Display Flexible OLED Sony {0}

I Display a tecnologia OLED diventano ogni giorno sempre piu’ tecnologici e pian piano tutti i concept di applicazioni futuristiche diventano sempre piu’ una realta’. E’ questo il caso di un nuovissimo prototipo di display OLED Sony flessibile, anzi ancora meglio, arrotolabile. Il modello presenta 4,1 pollici di diagonale per uno spessore di soli 80 μm ed e’ a colori.

Tutto questo e’ stato possibile grazie ad una nuova tecnologia svillupata dalla stessa azienda che e’ riuscita a creare una matrice di OTFT (Organic Thin Film Transistors) flessibile grazie ad un polimero derivato dal peri-xanthenoxanthene (PXX) che permette prestazioni circa 8 volte superiori (in termini di densita’ di corrente per la stessa tensione applicata al gate) ai normali OTFT al pentacene.

Il display presenta una risoluzione record nel settore di 432 x 240 per 16 milioni di colori. Esso puo’ essere arrotolato su un raggio di minimo 4mm e ha dimostrato di resistere anche dopo ben 1000 cicli di arrotola e srotola.

Il materiale organico attivo del display e’ un polimero (al contrario dei display  SMOLED ad oligomeri che troviamo nei dispositivi mobili in commercio) e percio’ in un futuro molto prossimo sara’ possibile procedere alla produzione di massa con semplici ed estremamente economici metodi di stampa a getto di inchiostro, anzi a getto di polimero. Inoltre, il polimero derivato dal PXX sintetizzato dall’azienda nipponica, al contrario della stragrande maggioranza dei materiali per OLED, risulta stabile sotto esposizione a vapore acqueo, ossigeno, luce e calore. Questa resistenza risulta molto importante nell’abbattere i grandi costi di incapsulamento sotto-vuoto necessari per gli OLED attualmente in commercio.

Di seguito troviamo un video che mostra le straordinarie possibilita’ di questo display:

da Sony Global

Stelle Nere e Stelle Oscure {1}

Seppure gli studi sull’universo lontano siano cominciati da relativamente pochi anni, ogni giorno fioccano promettenti teorie e nuove scoperte, rendendo l’astrofisica uno dei terreni più fertili della scienza moderna. La parte che senza dubbio incuriosisce di più scienziati e semplici appassionati è quella riguardante condizioni e fenomeni ai limiti della scienza  conosciuta come energia oscura, materia oscura e singolarità come buchi neri. Questa disegno e progetto che noi chiamiamo Universo sembra permettere l’esistenza a qualsiasi fenomeno ed oggetto che complesse ed astratte relazioni matematiche prevedono.

Tra questi fenomeni al limite troviamo due nuovissimi teorie di stelle al limite della fisica: Stelle Nere e Stelle Oscure.

Le Stelle Nere rappresentano una alternativa all’esistenza di buchi neri perchè prevedono che stelle super-massiccie possano trovare un’altra via al collasso in una singolarità. Infatti una stella nera non ha bisogno di avere un orizzonte degli eventi perchè la velocità di collasso delle particelle dovrebbe essere molto più lenta di quella di un corpuscolo in caduta libera verso il centro della stella. Questa velocità rallentata sarebbe dovuta ad un fenomeno quantistico chiamato “polarizzazione del vuoto” . Ciò permetterebbe un collasso che non porti a strani effetti quantistici come presenza simultanea e sovrapposta di più particelle, fatto che porterebbe ad una singolarità. Tutto questo non significa che questo tipo di stella non sia un mostro di gravità ed energia. Infatti essa apparirebbe nera ed esternamente indistinguibile da un buco nero a causa della mostruosa gravità che fletterebbe la luce (distorcendo lo spazio intorno a sé) verso la sua superficie e quei pochi fotoni che riuscirebbero ad uscirne verrebbero comunque drasticamente spostati verso il rosso a lunghezze d’onda difficilmente rilevabili.

Le Stelle Oscure, dal canto loro, seppure abbiano un nome molto simile alle precedenti, sono molto diverse. Esse si ipotizza siano esistite in un universo ancora giovane (anche se non si esclude che ne possano esistere tuttora) dove grandi quantità di materia ordinaria e materia oscura erano raggruppate con una discreta densità. Queste stelle emettevano radiazione grazie all’annichilazione tra le particelle di materia oscura che agiscono da antiparticelle di se stesse. La radiazione generata avrebbe però evitato che queste stelle si addensassero ai livelli di una normale stella dei giorni d’oggi. Questi corpi celesti si pensi abbiano avuto dimensioni molto estese e la radiazione emessa sarebbe stata così bassa da risultare invisibile ad occhio nudo. Quest’ultimo fatto è anche uno dei motivi per cui non si esclude l’esistenza di questi corpi celesti tutt’oggi.

La materia oscura resta ancora uno dei fatti più misteriosi di tutta la fisica moderna e le possibilità e le teorie su questa diventano ogni giorno sempre di più. Da recenti scoperte sembra infatti che questo particolare tipo di materia non sia poi così nascosta e che giochi un ruolo molto importante nei meccanismi dell’universo.

Problema crash copia-incolla-sposta Photoshop {1}

Da poco tempo ho scoperto che Adobe Photoshop CS4 (non sono sicuro delle altre versioni) soffre di una strana incompatibilità con JDownloader. Infatti mentre si cerca di effettuare operazioni di copia, incolla e sposta nel famoso programma di fotoritocco questi va in crash inspiegabilmente.

Non sono ancora riuscito a capire il perchè ma il problema è dovuto all’esecuzione simultanea di JDownloader. Infatti per risolvere il tutto basta chiudere questo programma.

Facebook.com – Connessione non sicura? {2}

Stasera per puro caso sono andato su facebook per un mio amico e con grande stupore firefox mi restituisce la seguente pagina:

Devo dire che in un certo senso mi ha fatto piacere ma il motivo mi resta ancora misterioso. Posso solo buttare giù l’ipotesi di qualche applicazione o altre porcherie di cui facebook è pieno. Comunque per l’onore di cronaca il mio Firefox è aggiornato all’ultima versione 3.6.3 ed è in inglese. Sarei proprio curioso di sapere se questa cosa è capitata anche a qualcun’altro. 😉

Video tecnologia Super AMOLED Samsung {0}

Al Mobile World Congress 2010 Samsung non ha presentato solo il suo primo smartphone con sistema operativo open source Bada. Quello che ha colpito subito i primi spettatori è stata la spettacolarità dello schermo che questo monta. Come può suggerire il titolo di questo articolo, lo schermo è costruito con una nuovissima tecnologia orgogliasamente chiamata da Sammy Super AMOLED.

I miglioramenti della tecnologia non stanno nel display in se, che rimane un pur sempre ottimo AMOLED, ma nello strato sensibile al tocco (touch layer) che al contrario dei normali LCD ed AMOLED viene integrato nel display. Questo porta ad una maggiore nitidezza e luminosità del display per uno spessore più piccolo. Di seguito riporto il video che ne spiega le migliorie con delle semplici animazioni.

Inoltre sembra che il nuovo display offra un maggiore angolo di visuale ed una decisamente migliore esperienza in luce diretta del sole rispetto ad un normale AMOLED.

da Engadget