Eccomi che ritorno a parlare di questo affascinante mondo chiamato Universo. Stavolta ho deciso di scrivere di Nemesis, il cosidetto “gemello oscuro” del nostro Sole.

Essa è una ipotetica stella situata oltre l’orbita di Plutone, la fascia di Kuiper e la Nube di Oort che sembra influenzare a intervalli abbastanza regolari il Sistema Solare.
Nemesis dovrebbe essere una Nana Bruna che si muove su un’orbita ellittica, con una distanza dal Sole che varia da 1 a 3 anni luce, ed un periodo di 26 milioni di anni. Questa stella è difficile da trovare vista la sua scarsa luminosità e la sua massa di pochi ordini di grandezza maggiore a quella dei nostri pianeti giganti( caratteristiche tipiche di una Nana Bruna ).

Tutto questo vuol dire che ogni 26 milioni di anni questa ipotetica compagna del Sole passa attraverso la nube di Oort ( un ammasso di trilioni di proto-comete situato ad una grande distanza dal Sole). Durante tale passaggio Nemesis perturba l’ordine del Sistema Solare che diventa a dir poco caotico. Miliardi di proto-comete e asteroidi di tutte le dimensioni della nube di Oort vengono disturbate nella loro orbita e vengono gravitazionalmente scagliate all’interno del sistema solare. Alcune decine di migliaia di anni dopo, sulla Terra si nota un notevole aumento nel numero di comete e asteroidi intersecanti l’orbita del nostro pianeta. Visto il loro grandissimo numero, comete e asteroidi che raggiungono il sistema solare interno hanno probabilità che colpiscano la terra quasi uguali a 1, cioè impatto inevitabile.

Alcuni scienziati studiando le grandi estinzioni di massa sulla terra grazie alle testimonianze geologiche di crateri trovati un pò dappertutto ( Australia, Antartide, Siberia, America ) sono riusciti a fare un quadro della situazione generale. Da questo appare che all’incirca ogni 26 milioni di anni si è verificata una grande estinzione nelle forme viventi terrestri. La più conosciuta di queste estinzioni è naturalmente quella dei dinosauri, avvenuto all’incirca 65 milioni di anni fa quando un gigantesco asteroide colpì la Terra al largo dell’odierna penisola Yucatan in Messico.

Secondo quest’ipotesi, tra circa 13 milioni di anni sarà tempo per la prossima estizione di massa.
Questa ipotetica “compagna mortale” del Sole è stata suggerita nel 1985 da Daniel P. Whitmire e John J. Matese ( nella foto sotto da sinistra a destra ), dell’University of Southern Lousiana. Essa ha anche ricevuto il nome Nemesis, appunto.

La cosa strana dell’ipotesi di Nemesis è che non c’è alcuna prova dell’esistenza di una stella compagna del Sole. Non deve essere molto luminosa né molto massiccia: una stella molto più piccola e fioca del Sole dovrebbe andare bene, una nana bruna o nera (un corpo simile ad un pianeta, non abbastanza massiccio per iniziare a “bruciare idrogeno” come una stella). È possibile che questa stella sia già stata catalogata, senza che nessuno abbia notato nulla di particolare, vale a dire l’enorme moto apparente di questa stella rispetto allo sfondo delle stelle più distanti (cioè la sua parallasse). Se essa dovesse essere trovata, pochi dubiterebbero che sia la causa primaria delle periodiche estinzioni di massa sulla Terra.

Ma questa è anche voglia di potenza mitica. Se un antropologo di una generazione precedente avesse sentito una storia simile, il dotto libro che ne sarebbe derivato avrebbe senza dubbio usato parole come ‘primitiva’ o ‘pre-scientifica’. Considerate questa storia:
“ C’è un altro Sole nel cielo, un Sole Demonio che noi non possiamo vedere. Tanto tempo fa, ben prima del tempo della bisnonna, il Sole Demonio attaccò il nostro Sole. Le comete caddero e un terribile inverno dominò sulla Terra. Quasi tutta la vita venne distrutta. Il Sole Demonio aveva già attaccato molte volte in precedenza. Esso attaccherà ancora. “
Questo spiega perché alcuni scienziati pensarono che la teoria di Nemesis fosse uno scherzo, quando ne sentirono parlare per la prima volta: un Sole invisibile che attacca la Terra con le comete fa pensare ad una fissazione o ad un mito. Ma ciò si merita un’ulteriore dose di scetticismo per questa ragione: l’uomo corre sempre il pericolo di ingannarsi. Ma anche se la teoria è ipotetica, essa è seria e rispettabile, poiché la sua idea principale può essere messa alla prova: trovate la stella ed esaminate le sue caratteristiche.

Tuttavia, visto che il satellite IRAS ( nella foto sopra ) ha svolto l’esame di tutto il cielo nell’infrarosso lontano senza trovare nessuna “Nemesis”, l’esistenza di questa stella appare molto improbabile.
Beh che dire questa volta ho voluto scrivere di qualcosa che va più nel mito che nella realtà delle cose. Scommetto che in molti di voi avrebbero preferito un finale diverso, cioè che questa stella fosse esistita veramente e che molti avevano già sentito di questa affascinante ipotesi. Non preoccupatevi però che ci sia qualcosa che disturba l’orbita di Nettuno e Urano è un fatto risaputo ma che cosa sia questo corpo o forza non si è ancora riusciti a capire…Voi che ne dite??
da astrofilitrentini.it e da fonti varie
13/08/2009 ore 02:21
A DIRE IL VERO CI SONO DUE ERRORI:
1:MULLER IPOTIZZO’ NEMESIS DOVREBBE ESSERE UNA NANA ROSSA ANZICHE’ BRUNA.
2:L’IRAS IN REALTA’ TROVO’ QUALCOSA:GUARDA TU STESSO:http://expianetadidio.blogspot.com/2009/08/nibiru.html
23/08/2009 ore 09:20
Sul documentario dal quale ho preso spunto per questo articolo parlavano di una brown dwarf (nana bruna) e anche su wikipedia sono indecisi tra le due. Comunque cambia solo la luminosità e una nana rossa dovrebbe essere più visibile.
Se quello che l’IRAS trovò fosse stata una stella nana vicina a noi, non sarebbe stato poi così tanto difficile classificarla…
26/09/2009 ore 09:58
la verità è k per un lungo per un breve periodo la notizia fece la sua capolino sui giornali dell’epoca che dicevano OGGETTO GIGANTE confonde gli astronomi..poi non si seppe più nulla.
Come se la notizia fosse stata messa a tacere.
26/09/2009 ore 12:44
Ne hai scritte di cose sul tuo sito…
Comunque di corpi planetari nani oltre Plutone ne sono stati già scoperti e sono stati classificati. Come puoi vedere da questa immagine uno di questi, Eris, è addirittura più grande di Plutone. Un pianeta gigante, perlopiù gassoso, nella fascia di Kuiper è abbastanza improbabile che sia nato con il sistema solare. Che sia così grande da non dico permettere le fusioni termonucleari ma permettere la fusione di litio e deuterio per generare una lieve luce rossa molto più visibile all’infrarosso e quindi venire classificato come nana bruna è molto meno probabile.
Quello che invece è possibile è che essendo queste stelle molto piccole e poco luminose se ne trovino nell’immenso spazio interstellare tra il nostro sistema solare e la stella conosciuta più vicina a noi (il sistema di tre stelle di Aplha Centauri). La loro nascita non dovrebbe in nessun modo essere collegata a quella del sistema solare.
Comunque il nuovo satellite Herschel lanciato dall’ESA è stato costruito apposta per studiare i corpi non visibili alle normali lunghezze d’onda ma con intense emissioni nell’infrarosso. Studieranno le protostelle che si nascondono dietro alle nubi di gas e polveri e anche tante nane brune ad oggi invisibili.
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