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	<title>JulianAjazi.com</title>
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		<title>Windows 8 non si spegne?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 20:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Operativo]]></category>

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		<description><![CDATA[Windows 8, il non più giovane sistema operativo di Microsoft, sta cercando di affermarsi con scarso successo in un mondo dominato dai suoi antenati windows 7 e windows xp. Seppure esso si ponga come un netto miglioramento di 7 in termini di prestazioni e user experience, soffre ancora di qualche piccolo bug o crash tipico [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Windows 8, il non più giovane sistema operativo di Microsoft, sta cercando di affermarsi con scarso successo in un mondo dominato dai suoi antenati windows 7 e windows xp. Seppure esso si ponga come un netto miglioramento di 7 in termini di prestazioni e user experience, soffre ancora di qualche piccolo bug o crash tipico dei nuovi nati.</p>
<p><span id="more-2255"></span><br /> <a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2013/03/win8.jpg"><img class="size-large wp-image-2256 aligncenter" alt="win8" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2013/03/win8-600x375.jpg" width="600" height="375" /></a></p>
<p>Ultimamente mi è capitato che il sistema non si spegneva nessun comando da pulsanti o da console. Già che trovare il pulsante di spegnimento in Windows 8 è una vera impresa, se dopo ci si mette che questo non funziona neanche, allora la situazione diventa snervante.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2013/03/win8a.jpg"><img class="size-large wp-image-2257 aligncenter" alt="win8a" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2013/03/win8a-600x375.jpg" width="600" height="375" /></a></p>
<p>A questo si aggiunge il fatto che uno strano processo (wininit.exe) utilizza il 50% della CPU dopo avere premuto il pulsante di arresto senza che però succeda nulla (a parte il surriscaldamento del PC).</p>
<p>Bene a tutto questo c&#8217;è una soluzione: basta cambiare una chiave nel registro di sistema. Il tutto è spiegato nella seguente procedura:</p>
<ol>
<li>Avviare il registro di sistema premendo contemporaneamente da tastiera il tasto windows + R</li>
<li>Nella finestra che compare scrivere regedit. Si dovrebbe così aprire il registro di sistema.</li>
<li>Navigare tra le chiavi secondo il seguente percorso: HKEY_LOCAL_MACHINE  -&gt;  SYSTEM  -&gt;  CurrentControlSet  -&gt;  Control  -&gt; Session Manager</li>
<li>Aprire la chiave BootExecute.</li>
<li>Cancellare il suo contenuto e sostituirlo con : autocheck autochk *</li>
<li>Adesso windows dovrebbe spegnersi e riavviarsi normalmente e senza anomali utilizzi di CPU.</li>
</ol>
<p>da Google</p>
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		<title>Confronto dimensioni SII, SII HD e probabile Nexus Prime</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;imminente arrivo di Android Ice Cream Sandwich, i rumor e le conferme sul prossimo Nexus (aka Nexus Prime o Galaxy Nexus) si sono fatti sempre più insistenti. L&#8217;ultimo in ordine cronologico è quello relativo alla presentazione ufficiale in Corea del Sud del nuovo Samsung Galaxy SII con schermo HD (1280&#215;720) da 4,65 pollici. Visto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;imminente arrivo di Android Ice Cream Sandwich, i rumor e le conferme sul prossimo Nexus (aka Nexus Prime o Galaxy Nexus) si sono fatti sempre più insistenti. <span id="more-2225"></span>L&#8217;ultimo in ordine cronologico è quello relativo alla presentazione ufficiale in Corea del Sud del nuovo Samsung Galaxy SII con schermo HD (1280&#215;720) da 4,65 pollici. Visto che le voci di corridoio sul prossimo smartphone pure google sono molto vicini in termini di caratteristiche tecniche all&#8217;ultimo arrivato in casa Samsung, ho deciso di fare questa semplice elaborazione grafica che mostra SII HD confrontato con il probabile Nexus Prime ed il &#8220;vecchio&#8221; <img src='http://julianajazi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  SII.</p>
<p><em>clicca sull&#8217;immagine per una risoluzione più alta</em></p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/09/sgs2-hd-lte.jpg"><img class="size-large wp-image-2227 aligncenter" title="sgs2-hd-lte" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/09/sgs2-hd-lte-600x401.jpg" alt="" width="584" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le dimensioni di SII HD sono proporzionate con la grandezza del display e quindi sono le stesse di un confronto reale. Per il Nexus Prime ho preso l&#8217; SII HD, ho tolto il logo samsung e ridotto al massimo le cornici per mantenere comunque una diagonale di 4,65 pollici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è, come potete vedere, sorprendente. Il Galaxy SII è impercettibilmente più piccolo della versione HD e, se i rumor sulla cornice del Prime fossero confermati, è molto più grande del Nexus, seppure quest&#8217;ultimo abbia una diagonale più grande. Che ne dite? Adesso, come me, avete cambiato idea sul Nexus troppo grande? <img src='http://julianajazi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>da <a href="http://samsung.hdblog.it/2011/09/26/samsung-lancia-galaxy-s2-hd-e-galaxy-s2-lte-in-corea-del-sud/">HDBLOG</a></strong></p>
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		<title>Dare colore alle foto in bianco e nero</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 15:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente mi sono dato alla colorazione delle foto in bianco e nero con photoshop. Tra mille add-on e ritocchi vari ho trovato un certo equilibrio.Il primo lavoro non poteva che essere una mia foto da piccolo che (purtroppo e per mancanza di mezzi ai tempi) ho in bianco e nero. Bene eccovi servito il risultato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente mi sono dato alla colorazione delle foto in bianco e nero con photoshop. Tra mille add-on e ritocchi vari ho trovato un certo equilibrio.<span id="more-2214"></span>Il primo lavoro non poteva che essere una mia foto da piccolo che (purtroppo e per mancanza di mezzi ai tempi) ho in bianco e nero. Bene eccovi servito il risultato della colorazione. Che ne dite?</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/08/04-01-2007-12_25_26.jpg"><img class="size-large wp-image-2215 aligncenter" title="04-01-2007 12_25_26" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/08/04-01-2007-12_25_26-600x416.jpg" alt="" width="584" height="404" /></a><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/08/04-01-2007-12_25_26a.jpg"><img class="size-large wp-image-2216 aligncenter" title="04-01-2007 12_25_26a" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/08/04-01-2007-12_25_26a-600x416.jpg" alt="" width="584" height="404" /></a></p>
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		<title>Confronto design Google+ e Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 15:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito riporto un&#8217;immagine di confronto tra il mio profilo su facebook e quello su google plus. A livello estetico, quale preferite? Secondo me, Google+ ha preso il design di facebook, l&#8217;ha ripulito e l&#8217;ha reso molto più elegante e meno dispersivo.Clicca per ingrandire&#8230; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito riporto un&#8217;immagine di confronto tra il mio profilo su facebook e quello su google plus. A livello estetico, quale preferite?</p>
<p>Secondo me, Google+ ha preso il design di facebook, l&#8217;ha ripulito e l&#8217;ha reso molto più elegante e meno dispersivo.<span id="more-2205"></span>Clicca per ingrandire&#8230;</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/08/GooglePlusVSFacebook.jpg"><img class="size-large wp-image-2207 aligncenter" title="GooglePlusVSFacebook" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/08/GooglePlusVSFacebook-600x285.jpg" alt="" width="584" height="277" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Protetto: A come &#8230;.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 22:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dedica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è disponibile alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<form action="http://julianajazi.com/wp-login.php?action=postpass" method="post">
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		<title>Universo primordiale mono-dimensionale</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/luniverso-primordiale-aveva-una-sola-dimensione</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 11:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Bang]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;universo primordiale aveva una sola dimesnione spaziale? Questa è il cuore di una nuova teoria proposta dal fisico Dejan Stojkovic e dai suoi colleghi dell&#8217;Università di Buffalo nel 2010. Essi pensano che l&#8217;universo ancora giovane, che &#8220;esplose&#8221; da un singolo punto, fosse molto piccolo e consistesse di una sola dimensione prima di espandersi per includere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;universo primordiale aveva una sola dimesnione spaziale? Questa è il cuore di una nuova teoria proposta dal fisico Dejan Stojkovic e dai suoi colleghi dell&#8217;Università di Buffalo nel 2010. <span id="more-2076"></span>Essi pensano che l&#8217;universo ancora giovane, che &#8220;esplose&#8221; da un singolo punto, fosse molto piccolo e consistesse di una sola dimensione prima di espandersi per includere prima 2 e poi le 3 dimensioni spaziali dei giorni nostri. Se la teoria fosse valida risolverebbe molti problemi della fisica moderna.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/500px-Dimension_levels.svg_.jpg"><img class="size-full wp-image-2084 aligncenter" title="500px-Dimension_levels.svg" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/500px-Dimension_levels.svg_.jpg" alt="" width="500" height="167" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, in un nuovo articolo su Physical Review Letters, Stojkovic e Jonas Mureika della Loyola Marymount University hanno descritto un test che potrebbe provare l&#8217;ipotesi delle dimensioni evanescenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo bene, la velocità della luce non è infinita e la radiazione emessa da corpi celesti molto distanti ci mette milioni, miliardi di anni ad arrivare a noi. Questo equivale al fatto di guardare questi corpi come comparivano al momento in cui la radiazione fu emessa e cioè milioni, miliardi di anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Da diversi studi sappiamo che le onde gravitazionali non possono formarsi in spazi mono o bi-dimensionali. Così Stojkovic e Mureika hanno pensato che il pianificato osservatorio gravitazionale internazionale LISA (Laser Interferometer Space Antenna) non dovrebbere ricevere onde gravitazionali emesse da epoche più remote e con meno dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/6a00d8341bf67c53ef014e8753d511970d-800wi.jpg"><img class="size-large wp-image-2087 aligncenter" title="6a00d8341bf67c53ef014e8753d511970d-800wi" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/6a00d8341bf67c53ef014e8753d511970d-800wi-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio la teoria rappresenta un radicale cambiamento e nuova aria fresca per la comunità scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea chiave è che il numero di dimensioni dipende dalla grandezza dello spazio che stiamo osservando, con spazi piccoli associati a meno dimensioni. Questo significa che molto probabilmente si aprirà una quarta dimensione spaziale, se non si è già aperta, con l&#8217;universo che continua ad espandersi.</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria suggerisce anche che lo spazio ha meno dimenisoni ad energie molto alte, energie assocciate ai primi attimi post- big bang.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/history.bigbang.jpg"><img class="size-large wp-image-2090 aligncenter" title="history.bigbang" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/history.bigbang-600x405.jpg" alt="" width="600" height="405" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se Stojkovic e i suoi colleghi hanno ragione, questa idea potrebbe aiutare a risolvere problemi fondamentali del modello standard della fisica delle particelle, inclusi i seguenti:</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incompatibilità tra fisica quantistica e relatività generale. La meccanica quantistica descrive bene l&#8217;universo a scala atomica, mentre la relatività fa bene il suo lavoro per un universo a scala galattica. Attualmente, le due teorie sono considerate incompatibili; ma se l&#8217;universo, ai suoi livelli più piccoli, avesse meno dimensioni, le discrepanze matematiche tra le due teorie scomparirebbero.</p>
<p style="text-align: justify;">I fisici hanno osservato che l&#8217;espansione dell&#8217;universo sta accelerando senza spiegazione. L&#8217;aggiunta di nuove dimensioni con la crescita dell&#8217;universo spiegherebbe l&#8217;accelerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello standard delle particelle predice l&#8217;esistenza di una particella elementare non ancora scoperta, il bosone di Higgs. La massa prevista dei Higgs deve però essere aggiustata a seconda delle energie in gioco. Se lo spazio avesse meno dimensioni ad alte energie, non ci sarebbe bisogno di questi aggiustamenti.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/images.jpeg"><img class="size-full wp-image-2091 aligncenter" title="images" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/images.jpeg" alt="" width="238" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dovere per forza aspettare i risultati dell&#8217;osservatorio LISA, gli studiosi sono già riusciti ad avere qualche prova indiretta della teoria di Stojkovic. Si è infatti osservato che il flusso di energia principale di raggi cosmici con energie oltre 1 teraelettronvolt (livello comparabile con quelli dell&#8217;universo primordiale) sono allineati su un piano bidimensionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La scomparsa di dimensioni spaziali potrebbe poi essere osservata anche negli esperimenti condotti nell&#8217; LHC, grazie al probabile scattering planare ad alte energie.</p>
<p style="text-align: justify;">Stojkovic amette che una tale osservazione potrebbe essere un test molto eccitante delle idee da lui proposte. Egli ci tiene poi a puntualizzare che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che c&#8217;è qualcosa di sistematicamente sbagliato nelle nostre idee. Abbiamo bisogno di qualcosa di radicalmente nuovo, e questo è qualcosa di radicale e nuovo.&#8221;</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/PLANCK_FSM_03_Black_Regions_v02_B0.jpg"><img class="size-full wp-image-2078 aligncenter" title="PLANCK_FSM_03_Black_Regions_v02_B0" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/04/PLANCK_FSM_03_Black_Regions_v02_B0.jpg" alt="" width="570" height="367" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da <a href="http://www.universetoday.com/85159/did-the-early-universe-have-just-one-dimension/">universetoday.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VELVE color-tunable OLED lighting da Verbatim</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/velve-color-tunable-oled-lighting-da-verbatim</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 13:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Illuminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Verbatim, nota per i suoi prodotti di qualità nello storage elettronico, ha deciso di buttarsi anche nel settore dell&#8217;illuminazione. Grazie infatti ad una collaborazione con Mitsubishi Chemical e Pioneer, ha realizzato dei nuovissimi impianti di illuminazione con colore intercambiabile e con gli OLED, la tecnologia del momento. Di seguito possiamo vedere un bellissimo video dimostrativo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Verbatim, nota per i suoi prodotti di qualità nello storage elettronico, ha deciso di buttarsi anche nel settore dell&#8217;illuminazione. Grazie infatti ad una collaborazione con Mitsubishi Chemical e Pioneer, ha realizzato dei nuovissimi impianti di illuminazione con colore intercambiabile e con gli OLED, la tecnologia del momento.<span id="more-2064"></span></p>
<p>Di seguito possiamo vedere un bellissimo video dimostrativo della tecnologia installata al Fuori Salone Show a Milano.</p>
<p align="center"><object width="560" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4SXduK12cuE?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/4SXduK12cuE?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I pannelli sono grandi 14x14cm ed offrono un&#8217;efficienza di 28lm/W e 8000 ore di tempo di vita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Silicene: valida alternativa al grafene?</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/silicene-valida-alternativa-al-grafene</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 16:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Nanoelettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare del grafene, un foglio bidimensionale composto da un unico strato di atomi di carbonio disposti nella caratteristica struttura a nido d&#8217;ape. Questo materiale è diventato famoso (anche per i non addetti ai lavori) grazie alle sue straordinarie proprietà fisico-elettroniche che lo pongono in prima fila come candidato per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare del grafene, un foglio bidimensionale composto da un unico strato di atomi di carbonio disposti nella caratteristica struttura a nido d&#8217;ape. <span id="more-2039"></span>Questo materiale è diventato famoso (anche per i non addetti ai lavori) grazie alle sue straordinarie proprietà fisico-elettroniche che lo pongono in prima fila come candidato per applicazioni elettroniche molto spinte in termini di prestazioni. Per questo, ogni corso universitario in ingegneria, fisica o chimica non può che almeno studiare le basi di questo probabile futuro dominatore del mercato dell&#8217;elettronica.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Graphen.jpg"><img class="size-large wp-image-2040 aligncenter" title="Graphen" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Graphen-600x480.jpg" alt="" width="600" height="480" /></a></p>
<p>Tuttavia nel 2007,  i fisici Lok Yan Voon e Gian Guzmán-Verr, ricercatori della Wright State University di Dayton, Ohio, hanno dimostrato che un&#8217;alternativa di silicio al grafene è in via teorica realizzabile. Essi hanno indicato la possibilità di ridurre il silicio in fogli simili al  grafene, in una struttura che prenderebbe così il nome di <strong>silicene.</strong></p>
<p><strong><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/silicene_2.jpg"><img class="size-full wp-image-2041 aligncenter" title="silicene_2" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/silicene_2.jpg" alt="" width="445" height="336" /></a><br />
</strong></p>
<p>Il passaggio dalla teoria alla pratica non è stato facile. Lo scorso anno Guy Le Lay, fisico dell&#8217;Università di Provenza, era stato in grado di realizzare, impiegando  un substrato di argento, una striscia di silicene della  larghezza di 1,6 nanometri. Poco tempo fa, in occasione di un convegno della American Physical Society presso Dallas, Antoine Fleurence, fisico del Japan Advancd Institute of Science and Technology di Ishikawa ha fatto crescere un sottile strato di silicio utilizzando come substrato il diboruro di zirconio, un materiale ceramico. Grazie alla microscopia a raggi-X, lo strato di silicio dei due esperimenti ha dimostrato l&#8217;esistenza  di una struttura esagonale a nido d&#8217;ape, confrontabile al reticolo  caratteristico del grafene.</p>
<p>Allo stesso convegno di quest&#8217;anno, Guy le Lay ha mostrato dei dati di aggiornati sul nuovo materiale. L&#8217;analisi spettroscopica ha mostrato i cosiddetti &#8220;coni di Dirac&#8221; nelle bande elettroniche nel reticolo  esagonale, caratteristica che sta alla  base dell&#8217;<strong>elevata mobilità elettronica</strong> riscontrata nel grafene.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Silicene-photo.jpg"><img class="size-full wp-image-2042 aligncenter" title="Silicene-photo" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/2011/03/Silicene-photo.jpg" alt="" width="445" height="446" /></a></p>
<p>Il grande interesse per il silicene sembra ovvio. Quasi la totalità dell&#8217;elettronica moderna usa il silicio come materiale base per i circuiti integrati. Per dispositivi ad alta frequenza e potenza (per cui è necessaria una elevata mobilità dei portatori) si è spesso dovuto ricorrere a materiali misti ed eterostrutture complesse e costose. Un struttura ad alta mobilità elettronica e dello stesso materiale di tutti i circuiti integrati potrebbe semplificare moltissimo la costruzione di dispositivi ad alte prestazioni, abbattendone di conseguenza i costi.</p>
<p><strong>da <a href="http://www.businessmagazine.it/news/silicene-dal-silicio-un-alternativa-al-grafene_36092.html">businessmagazine.it</a></strong></p>
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		<title>Inchiostro a nanoparticelle per antenne 3D</title>
		<link>http://julianajazi.com/blog/inchiostro-a-nanoparticelle-per-antenne-3d</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 17:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nanoelettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se volete una migliore ricezione per il vostro cellulare è tempo di andare a casa con i ricercatori dell&#8217;Università di Illinois. Questi infatti hanno sviluppato una nuova tecnologia che fa uso di inchiostro a nanoparticelle per creare delle antenne in tre dimensioni molto migliori delle esistenti. Daccordo, tutte le antenne sono tri-dimensionali per qualche grado [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete una migliore ricezione per il vostro cellulare è tempo di andare a casa con i ricercatori dell&#8217;Università di Illinois. Questi infatti hanno sviluppato una nuova tecnologia che fa uso di inchiostro a nanoparticelle per creare delle antenne in tre dimensioni molto migliori delle esistenti. <span id="more-1991"></span>Daccordo, tutte le antenne sono tri-dimensionali per qualche grado ma queste sono stampate usando nanoparticelle di argento su un supporto curvo come quello di figura.</p>
<p><a href="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/3d-antenna-2011-03-18-450.jpg"><img class="size-full wp-image-1992 aligncenter" title="3d-antenna-2011-03-18-450" src="http://julianajazi.com/wp-content/uploads/3d-antenna-2011-03-18-450.jpg" alt="" width="572" height="450" /></a></p>
<p>I componenti risultanti da questo processo hanno esibito performance di ordini di grandezza migliori delle antenne monopolari. I ricercatori affermano che questi dispositivi si avvicinano moltissimo al limite di prestazioni teoriche per un&#8217;antenna definito dal limite di Chu-Harrington.</p>
<p><strong>da <a href="http://www.engadget.com/2011/03/20/nanoparticle-inks-print-3d-antennas-orders-of-magnitude-better/">Engadget</a></strong></p>
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		<title>Come funziona un display LCD?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Display]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[I display LCD (Liquid Crystal Display) hanno soppiantato la tecnologia a tubo catodico da ormai molti anni ed ora sono destinati ad essere sostituiti da display a led organici (OLED). Non tutti sanno che i cristalli liquidi componenti la parte &#8220;attiva&#8221; di questi display sono anche essi organici. Grazie alle loro proprietà anisotrope e di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I display LCD (Liquid Crystal Display) hanno soppiantato la tecnologia a tubo catodico da ormai molti anni ed ora sono destinati ad essere sostituiti da display a led organici (OLED). <span id="more-1987"></span>Non tutti sanno che i cristalli liquidi componenti la parte &#8220;attiva&#8221; di questi display sono anche essi organici. Grazie alle loro proprietà anisotrope e di orientamento da campo elettrico riescono a darci i fenomeni necessari per questo tipo di display. Il video a seguire ne spiega in parole più semplici le proprietà:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.oled-info.com/how-does-lcd-display-work">da oled-info.com</a></strong></p>
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