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	<title>JulianAjazi.com &#187; Universo</title>
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		<title>Universo primordiale mono-dimensionale</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 11:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Bang]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;universo primordiale aveva una sola dimesnione spaziale? Questa è il cuore di una nuova teoria proposta dal fisico Dejan Stojkovic e dai suoi colleghi dell&#8217;Università di Buffalo nel 2010. Essi pensano che l&#8217;universo ancora giovane, che &#8220;esplose&#8221; da un singolo punto, fosse molto piccolo e consistesse di una sola dimensione prima di espandersi per includere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;universo primordiale aveva una sola dimesnione spaziale? Questa è il cuore di una nuova teoria proposta dal fisico Dejan Stojkovic e dai suoi colleghi dell&#8217;Università di Buffalo nel 2010. <span id="more-2076"></span>Essi pensano che l&#8217;universo ancora giovane, che &#8220;esplose&#8221; da un singolo punto, fosse molto piccolo e consistesse di una sola dimensione prima di espandersi per includere prima 2 e poi le 3 dimensioni spaziali dei giorni nostri. Se la teoria fosse valida risolverebbe molti problemi della fisica moderna.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/500px-Dimension_levels.svg_.jpg"><img class="size-full wp-image-2084 aligncenter" title="500px-Dimension_levels.svg" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/500px-Dimension_levels.svg_.jpg" alt="" width="500" height="167" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, in un nuovo articolo su Physical Review Letters, Stojkovic e Jonas Mureika della Loyola Marymount University hanno descritto un test che potrebbe provare l&#8217;ipotesi delle dimensioni evanescenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo bene, la velocità della luce non è infinita e la radiazione emessa da corpi celesti molto distanti ci mette milioni, miliardi di anni ad arrivare a noi. Questo equivale al fatto di guardare questi corpi come comparivano al momento in cui la radiazione fu emessa e cioè milioni, miliardi di anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Da diversi studi sappiamo che le onde gravitazionali non possono formarsi in spazi mono o bi-dimensionali. Così Stojkovic e Mureika hanno pensato che il pianificato osservatorio gravitazionale internazionale LISA (Laser Interferometer Space Antenna) non dovrebbere ricevere onde gravitazionali emesse da epoche più remote e con meno dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/6a00d8341bf67c53ef014e8753d511970d-800wi.jpg"><img class="size-large wp-image-2087 aligncenter" title="6a00d8341bf67c53ef014e8753d511970d-800wi" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/6a00d8341bf67c53ef014e8753d511970d-800wi-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio la teoria rappresenta un radicale cambiamento e nuova aria fresca per la comunità scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea chiave è che il numero di dimensioni dipende dalla grandezza dello spazio che stiamo osservando, con spazi piccoli associati a meno dimensioni. Questo significa che molto probabilmente si aprirà una quarta dimensione spaziale, se non si è già aperta, con l&#8217;universo che continua ad espandersi.</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria suggerisce anche che lo spazio ha meno dimenisoni ad energie molto alte, energie assocciate ai primi attimi post- big bang.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/history.bigbang.jpg"><img class="size-large wp-image-2090 aligncenter" title="history.bigbang" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/history.bigbang-600x405.jpg" alt="" width="600" height="405" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se Stojkovic e i suoi colleghi hanno ragione, questa idea potrebbe aiutare a risolvere problemi fondamentali del modello standard della fisica delle particelle, inclusi i seguenti:</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incompatibilità tra fisica quantistica e relatività generale. La meccanica quantistica descrive bene l&#8217;universo a scala atomica, mentre la relatività fa bene il suo lavoro per un universo a scala galattica. Attualmente, le due teorie sono considerate incompatibili; ma se l&#8217;universo, ai suoi livelli più piccoli, avesse meno dimensioni, le discrepanze matematiche tra le due teorie scomparirebbero.</p>
<p style="text-align: justify;">I fisici hanno osservato che l&#8217;espansione dell&#8217;universo sta accelerando senza spiegazione. L&#8217;aggiunta di nuove dimensioni con la crescita dell&#8217;universo spiegherebbe l&#8217;accelerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello standard delle particelle predice l&#8217;esistenza di una particella elementare non ancora scoperta, il bosone di Higgs. La massa prevista dei Higgs deve però essere aggiustata a seconda delle energie in gioco. Se lo spazio avesse meno dimensioni ad alte energie, non ci sarebbe bisogno di questi aggiustamenti.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/images.jpeg"><img class="size-full wp-image-2091 aligncenter" title="images" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/images.jpeg" alt="" width="238" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dovere per forza aspettare i risultati dell&#8217;osservatorio LISA, gli studiosi sono già riusciti ad avere qualche prova indiretta della teoria di Stojkovic. Si è infatti osservato che il flusso di energia principale di raggi cosmici con energie oltre 1 teraelettronvolt (livello comparabile con quelli dell&#8217;universo primordiale) sono allineati su un piano bidimensionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La scomparsa di dimensioni spaziali potrebbe poi essere osservata anche negli esperimenti condotti nell&#8217; LHC, grazie al probabile scattering planare ad alte energie.</p>
<p style="text-align: justify;">Stojkovic amette che una tale osservazione potrebbe essere un test molto eccitante delle idee da lui proposte. Egli ci tiene poi a puntualizzare che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che c&#8217;è qualcosa di sistematicamente sbagliato nelle nostre idee. Abbiamo bisogno di qualcosa di radicalmente nuovo, e questo è qualcosa di radicale e nuovo.&#8221;</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/PLANCK_FSM_03_Black_Regions_v02_B0.jpg"><img class="size-full wp-image-2078 aligncenter" title="PLANCK_FSM_03_Black_Regions_v02_B0" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/PLANCK_FSM_03_Black_Regions_v02_B0.jpg" alt="" width="570" height="367" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da <a href="http://www.universetoday.com/85159/did-the-early-universe-have-just-one-dimension/">universetoday.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Pianeti in orbita lunare</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/pianeti-in-orbita-lunare</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeti]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti come sarebbero Marte, la Terra, Nettuno o Giove se per qualche ignaro motivo fossero ad una distanza lunare dalla Terra? Il seguente video vi aiuterà a farvi un&#8217;idea alquanto fantascientifica ed affascinante. Scale from Brad Goodspeed on Vimeo. da bradblogspeed.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti come sarebbero Marte, la Terra, Nettuno o Giove se per qualche ignaro motivo fossero ad una distanza lunare dalla Terra? Il seguente video vi aiuterà a farvi un&#8217;idea alquanto fantascientifica ed affascinante.<br />
<span id="more-1951"></span></p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/19231255" width="601" height="338" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/19231255">Scale</a> from <a href="http://vimeo.com/bradgoodspeed">Brad Goodspeed</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong><br />
da <a href="http://bradblogspeed.com/what-would-neptune-look-like-if-it-orbited-ea">bradblogspeed.com</a></strong></p>
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		<title>Mappa di materia oscura con lenti gravitazionali</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/mappa-di-materia-oscura-con-lenti-gravitazionali</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 22:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Oscura]]></category>
		<category><![CDATA[Materia Oscura]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Succede sempre così. Più cose nuove si scoprono e più si amplia il mondo delle cose a cui non si riesce a dare una spiegazione. L&#8217;astrofisica rappresenta uno degli esempi più tipici. Tutti pensavano che, con l&#8217;elaborazione della teoria della relatività e la scoperta dell&#8217;espansione dell&#8217;universo, il quadro si fosse finalmente chiuso. Niente di più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Succede sempre così. Più cose nuove si scoprono e più si amplia il mondo delle cose a cui non si riesce a dare una spiegazione. L&#8217;astrofisica rappresenta uno degli esempi più tipici. Tutti pensavano che, con l&#8217;elaborazione della teoria della relatività e la scoperta dell&#8217;espansione dell&#8217;universo, il quadro si fosse finalmente chiuso. Niente di più sbagliato!!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/11/abell-hubble.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1889" title="Energia oscura" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/11/Energia-oscura.jpg" alt="" width="500" height="331" /><br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;">Pochi anni più tardi si scopri che la massa &#8220;visibile&#8221; ed interagente non bastava a spiegare gli strani movimenti rotatori di alcuni oggetti celesti. Più avanti nel tempo, sino ad arrivare ai recenti anni &#8217;90, si scopri che l&#8217;espansione dell&#8217;universo stava accelerando. Si dovette allora rivedere le stime di massa-energia dell&#8217;universo e a malincuore si crearono nuove grandezze sconosciute, &#8220;oscure&#8221; per spiegare questi fenomeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come avrete capito, sto parlando di materia oscura ed energia oscura. Uno dei strumenti più potenti offerti dalla moderna astronomia per studiare questi fenomeni è rappresentato dai cosiddetti telescopi di Einstein. La relatività generale stabilisce infatti che la massa distorce la trama dello spazio-tempo con un&#8217;intensità proporzionale alla massa stessa. Einstein riuscì a dimostrare che, a causa di questo fenomeno, la radiazione elettromagnetica poteva subire dei strani effetti di distorsione senza distinzione di lunghezza d&#8217;onda. Queste distorsioni sono molto simili a quelle delle normali lenti ottiche e, non a caso, vengono dette &#8220;lenti gravitazionali&#8221;. La luce, infatti, tende a percorrere vie che minimizzano il tempo del tragitto (linee brachistocrone) ed in uno spazio-tempo curvo non è detto che la linea retta sia la strada più breve.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi effetti possono essere utilizzati per studiare oggetti molto lontani e massicci che agiscono da lenti a corpi celesti ancora più lontani. Ma l&#8217;intensità del fenomeno dipende dalla massa e, se la massa visibile non è tutta quella che realmente dovrebbe esserci, l&#8217;effetto lente può essere utilizzato per identificare le quantità e le posizione della cosiddetta materia mancante, la materia oscura.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il caso del più recente lavoro di ricerca effettuato con il contributo del telescopio spaziale Hubble. Dopo lunghe esposizioni con il &#8220;cannocchiale&#8221; puntato sul superammasso di galassie di Abell (una delle più grandi strutture dell&#8217;universo visibile) e dopo lunghi e dettagliati studi sulle lenti gravitazionali del superammasso verso galassie più lontane, si è riusciti a riprodurre la più grande e dettagliata mappa di materia oscura mai effettuata.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/11/abell-hubble.jpg"><img class="size-medium wp-image-1888 aligncenter" title="abell-hubble" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/11/abell-hubble-585x600.jpg" alt="" width="585" height="600" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le regioni in azzurro nell&#8217;immagine di sopra rappresentano i grandi aloni di materia oscura che circondano ogni galassia dell&#8217;universo, compresa la nostra. L&#8217;idea di un alone di materia che permea la nostra stessa galassia con un&#8217;estensione di almeno 10 volte maggiore di quella della materia visibile fa venire i brividi. L&#8217;idea di un&#8217;intera galassia fatta di sola materia oscura che orbita la nostra fa salire ancora di più l&#8217;eccitazione. E se vi dico che la materia ordinaria rappresenta solo il 4% dell&#8217;intera materia dell&#8217;universo?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1890 aligncenter" title="DarkMatterPie" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/11/DarkMatterPie.jpg" alt="" width="590" height="329" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>da <a href="http://www.universetoday.com/78309/hubble-provides-most-detailed-dark-matter-map-yet/">UniverseToday</a></strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Quantum Atom Theory: nuova idea di tempo</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/quantum-atom-theory-nuova-idea-di-tempo</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 22:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quantum Atom Theory]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fisica moderna è divisa in tre parti principali: la teoria classica del moto di Newton, la teoria della relatività di Einstein ed infine le leggi di probabilità della fisica quantistica. Secondo una nuovissima teoria del tutto chiamata Quantum Atom Theory (evito la traduzione) solo una variabile nascosta può spiegare questo strano fenomeno probabilistico che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Fisica moderna è divisa in tre parti principali: la teoria classica del moto di Newton, la teoria della relatività di Einstein ed infine le leggi di probabilità della fisica quantistica.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Symmetry-Observer-2.jpg"><img class="size-full wp-image-1726 aligncenter" title="Symmetry Observer 2" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Symmetry-Observer-2.jpg" alt="" width="400" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Secondo una nuovissima teoria del tutto chiamata Quantum Atom Theory (evito la traduzione) solo una variabile nascosta può spiegare questo strano fenomeno probabilistico che sembra permeare l&#8217;universo. Il problema che si pone è che questa variabile deve potere influenzare tutta la materia dell&#8217;Universo dalla sua creazione fino ai giorni nostri. Seconda questa teoria la variabile misteriosa è il Tempo stesso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Mass-Energy.jpg"><img class="size-full wp-image-1722  aligncenter" title="Mass &amp; Energy" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Mass-Energy.jpg" alt="" width="400" height="283" /></a></p>
<p>Sappiamo che il tempo è una variabile perché esso si dilata quando un oggetto accelera a velocità vicine a quella della luce o quando si è attorno ad oggetti di grande massa. Il Tempo &#8220;si muove&#8221; alla velocità della luce e l&#8217;energia e la massa fungono da freno per formare la loro geometria dello spazio-tempo. Oggetti di grande massa e ad alte energie vedono il loro Tempo scorrere più lento.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/time-diagram-1.jpg"><img class="size-full wp-image-1723 aligncenter" title="time diagram 1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/time-diagram-1.jpg" alt="" width="400" height="283" /></a></p>
<p>Nella Quantum Atom Theory il Tempo il continuo fluire dello spazio-tempo è spiegato come l&#8217;assorbimento interno e l&#8217;emissione esterna di EMR (ElectroMagnetic Radiation) da parte degli atomi. Il Tempo viene inteso come un&#8217;onda e viene &#8220;emesso&#8221; dal suo raggio in tutte le direzioni per formare sfere di luce di EMR. Solo se le onde di luce vengono in contatto con un oggetto questo risponderà emettendo altri fotoni di energia quantizzata che avranno una posizione unica nello spazio e nel tempo. Questo è un processo continuo che da una direzione al Tempo e forma la geometria o la curvatura dello spazio-tempo. Il fatto che non possiamo predire con certezza la direzione del fotone riemesso dagli oggetti contribuisce a creare questo mondo probabilistico. Praticamente il Principio di Indeterminazione di Heisenberg è lo stesso principio del futuro indeterminato se non su base probabilistica. In questo modo si rompe anche la simmetria tra spazio e tempo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Planck.jpg"><img class="size-full wp-image-1724 aligncenter" title="Planck" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Planck.jpg" alt="" width="400" height="283" /></a></p>
<p>Al livello degli oggetti di tutti i giorni l&#8217;osservatore vede la moltiplicazione delle coppie fotone-elettrone che creano un&#8217;immagine temporanea dell&#8217;Universo momento per momento con la probabilità e statistica di esistere.</p>
<p>Questa teoria sembra anche spiegare in modo ragionevolmente semplice il motivo per cui vediamo gli oggetti distanti nel loro passato, variazioni del Tempo vicino alle grandi masse ed alte energie.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Inverse-circle-3.jpg"><img class="size-full wp-image-1725 aligncenter" title="Inverse circle 3" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/06/Inverse-circle-3.jpg" alt="" width="400" height="283" /></a></p>
<p>Forse può sembrare ovvia ma mi è sembrata una teoria molto interessante (per le mie limitate conoscenze del settore) e visitando il <a href="http://quantumartandpoetry.blogspot.com/">sito dell&#8217;autore</a> si possono soddisfare ulteriori curiosità e dubbi che possono sorgere (almeno due paradossi della relatività di Einstein vengono risolti). Trovate anche il suo <a href="http://www.youtube.com/user/nickharvey7#p/search/3/KeJXF9e7AO8">canale su YouTube</a> con degli interessanti video esplicativi.</p>
<p><strong><a href="http://quantumartandpoetry.blogspot.com/">http://quantumartandpoetry.blogspot.com/</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/user/nickharvey7#p/search/3/KeJXF9e7AO8">http://www.youtube.com/user/nickharvey7#p/search/3/KeJXF9e7AO8</a></strong></p>
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		<title>Stelle Nere e Stelle Oscure</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/stelle-nere-e-stelle-oscure</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 20:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buchi Neri]]></category>
		<category><![CDATA[Materia Oscura]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Seppure gli studi sull&#8217;universo lontano siano cominciati da relativamente pochi anni, ogni giorno fioccano promettenti teorie e nuove scoperte, rendendo l&#8217;astrofisica uno dei terreni più fertili della scienza moderna. La parte che senza dubbio incuriosisce di più scienziati e semplici appassionati è quella riguardante condizioni e fenomeni ai limiti della scienza  conosciuta come energia oscura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seppure gli studi sull&#8217;<strong>universo lontano</strong> siano cominciati da relativamente pochi anni, ogni giorno fioccano promettenti teorie e nuove scoperte, rendendo l&#8217;<strong>astrofisica</strong> uno dei terreni più fertili della scienza moderna. La parte che senza dubbio incuriosisce di più scienziati e semplici appassionati è quella riguardante condizioni e fenomeni ai limiti della scienza  conosciuta come <strong>energia oscura</strong>, <strong>materia oscura</strong> e singolarità come <strong>buchi neri</strong>. Questa disegno e progetto che noi chiamiamo Universo sembra permettere l&#8217;esistenza a qualsiasi fenomeno ed oggetto che complesse ed astratte relazioni matematiche prevedono.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1685 aligncenter" title="La Stoffa dell'Universo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/04/La-Stoffa-dellUniverso-600x322.jpg" alt="" width="600" height="322" /></p>
<p>Tra questi fenomeni al limite troviamo due nuovissimi teorie di stelle al limite della fisica: Stelle Nere e Stelle Oscure.</p>
<p>Le <strong>Stelle Nere</strong> rappresentano una alternativa all&#8217;esistenza di buchi neri perchè prevedono che <strong>stelle super-massiccie</strong> possano trovare un&#8217;altra via al collasso in una singolarità. Infatti una stella nera non ha bisogno di avere un orizzonte degli eventi perchè la velocità di collasso delle particelle dovrebbe essere molto più lenta di quella di un corpuscolo in caduta libera verso il centro della stella. Questa velocità rallentata sarebbe dovuta ad un fenomeno quantistico chiamato <em><strong>&#8220;polarizzazione del vuoto&#8221;</strong></em> . Ciò permetterebbe un collasso che non porti a strani effetti quantistici come presenza simultanea e sovrapposta di più particelle, fatto che porterebbe ad una singolarità. Tutto questo non significa che questo tipo di stella non sia un <strong>mostro di gravità ed energia</strong>. Infatti essa apparirebbe nera ed esternamente indistinguibile da un buco nero a causa della mostruosa gravità che fletterebbe la luce (distorcendo lo spazio intorno a sé) verso la sua superficie e quei pochi fotoni che riuscirebbero ad uscirne verrebbero comunque drasticamente spostati verso il rosso a lunghezze d&#8217;onda difficilmente rilevabili.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1686 aligncenter" title="I08-33-blackstar02" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/04/I08-33-blackstar02.jpg" alt="" width="514" height="517" /></p>
<p>Le <strong>Stelle Oscure</strong>, dal canto loro, seppure abbiano un nome molto simile alle precedenti, sono molto diverse. Esse si ipotizza siano esistite in un <strong>universo ancora giovane</strong> (anche se non si esclude che ne possano esistere tuttora) dove grandi quantità di materia ordinaria e materia oscura erano raggruppate con una <strong>discreta densità</strong>. Queste stelle emettevano radiazione grazie all&#8217;<strong>annichilazione tra le particelle di materia oscura</strong> che agiscono da antiparticelle di se stesse. La radiazione generata avrebbe però evitato che queste stelle si addensassero ai livelli di una normale stella dei giorni d&#8217;oggi. Questi corpi celesti si pensi abbiano avuto dimensioni molto estese e la radiazione emessa sarebbe stata così bassa da risultare<strong> invisibile ad occhio nudo</strong>. Quest&#8217;ultimo fatto è anche uno dei motivi per cui non si esclude l&#8217;esistenza di questi corpi celesti tutt&#8217;oggi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1687 aligncenter" title="DarkStar" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/04/DarkStar.jpg" alt="" width="400" height="373" /></p>
<p>La materia oscura resta ancora uno dei fatti più misteriosi di tutta la fisica moderna e le possibilità e le teorie su questa diventano ogni giorno sempre di più. Da recenti scoperte sembra infatti che questo particolare tipo di materia non sia poi così nascosta e che giochi un <strong>ruolo molto importante</strong> nei meccanismi dell&#8217;universo.</p>
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		<title>Universo senza tempo. Oltre il Big Bang.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 14:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Bang]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Oscura]]></category>
		<category><![CDATA[M-Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[Materia Oscura]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Neil Turok dell&#8217;Università di Cambridge e Paul Steinhardt professore di scienza e direttore del Princeton Center for Theoretical Science all&#8217; Università di Princeton immaginano  una teoria radicale sul pre Big Bang. Essi pensano che l&#8217;Universo in cui viviamo in realtà venne creato da una collisione ciclica di due Universi (che definiscono come brane tridimensionali più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Neil Turok</strong> dell&#8217;Università di Cambridge e <strong>Paul Steinhardt</strong> professore di scienza e direttore del Princeton Center for  Theoretical Science all&#8217; Università di Princeton immaginano  una <strong>teoria radicale sul pre Big Bang</strong>. Essi pensano che l&#8217;Universo in cui viviamo in realtà venne creato da una <strong>collisione ciclica di due Universi</strong> (che definiscono come brane tridimensionali più il tempo) che avviene ogni 10^12 o meglio 1000 miliardi di anni. Gli Universi si avvicinarono a causa dell&#8217;attrazione provocata dalla furiuscita di gravità di uno dei due.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Multiverse.jpg"><img class="size-full wp-image-1577 aligncenter" title="Multiverse" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Multiverse.jpg" alt="" width="523" height="459" /></a></p>
<p>Secondo questa visione, i fenomeni (ancora incogniti) che avrebbero causato l<strong>&#8216;inflazione dell&#8217;Universo</strong> dopo il Big Bang verrebbero rimpiazzati dal fatto che l&#8217;Universo che era già grande, piatto ed uniforme. L&#8217;<strong>energia oscura</strong> è vista come effetto della costante perdita gravitazionale dell&#8217;altro Universo sul nostro, cosa che guida l&#8217;espansione accelerata. Il Big Bang non viene visto come l&#8217;inizio dello spazio-tempo ma come un ponte verso un passato pieno di <strong>infiniti cicli evolutivi</strong>, ognuno accompagnato dalla creazione di nuova materia e dalla formazione di nuove galassie, stelle e pianeti.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Big-Bang.jpg"><img class="size-full wp-image-1576 aligncenter" title="Big-Bang" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Big-Bang.jpg" alt="" width="523" height="425" /></a></p>
<p>Turok e Steinhardt si sono ispirati ad un a conferenza di <strong>Burt Ovrut</strong>, fisico teorico e professore all&#8217;Università della Pennsylvania. Questi immaginava due brane di universi come il nostro, separate da una <strong>infinitesima distanza</strong> di 10^-32 metri. Secondo lui non ci dovrebbe essere comunicazione tra gli universi ad eccezione della spinta gravitazionale del nostro universo gemello, che potrebbe attraversare il piccolo gap tra i due.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Multiversowiki.jpg"><img class="size-medium wp-image-1578 aligncenter" title="Multiversowiki" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Multiversowiki-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>La teoria di Ovrut spiegerebbe anche gli effetti della <strong>materia oscura</strong>, effetti visibili in aree dell&#8217;Universo dove la gravità suggerisce che dovrebbero essere più pesanti della materia visibile effettivamente presente. Con la loro teoria, i fastidiosi problemi che circondano il Big Bang (inizio da cosa e causata da chi o che cosa?) vengono rimpiazzati da una <strong>eterno ciclo cosmico</strong> dove l&#8217;energia oscura non è più una misteriosa quantità sconosciuta, ma piuttosto una forza gravitazionale extra che guida l&#8217;<strong>interazione universo-universo</strong> (brana-brana).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Bubble-Universes.jpg"><img class="size-full wp-image-1579 aligncenter" title="Bubble-Universes" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2010/02/Bubble-Universes.jpg" alt="" width="315" height="324" /></a></p>
<div>Quì di seguito il video di una conferenza di Neil Turok.</div>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="446" height="326" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/NeilTurok_2008-stream-Autodesk_xxlow.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/NeilTurok-2008.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=232&amp;introDuration=25000&amp;adDuration=0&amp;postAdDuration=0&amp;adKeys=talk=neil_turok_makes_his_ted_prize_wish;year=2008;theme=africa_the_next_chapter;theme=ted_prize_winners;theme=how_we_learn;event=TED2008;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="446" height="326" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/NeilTurok_2008-stream-Autodesk_xxlow.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/NeilTurok-2008.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=232&amp;introDuration=25000&amp;adDuration=0&amp;postAdDuration=0&amp;adKeys=talk=neil_turok_makes_his_ted_prize_wish;year=2008;theme=africa_the_next_chapter;theme=ted_prize_winners;theme=how_we_learn;event=TED2008;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" bgcolor="#ffffff" wmode="transparent" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div><strong>da <a href="http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2010/02/what-came-before-the-big-bang-two-of-the-worlds-leading-physicists-present-a-radical-theory.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+TheDailyGalaxyNewsFromPlanetEarthBeyond+%28The+Daily+Galaxy%3A+News+from+Planet+Earth+%26+Beyond%29&amp;utm_content=Google+Reader">DailyGalaxy</a></strong></div>
<div><strong>libro degli autori: <a href="http://endlessuniverse.net/">Endless Universe &#8211; Beyond the Big Bang</a><br />
</strong></div>
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		<title>Il suono  di una Pulsar</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pulsar]]></category>
		<category><![CDATA[Stelle di Neutroni]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tanti di voi sapranno già le Pulsar sono stelle molto dense, resti di esplosione di supernovae, con un numero di neutroni molto maggiore rispetto ai protoni e quindi altrimenti dette stelle di neutroni. La loro particolarità da cui deriva anche il nome è che emettono radiazioni elettromagnetiche ad intervalli molto regolari come delle pulsazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tanti di voi sapranno già le <strong>Pulsar</strong> sono stelle molto dense, resti di esplosione di supernovae, con un numero di neutroni molto maggiore rispetto ai protoni e quindi altrimenti dette<strong> stelle di neutroni</strong>. La loro particolarità da cui deriva anche il nome è che emettono radiazioni elettromagnetiche ad intervalli molto regolari come delle pulsazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1211 aligncenter" title="pulsar" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/07/pulsar.jpg" alt="pulsar" width="600" height="298" /></p>
<p>Quello che vorrei mostrarvi è l&#8217;equivalente delle loro <strong>pulsazioni</strong> sotto forma di suono udibile alle nostre orecchie.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=5cpY5qZLbMM</p>
<p>Questo è il suono della <strong>Pulsar Vela </strong>che ha un periodo di rotazione di 1/11 s. Sembra quasi <strong>musica elettronica/house</strong> delle discoteche di oggi. Se volete sentire altre pulsar con periodi di rotazione diversi vi rimando a <a href="http://www.jb.man.ac.uk/~pulsar/Education/Sounds/sounds.html">questa pagina</a>. Potrete sentire suoni dalla lenta normale Pulsar B0329+54 ( 1,4 rot/s ) alla velocissima Pulsar B1937+21 ( 642 rot/s ), seconda pulsar più veloce tra quelle che conosciamo. La più veloce è Pulsar J1748-2446ad con 716 rotazioni al secondo. La superficie di queste ultime due stelle si muove a circa <strong>1/7 della velocità della luce</strong>, il che ci fa capire la loro immensa gravità capace di tenere tutto compatto a dispetto della grandissima forza centrifuga.</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=9ioriGSOaLg</p>
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		<title>La &quot;fotocamera&quot; che ha cambiato l&#039;universo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 12:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[Galassie]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tanti sapranno già lo Space Shuttle Atlantis è partito qualche giorno fà, diretto al Telescopio Spaziale Hubble per una missione di aggiornamento strumentale. E&#8217; difficile credere che  Hubble sia sopra le nostre teste da più di 19 anni, ed ha aiutato a rivoluzionare il nostro modo di vedere l&#8217;Universo, dal misurare la costante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tanti sapranno già lo <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Atlantis">Space Shuttle Atlantis</a></strong> è partito qualche giorno fà, diretto al <strong><a href="http://hubblesite.org/gallery/">Telescopio Spaziale Hubble</a></strong> per una <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8044041.stm">missione di aggiornamento strumentale</a>. E&#8217; difficile credere che  Hubble sia sopra le nostre teste da più di <strong>19 anni</strong>, ed ha aiutato a rivoluzionare il nostro modo di vedere l&#8217;<a href="http://julianajazi.com/blog/category/universo">Universo</a>, dal misurare la costante di Hubble alla scoperta dell&#8217;<a href="http://julianajazi.com/blog/category/universo/energia-oscura">Energia Oscura</a>. Ancora oggi continua a stupirci e riempierci di foto e informazioni.</p>
<p>Oggi vorrei concentrarmi su uno strumento speciale di questo straordinario telescopio: l&#8217; <strong><a href="http://www.stsci.edu/hst/wfpc2">WFPC2</a></strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1092 aligncenter" title="ch2_instrumenta" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/ch2_instrumenta.jpg" alt="ch2_instrumenta" width="550" height="432" /></p>
<p>Questa &#8220;fotocamera&#8221;, la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wide_Field_and_Planetary_Camera_2">Wide Field and Planetary Camera 2</a>, installata nel 1993, ha fatto le foto più straordinarie che il telescopio Hubble (o <em>qualsiassi altro telescopio </em>) abbiamo mai scattato. Lunedì scorso è stato l&#8217;ultimo giorno di lavoro di questo strumento.</p>
<p>Quando guardiamo al cielo notturno possiamo notare che ci sono aree piene di stelle ed aree nere, vuote, dove il nulla regna sovrano. Guardando con un binocolo notiamo che non era proprio così, che qualcosa c&#8217;è e ciò viene confermato meglio con un telescopio.</p>
<p>Nel 1995 hanno deciso di fare un interessante esperimento con il telescopio spaziale Hubble. Hanno preso una <strong>porzione di spazio oscura</strong>, completamente priva di stelle, galassie o qualsiassi cosa che ci possa interessare. Hanno deciso di puntare il telescopio su queste zona per giorni interi, incuriositi da quello che ne sarebbe risultato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1093 aligncenter" title="hubble_deep_field_location" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/hubble_deep_field_location.jpg" alt="hubble_deep_field_location" width="550" height="551" /></p>
<p>L&#8217; immagine è solo 1 grado da tutte le parti, o meglio solo l&#8217;<strong>0,005% del cielo notturno</strong>. Per farvi capire quanto piccola è quest&#8217;area di spazio consideriamo che il cielo notturno è di circa 20 000 gradi quadrati, mentre la piccola area è minore di 0,002 gradi quadrati!  Ci sono 5 stelle in quest&#8217;area e ( prima di Hubble ) questo era tutto quello che sapevamo. Essa appariva così:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1094 aligncenter" title="hdf-pre-hubble" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/hdf-pre-hubble.jpg" alt="hdf-pre-hubble" width="550" height="556" /></p>
<p>Nel lasso di 10 giorni, <strong>WFPC2</strong> ha scattato <strong>342 foto dell&#8217;area</strong>, contando un fotone di qua e un fotone di la, senza risultati rilevanti per minuti interi. Dopo 10 giorni però quello che gli astronomi si ritrovarono davanti di quest&#8217;area fu questo:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/hubbledeepfield800px.jpg"></a><a class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);" href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/hubbledeepfield800px.jpg"><img title="Click to enlarge" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/hubbledeepfield550px.jpg" alt="image" /></a></p>
<p>(Clicca sull&#8217;immagine per la versione in alta risoluzione )</p>
<p>Vi rendete conto di quanto straordianria sia questa immagine?<strong> </strong>Ogni punto di luce che non sia una delle 5 stelle di prima è se stesso <strong>una galassia!</strong> Non avevamo idea di quanto denso e pieno di materia fosse l&#8217;universo prima di questa immagine di Hubble. Riuscite a dirmi quante galassia ci sono in questa immagine? Nessuna idea di quante galassie ci siano in 0,003 gradi quadrati di cielo? Beh  prendiamo una parte dell&#8217;immagine ingrandita corrispondente al 3% della foto completa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1097 aligncenter" title="3percenthdf" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/05/3percenthdf.jpg" alt="3percenthdf" width="550" height="486" /></p>
<p>Quante ne contate? E ricordate che ogni singolo punto di luce è una galassia! Ce ne sono circa 130, una più, una meno. Se facciamo un pò di calcoli ed estendiamo questo al cielo di entrambi gli emisferi (circa 40 000 gradi quadrati), troviamo che ci sono 10^11 galassie inell&#8217;Universo, o <strong>100,000,000,000 galassie!</strong></p>
<p>Ricordatevi che non più lontano di 100 anni fa credevamo che la nostra fosse l&#8217;unica galassia.</p>
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		<title>Gravità Quantistica a Loop e Big Bounce</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 21:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Bang]]></category>
		<category><![CDATA[Big Bounce]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Gravità a Loop]]></category>
		<category><![CDATA[Quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle cose che più mi affascinano è, come ho già scritto su altri articoli, l&#8217;universo e di questo mi intrigano sempre le teorie astrofisiche sulle cose più lontane e remote. Questa volta vorrei parlarvi di come il mondo in cui viviamo possa essere nato o si sia evoluto. Ho scritto evoluto non a caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose che più mi affascinano è, come ho già scritto su altri articoli, l&#8217;<strong>universo</strong> e di questo mi intrigano sempre le <strong>teorie astrofisiche</strong> sulle cose più lontane e remote. Questa volta vorrei parlarvi di come il mondo in cui viviamo possa essere nato o si sia evoluto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-662 aligncenter" title="earth" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/earth.jpg" alt="earth" width="450" height="238" /></p>
<p>Ho scritto evoluto non a caso perché è possibile che questo universo non abbia un inizio e neanche una fine, è possibile che <strong>faccia parte solamente di un ciclo</strong>. Questa teoria di <strong>Martin Bojowald</strong> (ricercatore astrofisico e membro dell&#8217;<em>Institute for Gravitation and the Cosmos</em> alla <em>Pennsylvania State University</em>) e del suo team di ricerca all&#8217;avanguardia nel settore, viene chiama teoria del<strong> Big Bounce</strong>.</p>
<p><span id="more-540"></span>Già gli antichi greci, con <strong>Leucippo,</strong> immaginarono che la materia fosse costituita da unità elementari che chiamarono atomi (indivisibile), a cui <strong>Rutherford</strong> nel 1911 diede un modello ad orbitali successivamente migliorato da <strong>Bohr</strong> nel 1913 con gli orbitali di energia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-639 aligncenter" title="atomo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/atomo.gif" alt="atomo" width="337" height="314" /></p>
<p>Dopo Bohr ci vollero una trentina di anni  prima che tutta la comunità scientifica accettasse questa visione degli atomi, cambiamento dovuto sopratutto alle nuove <strong>equazioni degli orbitali di Schrodinger</strong> negli anni &#8217;20 e al <strong>principio di indeterminazione di Heisenberg</strong> che descrissero molto più dettagliatamente la struttura atomica. Infine, dopo le deduzioni e gli esperimenti dei più grandi <strong>padri della quantistica</strong> citati prima,si ebbe la prova definitiva con la visione dell&#8217;atomo al microscopio nel 1951 da parte di <a href="http://www.phys.psu.edu/visitors/about_us/history/mueller/"><strong>Erwin Muller</strong></a>.</p>
<p>Il percorso della materia costituita da atomi e lo stesso di quello teorizzato da <strong>Bojowald </strong>per lo spazio e per il tempo, anch&#8217;essi secondo lui caratterizzati da una struttura a piccola scala costituita dai cosiddetti <em>&#8220;atomi di spazio-tempo&#8221;</em>. Questi si ritiene misurino sull&#8217;ordine dei 10^-35 m, parecchi ordini di grandezza più piccoli di elettroni, leptoni , quark e altre particelle subatomiche e quindi non osservabili con i moderni strumenti che arrivano fino a 10^-18 m.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-655 aligncenter" title="gravity" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/gravity.jpg" alt="gravity" width="450" height="338" /></p>
<p>Seppure scettica a molti studiosi, questa teoria promette molto soprattutto perché spiega paradossi della moderna astrofisica e del <strong>big bang</strong> dove pure <strong>la relatività generale fallisce</strong>. Infatti, la teoria del big bang dice che il tutto sia iniziato (spazio e tempo) con l&#8217;esplosione di una <strong>singolarità primordiale</strong> avente, secondo la teoria della relatività generale (ampiamente accettata come moderna teoria della gravità), temperatura e densità infinite. Il <strong>termine infinito</strong> però convince molto di più un matematico che un fisico (soprattutto se quantistico), a cui viene naturale ed istintivo dubitare di certi stati.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-648 aligncenter" title="dice" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/dice.jpg" alt="dice" width="450" height="288" /></p>
<p>Quello che si sta cercando di fare oggi è di andare oltre la relatività di Einstein ed elaborare una teoria della gravità &#8220;quantistica&#8221; che riunisca questi due mondi per ora molto diversi (per chi fosse interessato rimando al famoso <a href="http://digilander.libero.it/moses/einstein02.html">dissidio tra Bohr ed Einstein</a> con quest&#8217;ultimo <a href="http://startswithabang.com/?p=1304">erroneamente scettico sulla teoria quantistica</a>).</p>
<p>Si sono formulate alcune teorie basate su questi principi come la <strong>Teoria delle Stringhe</strong> o le <em>Triangolazioni Dinamiche Casuali</em> ma quella che desta maggiormente il nostro interesse è la <em><strong>Gravità Quantistica a Loop</strong></em>, ricavata da una riformulazione matematica della relatività generale resa simile alla <em>teoria classica dell&#8217;elettromagnetismo</em>. Questa teoria prevede esplicitamente l&#8217;esistenza degli <strong>atomi dello spazio-tempo</strong>, concetto tra l&#8217;altro estraibile anche dalle altre precedenti due che ammettono distanze sufficientemente piccole indivisibili.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-654 aligncenter" title="string" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/string.jpg" alt="string" width="450" height="227" /></p>
<p>Il punto di forza della gravità a loop sta nel fatto che è molto più intuitiva nel spiegare fenomeni in cui la gravità è molto forte e nella sua capacità di descrivere la <strong>fluidità dello spazio-tempo</strong>, due fenomeni in continua evoluzione. Gli atomi dello spazio-tempo formano una fitta rete apparentemente continua (relatività generale e spazio continuo) ma nei casi di grande energia (singolarità del Big Bang) la struttura discreta diventa molto importante.</p>
<p>Per applicare ai modelli matematici questa teoria, Bojowald e il suo gruppo hanno dovuto semplificare molte le cose, trascurando fenomeni poco importanti nella risoluzione di equazioni che in questo caso sono <strong>equazioni alle differenze</strong> (trattandosi di modelli discreti), versione discreta delle equazioni differenziali.</p>
<p>I risultati emersi da queste <strong>simulazioni</strong> hanno sorpreso non poco. Generalmente la gravità è una forza attrattiva. Un corpo tende a collassare sotto l&#8217;azione del suo stesso peso, e se la massa è abbastanza grande, il tutto collassa in un punto chiamato singolarità esattamente come in un buco nero. I risultati delle equazioni alle differenze suggeriscono che nelle condizioni di altissima densità ed energia di una singolarità la <strong>gravità si trasforma in una forza repulsiva</strong>. Per capire meglio facciamo l&#8217;esempio di una <strong>spugna porosa</strong> (lo spazio) che imbeviamo di acqua (massa ed energia). La spugna può raccogliere fino ad una certa quantità di acqua ed arrivata al limite oltre a non raccoglierne più ne respinge. Così la singolarità del big bang aveva sì una densità elevatissima tale da far rientrare nello spazio di un protone la massa di una galassia ma era una densità finita. Arrivati al limite di <strong>porosità energetica e di massa dello spazio</strong> è scoppiato il big bang e la gravità è divenuta repulsiva accelerando l&#8217;espansione dell&#8217;universo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-656 aligncenter" title="spugna_sequoia" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/spugna_sequoia.jpg" alt="spugna_sequoia" width="400" height="400" /></p>
<p>La forza della <strong>gravità a loop</strong> sta anche nel fatto che non ha bisogno di introdurre concetti altrimenti non prevedibili dalla teoria perché il tutto viene spiegato dalle equazioni alle differenze e della <strong>struttura porosa</strong> ad atomi dello spazio-tempo.</p>
<p>Il nostro universo potrebbe non essere partito da zero nel Big Bang ma derivare da un universo precedente collassato dalla gravità attrattiva che arrivata al punto massimo di energia dello spazio si è trasformata in gravità repulsiva espandendo lo spazio fino ad arrivare ai giorni nostri. Se questo fosse vero, bisognerebbe rivedere l&#8217;effettiva età del nostro universo che potrebbe essere conseguenza di molteplici mutazioni <strong>gravità attrattiva-gravità repulsiva</strong>, salti di gravità riassunti nel termine inglese <strong>&#8220;Big Bounce&#8221;</strong> ( grande rimbalzo ).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-649 aligncenter" title="big-bounce" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2009/03/big-bounce.jpg" alt="big-bounce" width="400" height="354" /></p>
<p>Dalle prime simulazioni è emerso che questi rimbalzi sono molto simmetrici, tali da farci risalire all&#8217;universo precedente. Simulazioni più dettagliate però fanno rivelato che nella miscela della singolarità le leggi quantistiche mescolavano in modo praticamente casuale il tutto, distruggendo la storia precedente. I risultati indicano che l&#8217;<strong>universo attuale è l&#8217;immagine riflessa dell&#8217;universo precedente</strong>. Questo però non permette di ricavare tutte le informazioni perché certe particelle elementari non sono perfettamente simmetriche rispetto alla riflessione.</p>
<p>I prossimi traguardi da raggiungere sono sicuramente quelli della <strong>scoperta</strong> ovviamente per via indiretta <strong>degli atomi dello spazio-tempo</strong> dalle loro proprietà risultanti dalle equazioni alle differenze. Essi, infatti, <strong>deflettono pure i fotoni della luce</strong> a seconda della loro lunghezza d&#8217;onda. Lo studio di <strong>onde gravitazionali</strong> e <strong>neutrini</strong> sono allo stesso modo importanti per risultati in questo settore a causa della loro debole interazione con la materia e quindi alla loro capacità di trasportare informazioni sulla singolarità del big bang, se non su quello che avveniva prima.</p>
<p>Fonti: <strong>Martin Bojowald da LeScienze 12/08</strong> e vari siti internet</p>
<p>per approfondire sulla gravità a loop : <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gravit%C3%A0_quantistica_a_loop">wikipedia</a> ( sembra fatta bene ) a dispetto della fama di questo sito</p>
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		<title>Large Hadron Collider: il grande giorno!!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 13:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buchi Neri]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grande giorno è arrivato. Oggi 10 settembre 2008 sono iniziati i primi test con l&#8217;LHC ( Large Hadron Collider ), il più grande acceleratore di particelle mai costruito caratterizzato da una circonferenza di circa 27Km e situato vicino a Ginevra in media a 100 metri sotto terra. Questo acceleratore è costato circa 9 miliardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande giorno è arrivato. Oggi <strong>10 settembre 2008</strong> sono iniziati i primi test con l&#8217;LHC ( <strong>Large Hadron Collider</strong> ), il più grande acceleratore di particelle mai costruito caratterizzato da una circonferenza di circa <strong>27Km</strong> e situato vicino a Ginevra in media a 100 metri sotto terra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/lhc1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="lhc1" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/lhc1.jpg" alt="" width="450" height="293" /></a></p>
<p>Questo acceleratore è costato circa <strong>9 miliardi di dollari</strong> e in esso vengono le poste le speranze di tutti i fisici e scienziati che vogliono scoprire le basi dell&#8217;<strong>universo</strong> ricreando le condizioni della sua formazione, cioè gli attimi immediatamente successivi all <strong>Big Bang</strong>. E&#8217; il più grande esperimento di tutti i tempi!!</p>
<p><span id="more-375"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-388 aligncenter" title="cern_indicazione" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/cern_indicazione.jpg" alt="" width="450" height="252" /></p>
<p>L&#8217;obbiettivo principale dell&#8217;acceleratore del <strong>CERN</strong> ( European Organization for Nuclear Research &#8211; gruppo di scienziati inventori tra l&#8217;altro di del Wordl Wide Web cioè di Internet ) è svelare i segreti della fisica delle particelle e risolvere il mistero dell&#8217;<strong>origine dell&#8217;universo</strong>. Per scoprire questo si fanno scontrare ad altissima velocità ioni,protoni e nuclei di atomi ad energia dell&#8217;ordine dei TeV. Quello che si spera di più è di dimostrare l&#8217;esistenza del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs"><strong>bosone di Higgs</strong></a>, il responsabile di quella proprietà della materia detta massa. Questo bosone e altre particelle per ora solamente teoriche consentirebbero di riempire i buchi presenti nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Modello_Standard"><strong>Modello Standard</strong></a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-394 aligncenter" title="bigbang" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/bigbang.jpg" alt="" width="450" height="303" /></p>
<p>Altre importantissime domande a cui potrebbero rispondere gli esperimenti condotti con l&#8217;LHC sono la natura della <strong>Materia Oscura</strong> e dell&#8217;<strong>Energia Oscura</strong> ( costituenti del 95% dell&#8217;universo ), l&#8217;esistenza o meno di dimensioni oltre le 4 conosciute ( lunghezza, larghezza, altezza e tempo ),capire meglio gli <strong>stati plasmatici</strong> della materia e tante altre cose.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-381" title="cernpanorama" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/cernpanorama.jpg" alt="" width="450" height="406" /></p>
<p>Per rilevare tutti i fenomeni e le particelle non si farà uso solo dell&#8217;LHC ma anche di altri acceleratori minori ( <strong>SPS</strong>, <strong>PS</strong>, &#8230;) e rilevatori fatti apposta per un certo tipo di particella ( <strong>ALICE</strong>, <strong>CMS</strong>, <strong>LHC-b</strong>, &#8230; ) tutti situati nella stessa area al confine tra Francia e Svizzera e nella periferia di Ginevra e tutti di proprietà del CERN.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-383" title="acceleratori_cern" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/acceleratori_cern.jpg" alt="" width="450" height="596" /></p>
<p>Per circa un mese a partire da oggi non ci saranno comunque collisioni ma solo lavori di <strong>sincronizzazione</strong> e si faranno passare dei <strong>protoni</strong> attraverso l&#8217;LHC per testare i dispositivi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-390 aligncenter" title="lhc_3d" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/lhc_3d.jpg" alt="" width="450" height="206" /></p>
<p>Per chi dice e pensa che l&#8217;LHC genererà buchi neri in grado di ighiottire la Terra la risposta è no, il Large Hardon Collider è assolutamente sicuro. Si potrebbero formare dei <strong>mini buchi neri</strong> perchè permessi dai calcoli matematici effettuati ma gli stessi calcoli dicono che questi proto buchi neri svanirebbero o meglio evaporerebbero nel nulla emettendo solamente una radiazione ( <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_di_Hawking">radiazione di Hawking</a></strong>) in un tempo di circa .000000000000000000000000001 secondi. Essi avrebbero un energia molto minore dei <strong>raggi cosmici</strong> che colpiscono ogni giorno la Terra. Ci tenevo a precisare questo perchè su tanti blog e giornali web si parla di più di questa stupidaggine che dei benifici che deriverebbero dagli esperimenti del CERN.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-387 aligncenter" title="mini_buchi-neri" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/mini_buchi-neri.jpg" alt="" width="450" height="310" /></p>
<p>Coumque per festeggiare l&#8217;evento Google ha risposto con i suoi soliti loghi <strong>Google Doodle</strong> che ricordano eventi o persone. Ecco quello dedica al&#8217;LHC:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-389 aligncenter" title="google_lhc" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2008/09/google_lhc.jpg" alt="" width="450" height="148" /></p>
<p>Per chi volesse seguire in diretta tramite videostreaming gli esperimenti condotti al CERN basta che incolli il seguente indirizzo in <strong>VLC</strong> nella sezione File/Apri Flusso di Rete/Personalizza:</p>
<p style="text-align: center;">mms://qstream-live.qbrick.com/00862live80910</p>
<p>Io personalmente auguro un <strong>buon lavoro</strong> ai migliori fisici e scienziati europeri o forse mondiali che sono proprio curioso cosa scopriranno di questo affascinante mondo chiamato <strong>UNIVERSO</strong>!!</p>
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