<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Julian&#039;s WebSite &#187; Chimica</title>
	<atom:link href="http://julianajazi.com/blog/category/scienza/chimica/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://julianajazi.com</link>
	<description>Julian&#039;s amazing WebSite</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Jun 2010 21:48:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;oro ad alte temperature si indurisce!!</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/loro-ad-alte-temperature-si-indurisce</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/loro-ad-alte-temperature-si-indurisce#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 16:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=575</guid>
		<description><![CDATA[Da Le Scienze &#8211; Il senso comune ci dice che quando si riscalda un oggetto, esso diviene via via più tenero. Ora però un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto, in Canada, guidati da Dwayne Miller ha dimostrato l’esatto opposto nel caso dell’oro, secondo quanto riportato sull&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Science&#8220;. &#8220;È ovviamente controintuitivo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Da <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Se_l_oro_ad_alta_temperatura_s_indurisce/1334532"><strong>Le Scienze</strong></a> &#8211; Il senso comune ci dice che quando si riscalda un oggetto, esso diviene via via <strong>più tenero</strong>. Ora però un gruppo di ricercatori dell’<strong>Università di</strong></p>
<p align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-589" title="42-15533109" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/01/oro-barre.jpg" alt="42-15533109" width="450" height="200" /></p>
<p><strong>Toronto</strong>, in Canada, guidati da <strong>Dwayne Miller </strong>ha dimostrato l’esatto opposto nel caso dell’oro, secondo quanto riportato sull&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;<strong>Science</strong>&#8220;.</p>
<p><span id="more-575"></span>&#8220;È ovviamente controintuitivo che l’oro riscaldato diventi più duro invece che più morbido, ma se il processo di riscaldamento avviene con una velocità estremamente alta, dell’ordine di <strong>un milione di miliardi di gradi al secondo</strong>, si raggiungono temperatura presenti all’interno delle stelle e l’<strong>indurimento</strong> si può verificare&#8221;, ha commentato Miller.</p>
<p>Gli elettroni dell&#8217;oro &#8211; spiegano gli autori &#8211; assorbono l’energia luminosa così velocemente che non riescono a collidere con gli atomi circostanti e perdere energia. Ciò significa che gli elettroni in media sono lontani dai nuclei atomici; di conseguenza producono un minore <strong>effetto di schermo</strong> con la loro carica negativa e i legami tra gli atomi diventano più forti.</p>
<p>&#8220;Un <strong>cristallo di oro</strong> è costituito da ioni di questo elemento e di elettroni debolmente legati che schermano la repulsione elettrostatica tra i diversi ioni, con il risultato che gli ioni risultano tra loro legati”, ha continuato Ralph Ernstorfer, ora ricercatore del Max-Planck-Institut per l’ottica quantistica di Garching, in Germania. “A differenza di ciò che succede in molti altri materiali, il riscaldamento che si ottiene con <strong>impulsi laser ultrabrevi</strong> rende le forze tra gli ioni ancora più forti, con il risultato di un reticolo ancora più duro, con un più alto punto di fusione. L’effetto di rafforzamento dei legami era già stato previsto per via teorica, ma è la prima volta che si osserva sperimentalmente.”</p>
<p align="center"><img class="size-full wp-image-577 aligncenter" title="laser" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/01/laser.jpg" alt="laser" width="450" height="312" /></p>
<p>Nello studio, è stata utilizzata una <strong>tecnica di diffrazione elettronica a femtosecondi</strong>, che può essere pensata come una sorta di videocamera per ottenere un film dei processi che si svolgono a livello atomico. Inviando impulsi a femtosecondi attraverso un sottile cristallo di oro, i movimenti atomici vengono registrati in tempo reale mentre  il materiale si riscalda.</p>
<p>Misurando la velocità di riscaldamento, l’ampiezza dei movimenti atomici e il punto di fusione è possibile inferire la stabilità del cristallo.</p>
<p>&#8220;Ora abbiamo una visione in tempo reale di questo esotico stato della materia, denominato <strong>materia densa ad alta temperatura</strong>, e possiamo mettere in relazione la struttura liquida osservata con l’aumento di stabilità del cristallo”, ha concluso Miller. (fc)</p>
<p>articolo interamente tratto da <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Se_l_oro_ad_alta_temperatura_s_indurisce/1334532"><strong>Le Scienze</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/loro-ad-alte-temperature-si-indurisce/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il silicio nero è fra noi!!</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/il-silicio-nero-e-fra-noi</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/il-silicio-nero-e-fra-noi#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 17:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=473</guid>
		<description><![CDATA[Oggi passando per punto informatico leggo questa interessantissima notizia. Una passata di potente laser et voilà, il silicio diventa nero, più nero del nero, talmente nero che la sua fotosensibilità è aumentata da da 100 a 500 volte, rispetto a quella di un wafer ordinario. Cosa vuol dire è diventato nero? Per esempio che, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi passando per <a href="http://punto-informatico.it/2438107/PI/News/silicio-nero-noi.aspx">punto informatico</a> leggo questa interessantissima notizia.  Una <a href="http://www.crunchgear.com/2008/10/13/black-silicon-vastly-more-light-sensitive-good-for-solar-cells-etc/" target="_blank">passata</a> di potente laser <em>et voilà</em>, il silicio diventa <strong>nero</strong>, più nero del nero, talmente nero che la sua <a href="http://gizmodo.com/5062412/black-silicon-discovery-could-change-digital-photography-night-vision-forever" target="_blank">fotosensibilità</a> è aumentata da <strong>da 100 a 500 volte</strong>, rispetto a quella di un <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=wafer&amp;t=4&amp;o=0" target="_blank">wafer</a> ordinario.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-474 aligncenter" title="vanbuuren3" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/10/vanbuuren3.jpg" alt="" width="450" height="219" /></p>
<p>Cosa vuol dire <em>è diventato nero</em>? Per esempio che, a seguito del trattamento, la sua maggiore sensibilità potrebbe <strong><a href="http://cleantechnica.com/2008/10/12/black-silicon-could-revolutionize-solar-cell-technology/" target="_blank">rivoluzionare</a></strong> le tecnologie impiegate per la produzione di <strong>celle <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=fotovoltaico&amp;t=4&amp;o=0" target="_blank">fotovoltaiche</a></strong>: il rendimento si vedrebbe proiettato piuttosto in alto, al confronto con le attuali medie di resa.</p>
<p><span id="more-473"></span>Per non citare la sensibilità dei <strong>sensori delle telecamere</strong>, che diverrebbero in grado di raccogliere quantità di luce infinitesimali, un obiettivo ambitissimo che oggi costa ben altri sforzi produttivi.</p>
<p>Come molti altri grandi successi, l&#8217;idea è venuta alla luce per caso. &#8220;Ero stanco dei (soliti, ndr) metalli e temevo che i finanziamenti si prosciugassero&#8221;, <a href="http://www.nytimes.com/2008/10/12/business/12stream.html" target="_blank">racconta</a> al <strong><em>New York Times</em></strong> il fisico Eric Mazur dell&#8217;<strong><a href="http://www.harvard.edu/" target="_blank">Università di Harvard</a></strong>, che assieme ad un collaboratore ha lavorato all&#8217;idea. Per cercare il <em>flash</em> di una vera novità, &#8220;ho scritto le nuove indicazioni in una proposta di ricerca senza pensarci troppo. L&#8217;ho scritto e basta, non so neanche perché&#8221;, ha dichiarato <strong>Mazur</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-475 aligncenter" title="sens" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/10/sens.jpg" alt="" width="300" height="218" /></p>
<p>Il suo lavoro era stato avviato e finanziato dall<strong>&#8216;<a href="http://www.arl.army.mil/www/default.cfm?Action=231" target="_blank">Army Research Office</a></strong>, il braccio della ricerca delle forze armate americane, con il fine di esplorare le reazioni catalitiche sulle superfici metalliche. Seguendo l&#8217;intuizione, Mazur ha <em>laserato</em> un wafer di silicio con un fascio coerente molto, molto potente. Dopo il trattamento laser è stato applicato dell&#8217;<strong>esafluoruro di zolfo</strong>. Il wafer si è annerito e, ad occhio nudo, sembrava quasi bruciato: ma ad un esame al microscopio elettronico, sulla superficie si è rivelata una struttura di microtubi, che ha invece esibito le <a href="http://www.xconomy.com/boston/2008/10/12/sionyx-brings-black-silicon-into-the-light-material-could-upend-solar-imaging-industries/" target="_blank">inaspettate caratteristiche</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-476 aligncenter" title="singlespot" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/10/singlespot.jpg" alt="" width="450" height="212" /></p>
<p>Ora la novità è in mano a <strong><a href="http://www.sionyx.com/" target="_blank">Syonix</a></strong>, una <em>startup</em> che si impegna a fondo nelle <a href="http://www.sionyx.com/technology.asp" target="_blank">tecnologie fotoniche</a> e ha raccolto l&#8217;autorizzazione ed i <em>patent</em> per trasformarla in qualcosa di fruibile a livello industriale. Si tratta di un passo senz&#8217;altro di grande interesse per qualunque settore e qualunque industria comunque legati a <strong>luce</strong> e <strong>silicio</strong>.</p>
<p>Il flash? Potrebbe divenire presto un vecchio ricordo: con una sensibilità <strong>500 volte maggiore</strong> rispetto a quella attuale, forse non occorrerà più. Non resta che attendere gli sviluppi, che non tarderanno a fare ingresso in un segmento di mercato al giorno d&#8217;oggi piuttosto ampio.</p>
<p><em><a href="http://punto-informatico.it/2438107/PI/News/silicio-nero-noi.aspx"><strong>Marco Valerio Principato da Punto Informatico</strong></a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/il-silicio-nero-e-fra-noi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sempre più caldo&#8230;</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/sempre-piu-caldo</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/sempre-piu-caldo#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 12:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=351</guid>
		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti cosa succede e come si trasforma l&#8217;acqua partendo dalla temperatura di 0 Kelvin e andando sempre più avanti fino a milioni di miliardi di Kelvin? Saprete già che fonde e che anche magari bolle ma siete sicuri di sapere tutto su temperature estremamente basse e su quelle estremamente alte? Cominciamo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti cosa succede e come si trasforma l&#8217;<strong>acqua</strong> partendo dalla temperatura di <strong>0 Kelvin</strong> e andando sempre più avanti fino a <strong>milioni di miliardi di Kelvin</strong>?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-366 aligncenter" title="blue_sun_lg" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/blue_sun_lg.jpg" alt="" width="450" height="288" /></p>
<p>Saprete già che fonde e che anche magari bolle ma siete sicuri di sapere tutto su <strong>temperature estremamente basse</strong> e su quelle estremamente alte? Cominciamo il nostro percorso partendo dal basso.</p>
<p><span id="more-351"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-353 aligncenter" title="icefull" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/icefull.jpg" alt="" width="350" height="353" /></p>
<p><strong>Sotto i 120 Kelvin</strong>: l&#8217;acqua si presenta sotto forma di <strong>ghiaccio semplicemente amorfo</strong>, come la struttura nell&#8217;immagine sopra. Le molecole d&#8217;acqua sono ferme e hanno una così piccola energia che non riescono neanche a muoversi per formare qualche forma che possa assomigliare ad un cristallo. Ma se alziamo le temperatura un pochino,</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-354 aligncenter" title="ice500nm" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/ice500nm.jpg" alt="" width="350" height="350" /></p>
<p><strong>tra 120 e 160 Kelvin</strong>: il ghiaccio inizia ad assemblarsi in <strong>cristalli</strong>, ma non esagonali come i fiochi di neve. C&#8217;è abbastanza energia da permettere al ghiaccio di formarsi in qualche figura che dia l&#8217;idea dell&#8217;ordine ma non c&#8217;è nè per formare i cristalli per come ci sono più familiari. Forma, invece quelle figure simili a dei poligoni mostrati nella figura di sopra. Il ghiaccio rimane in questa struttura fino a quando non arriviamo ai 160 Kelvin,</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-355 aligncenter" title="icecrystals1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/icecrystals1.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p><strong>tra 160 e 273 Kelvin</strong>: c&#8217;è abbastanza energia per permettere al <strong>ghiaccio</strong> di assemblarsi nella sua forma più stabile, quella con cui siamo familiari tutti. Rimane così finchè lòa temperatura non passa i  273.15 Kelvin ( 0 Celsius ), punto in cui esso entra in una fase di transizione e fonde,</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-356 aligncenter" title="cascata" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/cascata.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p><strong>tra 273 e 373 Kelvin</strong>: e abbiamo così <strong>acqua liquida</strong>. C&#8217;è abbastanza eneregia che le molecole sono più legate le une con le altre da un legame solido; esse vibrano velocemente e può muoversi come vogliono o addirittura essere staccate. Anche se debole c&#8217;è però ancora un legame. Per rompere definitivamente questo piccolo legame abbiamo bisogno di maggiore energia. Ma…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-357 aligncenter" title="boil" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/boil.jpg" alt="" width="400" height="320" /></p>
<p><strong>tra 373 e 647 Kelvin</strong>: l&#8217;acqua diventa un <strong>gas</strong>. Le molecole individuale non sono più legate le une con le altre, e semplicemente diffondono via tra di loro. Sembra molto semplice apparte il fatto che possiamo aumentare ancora il termostato ! Cosa succede se andiamo sopra i 647 Kelvin?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-359 aligncenter" title="supercritical" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/supercritical.gif" alt="" width="256" height="330" /></p>
<p><strong>tra 647 e 29,700 Kelvin</strong>: non c&#8217;è più nessuna possibilità di tornare a una fase liquida. Questa è la <strong>temperatura critica</strong> per l&#8217;acqua, e quanta pressione noi possiamo applicare non servirà a trasformare questo gas in qualcosa di liquido. Ma possiamo andare ancora più su. Qual&#8217;è il prossimo passaggio?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-358 aligncenter" title="water_molecule_full_size_landscape" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/water_molecule_full_size_landscape.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p><strong>tra 29,700 e 158,000 Kelvin</strong>: le molecole d&#8217;acqua finiscono di esistere. La temperatura è così alta che gli atomi di idrogeno e di ossigeno non sono più uniti da nessuno legame e troviamo che semplicemente volano come <strong>atomi distinti</strong>. Ma c&#8217;è di più…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-360 aligncenter" title="roberds1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/roberds1.jpg" alt="" width="406" height="433" /></p>
<p><strong>tra 158,000 e 81,000,000,000 Kelvin</strong> (e le scritte nell&#8217;imagine di sopra erano troppo belle da essere ritagliate): siamo passati allo stato di <strong>plasma</strong>, gli elettroni non possono più stare legati ai loro nuclei. Troviamo solo un brodo di protoni, nuclei di osssiageno ed elettroni. La temperatura è così alta che non riescono a formare atomi sotto queste condizioni. Ma possiamo andare ancora più su!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-361 aligncenter" title="fusioninthesun" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/fusioninthesun.png" alt="" width="400" height="564" /></p>
<p><strong>tra 81,000,000,000 e 2,300,000,000,000 Kelvin</strong>: la temperatura è così alta che si <strong>rompono i legami nucleari</strong>, protono e neutroni si dividono. Tutti gli elementi pesanti che si sono fermati dal Big Bang ad adesso cessano di esistere. Ma c&#8217;è ancora un ultimo passo prima che il nostro gioco al rialzo finisca:</p>
<p><img class="size-full wp-image-362 aligncenter" title="hera_proton_ger" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/hera_proton_ger.jpg" alt="" width="413" height="413" /></p>
<p><strong>sopra i 2,300,000,000,000 Kelvin</strong>: diventa troppo caldo per avere protoni, neutroni ed elttroni. L&#8217;energia è così alta che quark e gluoni sono adesso liberidi girovagare, e <strong>non è più possibile distinguere un nucleo</strong>.</p>
<p>Cosa succede a temperature ancora più elevate?Magari l&#8217;LHC ( <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider">Large Hardon Collider</a></strong> &#8211; acceleratore di particelle costruito dal CERN di Ginevra ) ci potrebbe illuminare …</p>
<p><strong>da <a href="http://startswithabang.com/?p=848">StartsWithABang</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/sempre-piu-caldo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brinamento di Acqua bollente in neve!!</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/acqua-bollente-trasformata-istantaneamente-in-neve</link>
		<comments>http://julianajazi.com/blog/acqua-bollente-trasformata-istantaneamente-in-neve#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 13:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://julians.altervista.org/blog/?p=315</guid>
		<description><![CDATA[Dopo una lunga pausa dovute alle vacanze estive rieccomi che torno a a scrivere nel mio blog. Oggi voglio parlarvi di una cosa abbastanza sensazionale alla sostanza più famosa per eccellenza: l&#8217;H2O o meglio l&#8217;acqua. Una formula così semplice ( 2 atomi di Hidrogeno ed uno di Ossigeno ) per una sostanza che non finisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una lunga pausa dovute alle vacanze estive rieccomi che <strong>torno a a scrivere nel mio blog</strong>. Oggi voglio parlarvi di una cosa abbastanza sensazionale alla sostanza più famosa per eccellenza: l&#8217;<strong>H2O</strong> o meglio l&#8217;<strong>acqua</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-317 aligncenter" title="snowflake_485" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/08/snowflake_485.jpg" alt="" width="437" height="308" /></p>
<p>Una formula così semplice ( 2 atomi di Hidrogeno ed uno di Ossigeno ) per una sostanza che <strong>non finisce mai di stupirci</strong> per le sue innumerevoli proprietà uniche e rare, proprietà che rendono possibile che io sia quì oggi a parlarne, proprietà che <strong>rendono possibile la vita</strong>!<br />
<span id="more-315"></span><br />
Ma oggi non parliamo dell&#8217;acqua che ha permesso la vita per come la conosciamo ma di un altro <strong>fenomeno abbastanza curioso</strong>. Proviamo a fare una cosa abbastanza semplice. Facciamo <strong>bollire dell&#8217;acqua</strong>. Andiamo in un posto abbastanza freddo in cui ci sia una temperatura di almeno -30 gradi Celsius. Prendiamo la nostra acqua bollente e <strong>gettiamola per aria</strong>. Si osserva l&#8217;<strong>istantaneo brinamento dell&#8217;acqua in neve</strong>. Per capire meglio guardate questo <strong>video</strong>:</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=wJ3CKgZEitw</p>
<p><a href="http://startswithabang.com/?p=816"><strong>da StartsWithABang</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://julianajazi.com/blog/acqua-bollente-trasformata-istantaneamente-in-neve/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
<!-- WP Super Cache is installed but broken. The path to wp-cache-phase1.php in wp-content/advanced-cache.php must be fixed! -->