mostro gli screenshot catturati alle ore 10:30 di oggi. I primi due sono di google.it e gli altri due di google.com.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1351 aligncenter" title="1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/1-600x283.jpg" alt="1" width="600" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1352 aligncenter" title="2" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/2-600x280.jpg" alt="2" width="600" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1353 aligncenter" title="3" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/3-600x283.jpg" alt="3" width="600" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/4.jpg"><img class="size-medium wp-image-1354 aligncenter" title="4" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/4-600x282.jpg" alt="4" width="600" height="282" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Installazione MUI Language Pack in Windows 7 Professional di MSDN</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/installazione-language-pack-in-windows-7-professional</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 02:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Operativo]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritornato dalle ferie, ho deciso di passare a vedere cosa c&#8217;era di nuovo sul servizio MSDN Accademic Alliance offerto dal mio dipartimento universitario (www.dei.unipd.it) per il download di software microsoft. Essendo rimasto isolato dal mondo di internet e dell&#8217;informazione tecnologica per un bel lasso di tempo, rimango stupito di trovare pronto per il download Windows [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritornato dalle ferie, ho deciso di passare a vedere cosa c&#8217;era di nuovo sul servizio MSDN Accademic Alliance offerto dal mio dipartimento universitario (<a href="http://www.dei.unipd.it">www.dei.unipd.it</a>) per il download di software microsoft. Essendo rimasto isolato dal mondo di internet e dell&#8217;informazione tecnologica per un bel lasso di tempo, rimango stupito di trovare pronto per il download <strong>Windows 7 Professional</strong> nella sua versione finale sia a 32bit (x86) che a 64 (x64). Decido subito di scaricare la versione a 32bit inglese ed installarla sul mio portatile che precedentemente montava Windows Vista.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1325 aligncenter" title="windows7" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/09/windows7.jpg" alt="windows7" width="600" height="334" /></p>
<p>Concluso ciò, decido di scaricare anche i Language Pack di Windows 7 ma con grande dispiacere scopro che non è possibile installarli tramite il pannello di controllo. Dopo una breve ricerca in internet vengo a sapere che solo le versioni Enterprise ed Ultimate di Windows 7 supporta i MUI per cambiare la lingua al sistema.</p>
<p>Comincio a pensare di tenere 7 in inglese che non è male e la lingua certo non mi da problemi ma, per curiosità, decido di fare un&#8217;altra piccola ricerca su google che mi porta a <a href="http://www.winmatrix.com/forums/index.php?/topic/25539-how-to-enable-mui-language-pack-in-windows-7-professional/">questo forum</a>. Vengo a sapere che è vero che il cambio lingua del sistema tramite pannello di controllo si può effettuare solo con le versioni Enterprise ed Ultimate ma che pure Windows 7 Professional scaricato tramite il servizio MSDN possiede questa funzionalità, anche se controllabile in un modo più difficile ma non impossibile, come si può vedere dalla seguente guida.</p>
<ol>
<li>Per prima cosa bisogna procurarsi il DVD del language pack o una sua immagine ISO montabile su un drive virtuale o i file della lingua desiderata. Per chi ne possedesse il privilegio, da MSDN è possibile scaricare il DVD con i Language Pack.</li>
<li>Aprire il Prompt dei Comandi in modalità amministratore (fare tastro destro sull&#8217;icona e sceglie &#8220;run as administrator&#8221;).</li>
<li>Scrivere le seguenti righe sul prompt:<em><strong> </strong></em><span id="intelliTXT"><em><strong>DISM /Online /Add-Package /PackagePath: &#8220;percorso file lingua&#8221; </strong></em>come ad esempio: </span><em><span id="intelliTXT">DISM /Online /Add-Package /PackagePath:C:\languagepack\it-it\lp.cab . </span></em><span id="intelliTXT">Aspettare che finisca di caricare ed installare i file di lingua (ci potrebbero volere anche 5 min).</span><em><span id="intelliTXT"><br />
</span></em></li>
<li><span id="intelliTXT">Scrivere: </span><em><strong><span id="intelliTXT">bcdedit /set {current} locale it-it</span></strong></em><span id="intelliTXT"> con al posto di it-it (che sta per italiano) la vostra lingua, per impostare la lingua del sistema.</span></li>
<li><span id="intelliTXT">Scrivere<strong><em> exit</em></strong> per uscire dal prompt.</span></li>
<li><span id="intelliTXT">Andare su start e scrivere <em><strong>regedit</strong></em> sulla barra di ricerca per aprire il registro di sistema.</span></li>
<li><span id="intelliTXT">Andare alla chiave<em> </em></span><em><span id="intelliTXT">HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\MUI\ UILanguages</span></em><span id="intelliTXT"> e cancellare la voce relativa alla lingua inglese en-US.</span></li>
<li><span id="intelliTXT">Chiudere il registro e riavviare il pc per gustarvi Windows 7 Professional nella vostra lingua preferita.<br />
</span></li>
</ol>
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		<title>Google, AJAX e data center verdi</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/google-ajax-e-data-center-verdi</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 14:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Da PuntoInformatico &#8211; La parola d&#8217;ordine dei servizi remoti è efficienza, sia che si parli dell&#8217;utente finale che dei consumi dell&#8217;hardware vero e proprio. E vista la centralità del ruolo giocato dal suo motore di ricerca nella moderna Internet web-dipendente, Google è in prima fila tra le società impegnate a spingere sempre più in avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://punto-informatico.it/2602692/PI/News/google-ajax-data-center-verdi.aspx"><strong>PuntoInformatico</strong></a> &#8211; La parola d&#8217;ordine dei servizi remoti è efficienza, sia che si parli dell&#8217;utente finale che dei consumi dell&#8217;hardware vero e proprio. E vista la centralità del ruolo giocato dal suo motore di ricerca nella moderna Internet web-dipendente, Google è in prima fila tra le società impegnate a spingere sempre più in avanti i parametri di efficienza sia lato-server che client.</p>
<p><img class="size-full wp-image-156 aligncenter" title="google_logo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/05/google_logo.jpg" alt="google_logo" width="240" height="100" />Sui client l&#8217;efficienza fa rima con <em>AJAX</em>, la tecnica di programmazione a base di JavaScript e XML considerata la base portante del cosiddetto Web 2.0. Già tempo fa Google aveva cominciato a sperimentare <strong>un engine in AJAX per la presentazione a video dei risultati nel suo motore di ricerca</strong>, e ora il portavoce Eitan Bencuya <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-10220532-93.html?part=rss&amp;subj=news&amp;tag=2547-1_3-0-20" target="_blank">conferma</a> l&#8217;intenzione dell&#8217;azienda di sostituire i risultati in puro codice HTML con pagine dinamiche in cui a essere caricate ogni volta sono solo le ricerche di cui sopra e non l&#8217;intero portale.</p>
<p>Il nuovo step evolutivo del <a href="http://punto-informatico.it/2585920/PI/News/google-remix-base-semantica.aspx" target="_blank">costantemente cangiante</a> search engine di Mountain View <a href="http://googlesystem.blogspot.com/2009/04/google-search-prepares-for-switching-to.html" target="_blank">era già emerso</a> grazie alla realizzazione di un <em>tweak</em> per aggiustare il modo in cui i <em>referral</em> processano le URL a cui gli utenti vengono spediti dopo aver cercato su Google. L&#8217;utilizzo di codice AJAX sulle ricerche di un numero limitato di utenti, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OZWnC1zH1uw&amp;feature=player_embedded" target="_blank">spiegava</a> questo marzo il Google software engineerer Matt Cutts, ha portato al mancato invio di referral da parte del browser e l&#8217;impossibilità per i tool analitici di valutare il punto di partenza del traffico verso un sito.<br />
Il problema è stato risolto con <a href="http://analytics.blogspot.com/2009/04/upcoming-change-to-googlecom-search.html" target="_blank">un nuovo formato per il referrer</a>, che permetterà di continuare a gestire correttamente i referral anche con l&#8217;interfaccia AJAX in via di sperimentazione. I referral sono uno strumento importante per chi gestisce un sito web e per chi si occupa di advertising, ragion per cui Google non ha intenzione di tarpare le ali a questa funzionalità mentre verifica <strong>quanti millisecondi faccia risparmiare una GUI interamente in JavaScript</strong> piuttosto che un form di ricerca in HTML.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;efficienza lato-server, poi, Mountain View ha già messo in mostra gli sforzi sin qui compiuti nella progettazione dei <a href="http://punto-informatico.it/2592489/PI/News/google-data-center-qui-nel-container.aspx" target="_blank">data center-container</a>, dotati di un design che massimizza l&#8217;efficienza energetica misurata in <a href="http://searchdatacenter.techtarget.com/sDefinition/0,,sid80_gci1307933,00.html" target="_blank">Power Usage Effectiveness</a>. Gli <a href="http://blogs.zdnet.com/green/?p=3946" target="_blank">ultimi dati</a> comunicati da Google e risalenti al 15 marzo parlano di un indice PUE medio di 1,15 su un quarto di anno, una media annuale di 1,19 e un PUE minimo di ogni impianto di 1,12.</p>
<p>Google si è in sostanza avvicinata <strong>alla quasi parità tra l&#8217;energia elettrica immessa nei sistemi e quella effettivamente consumata dai server</strong>, un risultato ottenuto grazie al design intelligente dei container che ospitano le macchine, l&#8217;acqua che ne raffredda &#8220;i bollori&#8221;, la batteria UPS presente all&#8217;interno di ogni singolo PC e le modalità di installazione dell&#8217;hardware.</p>
<p>Ma l&#8217;efficienza si misura anche nel modo in cui si riesce a sfruttare lo &#8220;scarto&#8221; di calore sviluppato da quel rumoroso groviglio di ferraglia pulsante che anima ogni CED moderno. <em>Telehouse West</em> lo sa bene, visto che è in procinto di realizzare <a href="http://www.datacenterknowledge.com/archives/2009/04/15/telehouse-to-heat-homes-at-docklands/" target="_blank">un nuovo data center</a> londinese <strong>capace di trasportare il suddetto scarto nelle strutture e gli edifici presenti nel circondario</strong>. Così facendo, l&#8217;impianto dal valore di 180 milioni di dollari potrà ridurre il suo &#8220;peso&#8221; in CO2 di 1.110 tonnellate, una quantità di energia equivalente a quella prodotta da &#8220;3.000 bollitori in funzionamento continuato&#8221;, sostiene Telehouse.</p>
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		<title>Let It Snow plugin per WordPress</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 22:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cercando di inserire qualcosa di natalizio al mio sito e anche al mio blog ho trovato questo interessantissimo plugin che aggiunge il classico effetto neve. Il nome di questo plugin per wordpress è Let it Snow e a mio parere il suo punto di forza sta nella semplicità dell&#8217;effetto e della sua installazione. Infatti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercando di inserire <strong>qualcosa di natalizi</strong>o al mio sito e anche al mio blog ho trovato questo interessantissimo plugin che aggiunge il <strong>classico effetto nev</strong>e.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-549 aligncenter" title="let_it_snow" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/12/let_it_snow.jpg" alt="let_it_snow" width="450" height="240" /></p>
<p>Il nome di questo plugin per wordpress è <strong>Let it Snow</strong> e a mio parere il suo punto di forza sta nella <strong>semplicità</strong> dell&#8217;effetto e della sua installazione.</p>
<p><span id="more-548"></span>Infatti <strong>per installarlo</strong> basta scaricare l&#8217;archivio, scompattarlo, uploadare la cartella in &#8220;directory principale&#8221;/wp-content/plugins/   mediante una normalissima applicazione per lo scambio ftp ( file transfer protocol ). Potete vedere una <strong>live preview</strong> direttamente applicata al mio blog e quì sotto trovate il link per il download.</p>
<ul>
<li><a href="http://wordpress.org/extend/plugins/let-it-snow/"><strong>Download Let it Snow!</strong></a></li>
</ul>
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		<title>Super Obama World: Obama al posto di Mario</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/super-obama-world-obama-al-posto-di-mario</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 10:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Da PuntoInformatico. È l&#8217;eroe di grandi e piccini, ha sdoganato un genere, una categoria, ha portato una ventata di freschezza in un ambiente tutto sommato stagnante. Ha saputo coinvolgere tutti, ha saputo trascinare davanti alla TV e nelle piazze milioni di persone: le ha fatte uscire, incontrare, le ha fatte divertire, sorridere, piangere, innamorare. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://punto-informatico.it/2470173/PI/Brevi/mondo-mario-no-non-proprio.aspx"><strong>PuntoInformatico.</strong></a> È l&#8217;eroe di grandi e piccini, ha sdoganato un genere, una categoria, ha portato una ventata di freschezza in un ambiente tutto sommato stagnante.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-503 aligncenter" title="luc_ob02" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/11/luc_ob02.jpg" alt="" width="325" height="243" /></p>
<p>Ha saputo coinvolgere tutti, ha saputo trascinare davanti alla TV e nelle piazze milioni di persone: le ha fatte uscire, incontrare, le ha fatte divertire, sorridere, piangere, innamorare. Come lui ce n&#8217;è uno ogni generazione: <strong>è Super Mario</strong>.</p>
<p><span id="more-501"></span></p>
<p>Ora, però, il posto dell&#8217;idraulico più famoso del mondo è in bilico: da una parte c&#8217;è lui, con suo fratello Luigi e tutta una stirpe di amici, dinosauri, principesse e nemici storici da combattere. Dall&#8217;altra c&#8217;è un signore di 47 anni, neo-eletto alla Casa Bianca, che con chi traffica coi tubi non sempre si trova a suo agio (ma in quel caso, l&#8217;idraulico in questione si chiamava Joe): <strong>Barack Obama</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-502 aligncenter" title="luc_ob01" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/11/luc_ob01.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>Per <strong>rivivere la campagna elettorale</strong> che ha portato all&#8217;elezione del <span style="text-decoration: line-through;">più giovane</span> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bill_Clinton" target="_blank">quarto</a> più giovane presidente della storia USA, e ovviamente per ridere, gli sviluppatori di <a href="http://www.zensoft.com/" target="_blank">ZenSoft</a> hanno realizzato un perfetto <em>mashup</em> tra l&#8217;idolo delle folle statunitensi e il beniamino dei gamer di tutto il mondo.</p>
<p>Si parte dal primo livello, ambientato nella tana del lupo vale a dire l&#8217;Alaska della candidata repubblicana <strong>Sarah Palin</strong>, dove Obama deve vedersela con mamme hockey, soldati russi e la stessa Palin, e poi verso Arizona (lo stato di McCain), Illinois (Obama fa base a Chicago), e infine ovviamente Washington DC.</p>
<p>Al momento il gioco non è completo: si riesce ad arrivare alla fine del livello dell&#8217;Alaska per affrontare la motoslitta della Palin, e poi ci si deve fermare. Ma i creatori garantiscono che è solo questione di giorni prima che Super Obama World <strong>venga completato</strong>, e che dunque tutti possano <a href="http://superobamaworld.com/" target="_blank">giocare</a> liberamente per tentare di raggiungere il mostro finale dell&#8217;ultimo livello e salvare la principessa. O salvare gli Stati Uniti. O entrambi. (<em>L.A.</em>)</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2470173/PI/Brevi/mondo-mario-no-non-proprio.aspx"><strong>Luca Annunziata da PuntoInformatico</strong></a></p>
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		<title>Microsoft Windows Open Source</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/microsoft-windows-open-source</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/microsoft-windows-open-source#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 11:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Info]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Da PuntoInformatico. Qualche anno fa si sarebbe trattato di una chiacchierata di tutt&#8217;altro tono. E invece oggi, a distanza di quattro anni dalla pubblicazione di uno studio sulle possibili violazioni di Linux di un mare di brevetti Microsoft, Punto Informatico ha l&#8217;occasione di passare un&#8217;ora in compagnia di Hank Janssen, vale a dire il responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://punto-informatico.it/2445879/PI/Interviste/microsoft-open-source-tutto-quanto.aspx"><strong>PuntoInformatico</strong></a>. Qualche anno fa si sarebbe trattato di una chiacchierata di <a href="http://punto-informatico.it/1986484/PI/News/microsoft-linux-viola-un-mare-brevetti.aspx" target="_blank">tutt&#8217;altro tono</a>. E invece oggi, a distanza di quattro anni dalla <a href="http://punto-informatico.it/557589/PI/News/linux-assediato-dai-brevetti.aspx" target="_blank">pubblicazione</a> di uno studio sulle possibili violazioni di Linux di un mare di brevetti Microsoft,</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-481" title="logo-microsoft-copia" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/10/logo-microsoft-copia.jpg" alt="" width="450" height="229" /></p>
<p><em>Punto Informatico</em> ha l&#8217;occasione di passare un&#8217;ora in compagnia di <strong>Hank Janssen</strong>, vale a dire il responsabile della programmazione delle attività dell&#8217;<em>Open Source Technology Center</em> di Redmond.</p>
<p><span id="more-478"></span></p>
<p>Non che sia la <a href="http://punto-informatico.it/2384465/PI/News/microsoft-investe-ancora-linux.aspx" target="_blank">prima volta</a> che la parola open source <a href="http://punto-informatico.it/2408065/PI/News/microsoft-chi-ha-detto-open-source.aspx" target="_blank">finisce</a> in una frase in cui compare anche il termine &#8220;Microsoft&#8221;, ma la circostanza è senz&#8217;altro suggestiva. Da parte sua, Janssen mette sul tavolo un curriculum di tutto rispetto: <strong>20 anni al lavoro tra SYS V, Unix e Linux</strong>, utente affezionato di Emacs e appassionato di C++. La domanda sorge spontanea: cosa ci fa dentro Microsoft? &#8220;Se me lo avessero chiesto qualche anno fa, avrei detto anche io che era impossibile: eppure oggi, dopo due anni e mezzo, posso dire che questo lavoro per Microsoft è il più bello della mia vita&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone" title="Microsoft, l'open source e tutto quanto" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20081021/luc_oss01.jpg" alt="Hank Janssen di Microsoft" width="325" height="325" align="right" />Janssen racconta che all&#8217;inizio era rimasto <strong>indifferente alle sirene di Redmond</strong>: &#8220;Ho accettato di sostenere un colloquio solo per togliermi di torno i cacciatori di teste&#8221; confessa a <em>Punto Informatico</em>, spiegando che la decisione di accettare poi le proposte che gli erano state fatte è stata tutt&#8217;altro che semplice. &#8220;Tornato a casa mi sono domandato: voglio davvero lavorare per loro? Alla fine ho deciso che forse, accettando, avrei potuto fare la differenza. Mia moglie però &#8211; ride &#8211; mi ha regalato una serie di gadget di Dart Vader, compresa una spada laser&#8221;.</p>
<p>In effetti, per giustificare la sua scelta Jenssen utilizza un modo di dire statunitense (anche se, precisa, lui non è nato negli USA): <em>put your money where your mouth is</em>, vale a dire che se qualcosa non ti piace allora è il caso di <strong>impegnarti per cambiarla</strong>. &#8220;È come se qualcuno &#8211; spiega &#8211; sostenesse per qualche ragione che le biciclette non devono avere due ma tre ruote: poi arriva qualcun altro che gli offre un lavoro nel quale possa dimostrare la bontà della sua idea&#8221;. Insomma, dopo una vita spesa a magnificare le virtù dello sviluppo a sorgenti aperti, se ti chiama uno dei principali sviluppatori di software proprietario vale la pena provare a spendersi.</p>
<p>Inevitabile la domanda: ma sta funzionando, <strong>com&#8217;è cambiata l&#8217;organizzazione</strong> di Microsoft da allora? &#8220;In una struttura grande come la nostra, che all&#8217;esterno &#8211; scherza &#8211; sembra più organizzata di quanto sia in realtà, la cosa più difficile è passare dal livello zero al livello uno: dal livello uno a un milione è quasi una passeggiata&#8221;. Ma allora non è <a href="http://punto-informatico.it/2049363/PI/News/microsoft-cerca-benedizione-dell-open-source.aspx" target="_blank">cambiato</a> molto: &#8220;Al contrario, il nostro operato si sta rivelando davvero efficace: due anni e mezzo fa eravamo in 4 nel mio team, oggi solo il management è composto da più di 20 persone. Fare una stima di quanti oggi in Microsoft siano al lavoro su applicazioni open source è quasi impossibile&#8221;.</p>
<p>E invece potremmo provarci a dare <a href="http://punto-informatico.it/2322306/PI/News/microsoft-conta-open-source-nel-mondo.aspx" target="_blank">qualche numero</a>: &#8220;Uno dei parametri di riferimento che credo sia utile in questo senso &#8211; interviene <strong>Pier Paolo Boccadamo</strong>, responsabile della strategia della piattaforma di Microsoft Italia &#8211; è il numero di progetti inseriti all&#8217;interno di Codeplex, il nostro repository per lo sviluppo open source: a giugno ce n&#8217;erano oltre 5mila, il 95 per cento dei quali è stato ideato da sviluppatori esterni a Microsoft. Spesso, però, alcuni nostri programmatori si impegnano anche nella crescita di questi progetti, oltre al proprio lavoro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Microsoft &#8211; continua Boccadamo &#8211; è divenuta consapevole dell&#8217;importanza della community open source. Noi restiamo un&#8217;azienda che sviluppa software, ma questo non significa che ci sia un solo modo per farlo. Soprattutto in un panorama così vasto come quello dell&#8217;informatica moderna&#8221;. La mente va immediatamente <a href="http://punto-informatico.it/2352199/PI/News/ballmer-se-microsoft-cambia-cambiate-tutti.aspx" target="_blank">alle novità</a> introdotte dal <strong>cloud computing</strong> e dai modelli di business che <a href="http://punto-informatico.it/2268402/PI/News/microsoft-linux-perche-no.aspx" target="_blank">propongono</a> la fornitura di software come un servizio (SaaS): &#8220;Ci siamo posti il problema di come sostenere gli investimenti: le possibilità sul piatto sono molte, ma siamo convinti che per garantire innovazione nel futuro sarà necessario collaborare&#8221;.</p>
<p>La parola torna a Janssen: &#8220;Il nostro obiettivo è consentire alle persone di lavorare sulla piattaforma Windows: cerchiamo di rispondere alle domande tecniche, di mettere a disposizione la documentazione necessaria, di chiarire i passaggi poco chiari delle licenze (cita il caso di Visual Studio 2008, ndr). Il nostro lavoro &#8211; racconta a <em>Punto Informatico</em> &#8211; è quello di trasformare Windows nella migliore piattaforma su piazza: una piattaforma formata da un misto di software open source e proprietario&#8221;. Laddove necessario, spiega Janssen, BigM interviene anche <strong>donando licenze MSDN</strong> per <a href="http://punto-informatico.it/2423528/PI/News/open-source-avanti-tutta-oo-firefox-testa.aspx" target="_blank">consentire</a> una migliore integrazione del OSS nell&#8217;ambiente del sistema operativo a finestre.</p>
<p><img title="Microsoft, l'open source e tutto quanto" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20081021/luc_oss02.jpg" alt="Pier Paolo Boccadamo di Microsoft" align="right" />Davanti a tutta questa buona volontà, viene spontaneo azzardare una domanda quasi sfacciata: è possibile pensare ad un <strong>Windows del futuro a sorgenti aperti</strong>? Le risposte sorprendono: &#8220;Quattro anni fa Microsoft non conosceva la parola open source &#8211; dice Janssen &#8211; oggi sono molti i progetti che tengono conto di questo fattore per il loro sviluppo&#8221;. &#8220;L&#8217;open source non è una fantasia, ma una realtà &#8211; incalza Boccadamo &#8211; Oggi c&#8217;è chi sceglie di farsi pagare per i servizi, noi ci facciamo pagare per le licenze. Se domani il mercato dovesse cambiare, noi cambieremo&#8221;.</p>
<p>E se invece il cambiamento fosse stato già avviato? Magari una faccenda complicata come <a href="http://punto-informatico.it/2242104/PI/News/vista-crasha-colpa-nvidia.aspx" target="_blank">quella</a> dei <a href="http://punto-informatico.it/1882549/PI/News/nvidia-sotto-accusa-driver-vista.aspx" target="_blank">driver</a> di <strong>Vista</strong>, che hanno fatto penare (e in certi casi lo fanno ancora) gli utenti finali, con un codice aperto forse si sarebbe potuta risolvere prima. &#8220;Il nostro dramma è che &#8211; racconta Boccadamo &#8211; a volte a Microsoft vengono imputati problemi che non la riguardano direttamente, come nel caso di driver sviluppati da terze parti per Vista. Da parte nostra, ci impegniamo anche per venire a capo di questi problemi contattando l&#8217;azienda coinvolta, perché riteniamo di essere responsabili di quanto immettiamo sul mercato: soprattutto se una periferica è stata certificata per l&#8217;utilizzo con Windows&#8221;.</p>
<p>E sul piano pratico? &#8220;Sviluppare un driver per Windows è argomento strettamente pratico &#8211; spiega Janssen &#8211; Soprattutto Microsoft si deve confrontare con un panorama di possibili device davvero ampio. Linux, che pure ha un sistema di sviluppo dei driver open source, supporta solo una frazione delle periferiche supportate da Windows e ha molti meno utenti. Se Linux dovesse fare fronte ad un parco macchine più ampio, dovrebbe senz&#8217;altro rivedere l&#8217;approccio allo sviluppo driver&#8221;.</p>
<p>&#8220;I brevetti &#8211; prosegue Boccadamo &#8211; sono solo uno dei modi di fare affari. Ma non sono il solo&#8221;. Microsoft ammette che forse, <a href="http://punto-informatico.it/2333064/PI/Brevi/ozzie-ms-open-source-un-durissimo-rivale.aspx" target="_blank">in passato</a>, ci sono state delle <a href="http://punto-informatico.it/2054154/PI/News/microsoft-affonda-get-the-facts.aspx" target="_blank">comunicazioni imperfette</a> <a href="http://punto-informatico.it/2084919/PI/News/ballmer-utenti-red-hat-ci-sono-debitori.aspx" target="_blank">sull&#8217;argomento</a>, che hanno <a href="http://punto-informatico.it/2163850/PI/News/net-codice-si-ma-non-tutti.aspx" target="_blank">finito</a> per <strong>alzare un muro</strong> che ha impedito il riconoscimento reciproco tra chi sviluppa <a href="http://punto-informatico.it/2441008/PI/Interviste/linux-collocamento-dei-lavoratori-it.aspx" target="_blank">seguendo</a> i principi dell&#8217;open source, e chi invece si affida ad un approccio più <em>tradizionale</em>: &#8220;Quello che conta, per noi, è valorizzare il nostro lavoro: ci preme il nostro investimento per lo sviluppo del software venga rispettato, ma ci preme anche costruire un ponte tra il software open source e Microsoft&#8221;. Per questo, continua, BigM si sta anche impegnando nel migliorare la propria comunicazione in tal senso.</p>
<p>Le <strong>conclusioni</strong> le tira Janssen: &#8220;Giudicateci per quanto abbiamo fatto negli ultimi due anni&#8221;, dice. Bisognerebbe insomma tener conto del lavoro di Microsoft per lo <a href="http://punto-informatico.it/2018881/PI/Agenda-e-mercati/tom-hanrahan-ora-un-uomo-microsoft.aspx" target="_blank">sviluppo</a> di un plugin per garantire la lettura del formato ODF in Office (e <a href="http://punto-informatico.it/1916006/PI/News/open-xml-entra-openoffice.aspx" target="_blank">viceversa</a>, con OOXML in OpenOffice), del contributo a PHP, OpenSQL e <a href="http://punto-informatico.it/2371680/PI/News/microsoft-sponsorizza-apache-foundation.aspx" target="_blank">Apache</a>, del rilascio dei Power Tools per Vista con <a href="http://punto-informatico.it/2091079/PI/News/due-licenze-microsoft-nell-olimpo-open-source.aspx" target="_blank">licenza open</a>, fino all&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/2339750/PI/Interviste/fessura-windows-si-allarga.aspx" target="_blank">impegno</a> per l&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/2197501/PI/News/microsoft-apre-una-fessura-windows-office.aspx" target="_blank">interoperabilità</a> per il quale oggi esiste persino un centro per i test a Cambridge. Altre novità, promette, sono in arrivo nei prossimi mesi e Microsoft spera che i <em>developers</em> lo tengano presente.</p>
<p><em><strong>a cura di Luca Annunziata da <a href="http://punto-informatico.it/2445879_2/PI/Interviste/microsoft-open-source-tutto-quanto.aspx">PuntoInformatico</a></strong><br />
</em></p>
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