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	<title>Julian&#039;s WebSite &#187; Privacy</title>
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	<description>Julian&#039;s amazing WebSite</description>
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		<title>YouTube, Viacom si accontenterà di dati anonimi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 08:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli utenti di YouTube tornano a respirare. Su di loro non si abbatteranno cause legali in cui gli si contestano violazioni del diritto d&#8217;autore, le loro abitudini di fruizione di video non finiranno nelle mani di avidi inserzionisti. Viacom fa un passo indietro: si accontenterà di frugare fra dati anonimi. L&#8217;assedio nel quale da mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli utenti di <strong>YouTube</strong> tornano a respirare. Su di loro non si abbatteranno cause legali in cui gli si contestano violazioni del <strong>diritto d&#8217;autore</strong>, le loro abitudini di fruizione di video non finiranno nelle mani di avidi inserzionisti. <strong>Viacom</strong> fa un passo indietro: si accontenterà di frugare fra dati anonimi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-265" title="youtube-viacom" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/07/youtube-viacom.gif" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p>L&#8217;assedio nel quale <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=youtube%20viacom&amp;t=4" target="_blank">da mesi</a> il colosso dell&#8217;intrattenimento stava stringendo <strong>Mountain View</strong> era giunto ad un momento cruciale nei giorni scorsi: il giudice Louis <strong>L. Stanton</strong> <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2342846" target="_blank">aveva intimato</a> a <strong>Google</strong> di consegnare i documenti di tutto ciò che è avvenuto su YouTube.</p>
<p><span id="more-261"></span></p>
<p><strong>Dodici terabyte di log, indirizzi IP, username e video</strong> utili a Viacom per individuare le dinamiche delle violazioni e trovare nuovi argomenti per inchiodare YouTube.</p>
<p>Era stata la <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2348555" target="_blank">sollevazione</a> dei netizen: YouTube era diventato veicolo di proteste e dell&#8217;organizzazione di boicottaggi, le clip armi brandite contro Viacom. Google aveva debolmente protestato contro la decisione del tribunale <a href="http://it.youtube.com/blog?entry=Gh2N9xyKK8k" target="_blank">asserendo</a> che consegnare gli indirizzi IP avrebbe messo a rischio la riservatezza garantita ai propri utenti: un&#8217;argomentazione poco credibile, in contrasto con le precedenti <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2200483" target="_blank">sortite</a> della grande G, un&#8217;argomentazione che sembra ora aver convinto il giudice.</p>
<p>Viacom nel contempo <a href="http://www.viacom.com/news/Pages/ViacomStatementonYouTubeData.aspx" target="_blank">aveva promesso</a> di discutere con Google le modalità del trasferimento dei dati: assicurazioni che non lasciavano troppe speranze agli utenti. Ora <a href="http://64.233.179.110/blog_resources/google_youtube_viacom.pdf" target="_blank">è intervenuto</a> il giudice. YouTube dà voce ad <a href="http://it.youtube.com/blog?entry=AnA3ulGpWsE" target="_blank">annunci</a> rassicuranti, promette agli utenti che &#8220;Viacom, MTV e gli altri attori dell&#8217;accusa hanno ritirato la loro richiesta originaria delle cronologie delle visualizzazioni di tutti gli utenti&#8221;, promette che &#8220;non forniremo quelle informazioni&#8221;.</p>
<p>Google deve però a Viacom dei faldoni, resta costretta a documentare quanto avviene da tempo su YouTube: si tratterà però di <strong>dati e informazioni anonime</strong>. Ciascun utente <a href="http://www.techcrunch.com/2008/07/14/googleviacom-agree-to-preserve-user-anonymity-in-data-shakedown/" target="_blank">sarà contrassegnato</a> con un identificativo unico ma che non potrà in alcun modo ricondurre al suo indirizzo IP o alle sue generalità. Ciò consentirà a Viacom di studiare le dinamiche delle violazioni e di analizzare le tendenze ospitate sul portalone, ma non di riciclare i dati ottenuti da Mountain View per rivalersi sugli utenti poco accorti nel maneggiare il proprio <a href="http://www.centerforsocialmedia.org/resources/publications/fair_use_in_online_video/" target="_blank">diritto al fair use</a>.</p>
<p>La privacy degli utenti è salva, Google ha recuperato l&#8217;equilibrio proprio mentre rischiava un rovinoso capitombolo. Ma la pietra dello scandalo potrebbe essere nei paraggi: ancora <a href="http://www.paidcontent.org/entry/419-viacom-youtube-user-logs-will-be-anonymized/" target="_blank">non è stata stabilita</a> la modalità con la quale Google dovrà consegnare le informazioni relative al <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2356387" target="_blank">comportamento dei propri dipendenti</a> che scorrazzano su YouTube.</p>
<p><em><a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2358031"><strong>Gaia Bottà da PuntoInformatico</strong></a><br />
</em></p>
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		<title>Google: non siamo il Grande Fratello!!</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 16:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi in coincidenza con l’apertura della beta di Google Health si fa sentire uno dei fondatori di Google, Sergey Brin, in risposta a quanti negli ultimi tempi hanno etichettato il colosso informatico come una sorta di Grande Fratello intenzionato a raccogliere qualsiasi dato possibile di ogni persona. Parte delle lamentele sono venute anche dalla presunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi in coincidenza con l’apertura della beta di <strong><a href="http://www.downloadblog.it/post/6717/google-health-entra-in-beta/">Google Health</a></strong> si fa sentire uno dei fondatori di <a href="http://www.google.com/">Google</a>, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergey_Brin">Sergey Brin</a></strong>, in risposta a quanti negli ultimi tempi hanno etichettato il <strong>colosso informatico</strong> come una sorta di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Fratello_%281984%29">Grande Fratello</a></strong> intenzionato a raccogliere qualsiasi dato possibile di ogni persona.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-156" title="google_logo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/05/google_logo.jpg" alt="" width="240" height="100" /></p>
<p>Parte delle <strong>lamentele</strong> sono venute anche dalla presunta intenzione di Google di <strong>leggere le e-mail</strong> inviate su <a href="http://www.gmail.com/">Gmail</a> ai propri utenti per offrire loro contenuti pubblicitari mirati. Secondo Brin la gente dovrebbe invece <strong>temere maggiormente i social network</strong>, dove dati e foto personali possono rincorrere un utente per tutta la propria esistenza, mentre <strong>Google avrebbe politiche e mezzi per proteggere la privacy delle persone</strong>.</p>
<p><span id="more-155"></span></p>
<p>Che quanto inserito su <strong><a href="http://www.myspace.com/">MySpace</a></strong> e affini possa costituire in qualche occasione una <strong>minaccia per la privacy</strong> è fuori discussione, ma c’è da dire che aggiungere foto al proprio account è un processo che richiede necessariamente l’<strong>intenzione della persona</strong> di rendere pubbliche determinate cose, anche se poi una volta intenzionata ad eliminarle dal web potrebbe trovare dei problemi legati alla loro <strong>diffusione incontrollata</strong>.</p>
<p>Alla luce di questo, la <strong>giustificazione offerta da Brin sembra fare un po’ cilecca</strong> in quanto sembra più un tentativo di spostare l’attenzione su altri soggetti continuando a perseguire i propri scopi. Dopo <strong><a href="http://www.downloadblog.it/post/6662/google-street-view-nasconde-le-facce-dei-passanti/">Street View</a></strong> un’altra polemica investe Google sul tema privacy: non ci resta che stare alla finestra per vedere cosa succederà, anche se l’idea che vengano letti i miei messaggi su Gmail di certo non mi entusiasma.</p>
<p><a href="http://www.downloadblog.it/post/6725/google-non-siamo-il-grande-fratello"><strong>da DownloadBlog.it</strong></a></p>
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