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Elettronica | BLOG - Julian's WebSite Tag: Elettronica
Il primo transistor

Il primo transistor {0}

63 anni fa tre ricercatori fecero funzionare un piccolo cilindro rivestito da uno strato di germanio montato su una piattaforma di metallo. L’intento era quello di creare un amplificatore dal maggiore guadagno e dalla minore dissipazione di potenza. Walter H. Brattain, John Bardeen e William Shockley avevano creato il primo dispositivo a guadagno di tranconduttanza successivamente chiamato transistor ( TRANSconductance varISTOR). More »

Violino a MEMS dall'Università di Twente {2}

Nati come una fantasia (speranza) di ingegnosi scienziati, sono passati dal mondo abbastanza esotico dei laboratori di ricerca alla realtà di tutti i giorni. Sto parlando dei MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems), dispositivi elettro-meccanici operanti come veri trasduttori in circuiti integrati. Forse non tutti lo sanno ma dietro alla rotazione automatica dello schermo degli smartphone, dietro alle applicazioni di livella e molte altre si nasconde proprio un MEMS. Infatti il cosiddetto accelerometro non è altro che un dispositivo realizzato con circa la stessa tecnologia dei circuiti integrati. Esso però, al contrario degli ordinari circuiti integrati, prevede che alcune sue parti si possano muovere.

Oltre alle applicazioni per smartphone come sensori di gravità e magnetismo i MEMS vengono utilizzati come veri e propri interruttori meccanici integrati capaci di frequenze di commuttazione molto più elevate di un tradizionale transistor MOS al silicio.

Quello che voglio presentarvi è una tra le tantissime, curiose applicazioni di questa tecnologia.  Alcuni studenti dell’Università di Twente hanno realizzato un minuscolo sistema che pizzica delle corde grandi 1/10 di un capello umano (folded textures nell’immagine sotto) per realizzare degli suoni che corrispondono alle note musicali.

Sei risonatori (corrispondenti ad altrettante note musicali) sono integrati in ogni microchip che a sua volta può che essere combinato con altri integrati attraverso un’interfaccia MIDI per riprodurre interi brani. Per essere udibile all’orecchio umano il suono dello “strumento” deve prima essere amplificato di ben 10.000 volte. Di seguito possiamo trovare un video con relativa dimostrazione del funzionamento. Vi consiglio di dare almeno un’occhiata visto che non è cosa consueta vedere qualcosa  che si muove in un circuito integrato ed a scale così piccole.

Making music on a microscopic scale from University of Twente on Vimeo.


da Engadget

GPU Nvidia fino a 14,9 volte più veloci di CPU Intel {0}

Ormai da qualche anno tra i due colossi dei processori Nvidia ed Intel le fiamme non fanno che essere alimentate a suon di benchmark e dichiarazioni. Questa volta è stata Intel ad aggiungere (innavvertitamente) benzina sul fuoco in un articolo per l’ “International Symposium on Computer Architecture”.


L’intento di questo articolo è quello di buttare giù il mito della GPU 100 volte più performante rispetto ad una CPU affermando che quest’ultima è solo 14 volte più lenta nell’eseguire certi codici. In un post sul blog Nvidia, Andy Keane commenta la situazione scrivendo che è raro al giorno d’oggi che un concorrente, benchmark in mano, affermi che la loro tecnologia è solo 14 volte più lenta rispetto ai loro avversari. In difesa di Intel possiamo dire che, leggendo superficialmente la pubblicazione le GPU sono “solo” 2,5 volte più veloci in media.

Che dire, questa cosa stupisce molto anche me. Penso che comunque le GPU diano risultati così superiori su particolari applicazioni che sfruttano il parallelismo e non possano sopravanzare in tutto e per tutto le CPU. Non è certo una novità comunque che negli ultimi anni Nvidia stia applicando le sue avanzate conoscenze nel processing grafico in processori general purpose con dei buonissimi risultati. Stando alle indiscrezioni, il settore dove potrebbe dare molto filo da torcere nei prossimi anni ad Intel ed agli altri produttori di CPU è costituito dal settore mobile di Notebook, Tablet e Smartphone.

da Engadget

Ed infine fu il Nexus One… {3}

Ben 5 mesi dopo la commercializzazione americana, il Nexus One è arrivato anche in Italia portato in esclusiva da Vodafone. Oggie è iniziata la vendita online e subito si è registrato il tutto esaurito. Domani doveva iniziare quella nei 17 punti vendita in tutta Italia ma già da oggi il centro Vodafone di Via Roma a Padova ne possedeva 15 e sono corso subito a prenderlo. Infine eccolo quà nella primissima foto il mio personale Nexus One italiano:

Di seguito riporto altre 2 foto del nexus in un ambiente interno ed uno esterno:

Quest’ultima foto vuole mostrare quante dicerie si sentivano sulla visibilità del display all’aperto. Se avete altre domande scrivete pure nei commenti.

Display Flexible OLED Sony {0}

I Display a tecnologia OLED diventano ogni giorno sempre piu’ tecnologici e pian piano tutti i concept di applicazioni futuristiche diventano sempre piu’ una realta’. E’ questo il caso di un nuovissimo prototipo di display OLED Sony flessibile, anzi ancora meglio, arrotolabile. Il modello presenta 4,1 pollici di diagonale per uno spessore di soli 80 μm ed e’ a colori.

Tutto questo e’ stato possibile grazie ad una nuova tecnologia svillupata dalla stessa azienda che e’ riuscita a creare una matrice di OTFT (Organic Thin Film Transistors) flessibile grazie ad un polimero derivato dal peri-xanthenoxanthene (PXX) che permette prestazioni circa 8 volte superiori (in termini di densita’ di corrente per la stessa tensione applicata al gate) ai normali OTFT al pentacene.

Il display presenta una risoluzione record nel settore di 432 x 240 per 16 milioni di colori. Esso puo’ essere arrotolato su un raggio di minimo 4mm e ha dimostrato di resistere anche dopo ben 1000 cicli di arrotola e srotola.

Il materiale organico attivo del display e’ un polimero (al contrario dei display  SMOLED ad oligomeri che troviamo nei dispositivi mobili in commercio) e percio’ in un futuro molto prossimo sara’ possibile procedere alla produzione di massa con semplici ed estremamente economici metodi di stampa a getto di inchiostro, anzi a getto di polimero. Inoltre, il polimero derivato dal PXX sintetizzato dall’azienda nipponica, al contrario della stragrande maggioranza dei materiali per OLED, risulta stabile sotto esposizione a vapore acqueo, ossigeno, luce e calore. Questa resistenza risulta molto importante nell’abbattere i grandi costi di incapsulamento sotto-vuoto necessari per gli OLED attualmente in commercio.

Di seguito troviamo un video che mostra le straordinarie possibilita’ di questo display:

da Sony Global